Non dirmi che avrò il dovere di amarti
per via dell'anello che mi donasti al parco.
Non dirmi che dovrò aspettarti la sera
e stare sempre sulla stessa tela a farti
gli occhi neri,
la pelle avorio.
Non dirmi che non dovrò minacciarti
di ucciderti se mi tradirai perchè io
ti tradirò e tradendoti ti amerò sul
filo che passa tra la presenza e
la distanza.
No, non dire estate. La canicola
scioglie abbuffa i pori della pelle.
Non puoi starmi dentro come un'equazione.
Lo sai. Per questo mi starai
dentro come il mio algoritmo benedetto
e vedrai le mie vene percorrere
strade in salita solo per dire il tuo nome.
Vedrai le albe partorite dal grembo di
aquile fiere. Sì, tu vedrai, in me,
la tirannia del concedere vita. Se avrai paura,
ti legherò più forte.
Tu vorrai scappare,
ma non vorrai.
E maledicendomi mi amerai e amandomi
scoprirai il segreto dei fluidi e dei corpi.
Sarò la tua dissolvenza, il tuo processo,
l'incubo più dolce che il tempo possa mai generare, perchè l'alba
strappa la placenta del cielo,
e rossa, eccessiva io sarò per te,
sangue dell'ossimoro che libera.
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