Pubblicato il 20/06/2026 09:41:57
Verrà il giorno, il giorno di mandarino che ha fuoco nei piedi. Il giorno del do senza esitazione, dove non ci sono muri eretti da mio padre: muffe e umidità. Il giorno delle biciclette, delle estati troppo vere, dei kaki portati in autunno. Babele è caduta già. Nessuno parla le lingue confuse. Il silenzio è il segno. Io rido così tanto che mi bruciano gli occhi: non avverto nemmeno il rombo entro la terra. Voliamo, io e te, tra ettari di luce.
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