Non muori mai.
Bianca tra torri e palazzi,
resti regina nella pietra
che dice e non dice,
in un silenzio che mozza il fiato
dentro le orbite cave, piene
della tanta vita che ti attraversa.
Assoluta
come le lacrime trattenute nelle fontane,
come gli amori che si trovano per lasciarsi
e ritrovarsi, ancora, sotto le tende
dell'eterno sipario del tuo stare.
Parli
e la tua voce è un tavolo
in un labirinto di strade che cela
i segreti del giorno e delle notti.
I tuoi morti sono vivi;
si muovono, invisibili, tra la folla
che, distratta, ne ascolta il canto
e ritrova il passo più leggero.
Palpiti,
e non c'è sera
che non conservi
nella tua densa ombra i pianti,
le preghiere di chi vaga
e gonfia il tuo fiume, il tuo cuore
come una vela tesa.
Madre e prostituta sacra,
Iside dei reietti e degli spiriti ribelli
che tieni in te,
finchè il tramonto esplode i cieli,
gli angeli sulle cupole, sospesi
sulla vertigine della tua
imprendibile magia.
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