Poi resti tu.
Nella tua mirabile inerzia
ancorato al luogo,
a un ritmo quotidiano
che si ripete, implacabile.
È rimanere.
Un verbo antico, di pietra.
Posare la testa nel tepore di una stanza
che conosce la tua sorte,
che ha appreso il battito del cuore.
È stare qui,
dove l’ombra mi ritrova sulla pelle,
dove le pagine sanno come scrivo
e come mi muovo.
Smettere di spingere,
di progettare.
Accogliere la ruga, il giorno identico,
e imparare, infine, a respirare
la quiete di una vita essenziale.
Il lusso è un amico che non muta,
un libro aperto sulla stessa pagina:
la forza nuda di non avere nulla
a proiettare l'illusione.
Eppure, a volte, parto.
E tutto si fa eclatante,
sorprendente, spiazzante.
Non è un tesoro a guidarmi,
non penso ai gioielli:
ma a quanta ricchezza seminare nella terra,
da lasciare intorno.
Al gusto, nudo,
di correre insieme.
@valentina ciurleo
Cristalli giugno 2026
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