Pubblicato il 18/06/2026 06:03:48
Un guscio vuoto, un’abitudine buona per la fretta: non aspetta una risposta, non cerca un’anima. “Come stai?” è diventato soltanto un saluto, una formalità di passaggio che abbiamo consumato fino a svuotarla. Tanto da non voler più sapere davvero chi abbiamo davanti, né quale silenzio si nasconda dietro quelle parole. N.d.A.: L’evoluzione sociale, o meglio, l’involuzione dell’uomo che ha perduto la capacità di empatizzare con il prossimo, ha trasformato la domanda “come stai?” in un rituale da non proferire, perché il benessere altrui giammai viene considerato importante.
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