MARE AI BACI
(di comu nutricari la Regina)
Ustricheddi di Vrubel, 'mprenate
da divine sinfonie di Scriabin,
strudel di fillo, chinu di 'nzaroli,
mennule, sicca 'nzolia e scurzunera,
(un ciavuru appena), lu pruvulazzu
ca di li sogni t'arrisbigghia, fattu
stranu, polifemico bleso al rito
dell'amaro caffè, alluminato
nella napoletana, torreggiando
su due gatti affamati, sì l'alba!
Fin del sognar. Natura è nel fiore?
No. È sempre più vizzo il balconcino.
No, troppa acqua, son marce le radici
del basilico, o pollicino blu...
Invece ti sei d'inchiostro macchiato
in dormiveglia, ciucciando uno spicchio
di clementina prima di baciare
a tradimento Mab. E lei sparì.
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