Troppa passione non premia
così mi disse la vecchia becchettante
nell'aia delle certezze.
Troppa passione dissangua, allora
mi mossi tra imbuti di vuoto
a suonare il mio tam-tam scordato,
infarcito d'amnesie.
Troppa passione fa male
come il freddo al collo preso
col finestrino aperto,
è quasi un reato
mette a repentaglio le geometrie
attenta alla ruggine, ai tarli,
ai sistemi sanitari, al fisco,
alle religioni,
agli imperialismi delle imbecillità;
è una piaga che va estirpata
a suon di propagnanda,
sentili
questi nomi, come suonano fieri:
educazione, etica, rispetto, morale;
sembra roba fascista per questo
ora più che mai, nell'ora nullificante,
torna in voga; i morti vi si acchiappano
come una scialuppa; i morti nella carta
domopack che tiene la carne guasta.
Troppa passione è come dire
troppa carne, troppo vuoto e splendore
in quel vuoto così in contrastro con le
varecchine e gli antimuffa, così in contrasto
con giacche e cravatte pure in estante,
così in contrasto con le seghe sui divani -
così spaventosamente in contrasto
con la morte.
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