A Domenico
Ora abiti dove le stelle non pungono
e l'amore non può avere un nome
che le parole
ti si conficcarono nel fianco,
senza sosta.
Cercavi labbra nel sonno
quando l'arsura stringeva,
volevi solo uscire dal cerchio,
scappare dal mannaro
sotto il tuo stesso tetto.
Tu gli mangiavi il pane, dio,
il pane che non volevi!
Il tuo sorriso era una barca,
ma l'amaro ti saliva dal vetre.
Il tuono nascosto
teneva la lama
che ti spaccava il cuore.
Non potevi dirlo.
Il tarlo che ti mangiava la
carne
che i denti bianchi e le battute.
Non bastava niente.
Volevi volare.
Lo dicesti alla brina,
su una strada grigia, ruvida,
come l'amore che non c'era.
Lei capì
e ti fece le ali dal sangue.
Tuo padre non smise di venderti.
Prezzò tutto di te:
costole, reni,
costato, trachea, cistifellea.
Chiuse un occhio sui capillari,
per gli sconti d'autunno.
Diede il tuo cuore ai cani.
Eri Suo figlio,
un bene patrimoniale,
una funzione.
Se n'andò contento il vecchio
col ricavato delle tue carni.
Ma tu non c'eri più.
Ti aveva preso la brina
con le promesse delle estati
e di quella primavera
che teneti in te, per sempre.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Annalisa Scialpi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.