Cosa abbiamo in comune, noi,
con queste messinscene ambulanti
che comprano auto grosse a rate
e vi si chiudono come bare, per non
sentire l'urlo del mondo?
Cosa abbiamo in comune
con questi intestini otturati,
le pelli cremate che vogliono il fresco
o il calduccio di aliti conformi
con la comune mediocritas,
statue nel presepe della norma?
Noi
che vaghiamo randagi,
ci portiamo dentro il graffio
come un amuleto e lo ostentiamo
sugli asfalti, senza protezioni,
altari nelle nevi buie intorno al sole.
E abbiamo freddo e non lo diciamo
e dondoliamo liberi nelle albe perpetue
o nei meriggi vuoti come i fiori, i passi,
tra le cicche lasciate sui marciapiedi.
Noi,
che il sole non ce lo toglie nessuno perchè
ce l'abbiamo congelato dentro;
e tra i cristalli di neve manda un tepore
che non è luci di vetrine,
ma tremore,
lo stupore di essere vivi,
che tracima.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Annalisa Scialpi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.