Tu chi sei?
Che tipo di vento, d'occhi,
o personaggio risorto
da quale tela?
Quale fuoco, quale confine,
che tipo di unghie o di materia
del vuoto,
di carne che scalza gli alfabeti?
Che esorcismo, che polpa di fiore,
d'oro sepolto, di rosa pesco?
Quale insolazione o frattura blu,
vetrata sul ferro
di nascite e morti?
Che tipo di distanza e vicinanza,
di vista ritrovata,
mentre il mondo mi è amico
semplicemente con l'esserci?
Che re appoggiato
al mio scettro,
di sorrisi nuovi che sgorgano,
dal fango spurgato'?
Che tipo di perdono,
di rosa lanciata sul tavolo,
di onda che ti arriva dappertutto,
di giochi d'arabesque?
Che lingua è la tua,
che fermenta nello spazio
delle labbra,
o la mano che abbatte il gigante,
che afferra la fionda
e decapita le statue?
So chi sei, mio re.
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