Scrivo sempre e tanto di te,
ma manca il sapere se esisti
davvero, ho camminato in
lunghi sentieri guardando
un cielo che non c'era
nemmeno.
Le ombre quest'oggi
sono molto profonde e
più fredde di ieri, cammino
ancora e gli aghi di pino
solleticano i piedi che tengo
scalzi per sentire la terra
che geme.
Lontano l'allodola chiede
un riparo all'olmo che beve
e non si trattiene, ubriaco
nel giorno del mio compleanno.
Penso qualcosa di te e compongo
un viso di pigne e corpo di
rami caduti, ormai secchi.
Rugiada sul dito la poso come
lacrima gelida sulla tua bocca.
Poi mangio distesa i pinoli,
stille preziose al mio grembo.
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