Esiste ancora una rosa senza spine
profumata e resistente
ancorata e vivente
non priva di forza su cime alpine.
Esule osserva e respira
il caldo tramonto alpestre
dimora succinta e mai lustre
civile nativa che isolata vira.
Corre or disfatta della sua corolla
ali di petali volano liberati
sol netare riposa in ampolla
organze ai poeti miei amati.
Non abbandona la mente il cuore
battente fuggiasco di chiarore
opprimi la sorte di livore
diviso e mai abbracciato tepore.
Non cercare l'eco della stagione
la mano segue la visione
l'affetto non chiama tensione
la presenza è sol di lontana unione.
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