Pubblicato il 04/07/2026 11:27:22
Stetti sotto la luna come fiore di campo strappato da stelo, liquidi occhi da dietro massi e terreno bucato fissavano me, un corpo assurdo crollato in pezzi di vetro. Strana poi l'ombra che rigettavo, le marmotte dubbiose esitavano mormorando tra loro. Incapace di alzarmi storcevo la bocca e i lunghi pensieri fluivano senza rumore. Avessi incontrato ancora una volta la sagoma sua saltellante, avrei ripreso a correre tenendo stretta la mano in cartone. Ma lì, dove il vento era fermo come fermo era tutto l'intorno, di cartone vi era solo un proscenio.
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