Rimasi a guardare, dalla soglia
la malaombra lunga sembrava
distesa, forgiata da un lamento
sul punto voleva fuggire.
Il foglio arrossiva, il pennino
strisciava e i buchi parevano
occhi socchiusi che la maestra
avrebbe riaperto, ferita non
risanata.
La mano sinistra percossa
ogni volta chiedeva tregua,
riposo, non più mia insistenza.
E venne vittoria,
la sua, la loro.
Io mi arresi.
Fu castigata del diavolo
la mano.
Si congelò nel pianto la parte
sinistra e sempre da lei ora
vanno i danni o dolori,
eppure è ferita a me più cara,
un tratto rosso sul bianco,
è la mia firma.
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