Oggi è martedì e sono ancora vivo.
Qualcuno non lo è più
da poco, da moltissimo, da sempre.
Essere vivo è un fatto inconfessabile,
colmo di plusvalenze e di mancanze
e bisbigli
nel dichiarare al mondo le scomparse
degli annegati, dei perseguitati.
Ma oggi è martedì e sono vivo
e tra poco andrò a fare la spesa.
Ignoro perché si dica così;
forse si dovrebbe parlare di scambio:
carta per cibo.
Il cibo è solo tale; la carta può diventare tutto.
Dunque, si spende per vivere;
questo significa che impoverirsi è vitale.
Ognuno si impoverisce come può;
moltissimo o pochissimo,
il mondo resta sempre sottrazione.
Dunque oggi è martedì e sono vivo per pura sottrazione.
A volte mi domando quando
il risultato sarà solo zero
ma finché è solo un meno sono vivo.
Se ne deduce che meno è più di zero.
A volte si spende per tristezza;
anche ricevere può risultare tale:
basta andare con una prostituta.
La prostituta vive nello zero,
non spende né guadagna: è solo triste.
Anche chi va con lei.
In Iran questo non è possibile
perché in Iran non si può andare con nessuno
e non è possibile neppure guadagnare
sogni liberi.
Gli Iraniani si lamentano moltissimo, anche di martedì.
Succede anche in Afghanistan e in Ucraina
A Gaza, in Israele, a casa mia
e in altre svariatissime contrade, che sia o meno martedì.
Forse il lamento è prova d’esistenza.
Bisognerebbe avvertire Tommaso:
Dio si lamenta moltissimo.
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