Ancora resta, il presentimento;
ramo che secco inverdisce e si rizza
sulle mattonelle di rombi rosso slavati.
Il tarlo smozzica figure
come vecchie statue.
La polvere sulla scopa bagnata
lascia vuote le facciate.
Ombre dense
squassano i battiscopa,
crepitano sugli intonaci cadenti,
Nei telegiornali squittiscono
pedagogie da riciclo.
Le passa il convento,
- ora come allora -,
la vicina, i morti al piano
di sotto, di sopra,
separati dal bisbiglio dei tacchi,
degli sciacquoni e delle pisciate lente
come lo scorrere di nastri d'imballaggio;
follia dei normali
che riempie il mondo di bare.
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