Pubblicato il 18/08/2026 14:58:35
Quando la città s'apre sul diluvio dei miei terrori, talvolta salpo su un torrente di parole. Bevo un drink, in questa Venezia dell'anima che scorre in sordina tra i chiodi della luce. S'affastellano ossimori, oscuri come il topo che rode o la tristezza che tamburella, - rito del perdersi e ritrovarsi - in un vecchio che esce, nuovo, dal suo portone di umidori, a raschiar briciole d'istanti, come medaglie.
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