Pubblicato il 12/05/2026 12:43:01
E noi stavamo, scavati dal piacere in un punto d'alba. Stavamo come un paesaggio disfatto, come il rosa che sporca le dita, e tutti gi angoli e tutti i dubbi, le carezze; le certezze. Come le ciliegie, col rosso che sporca la bocca. Non chiesi, ma bruciai la carta e parlai al fumo come a un corvo o alla vertigine. E se non avevi nome fu perchè lo barattai col canto sulle case rotte, sui comignoli estinti, sugli ossimori che tolgono il fiato. Ebbro, il vascello andava, che tu accendesti col verde sporco delle tue usure. Tutto fu rogo. Pure tu.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Annalisa Scialpi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|