Bianca come avorio, dal sogno scolpita,
lei sorregge il destino inciso nel segno,
non pietra, ma grazia severa e compita,
sostiene il silenzio, lo spazio, il disegno.
Non muro, né carne: misura e ragione,
colonna vivente di forma e pensiero,
nel gesto immobil, trattiene peso e nome,
del tempo che già grava sul mondo intero.
Lo sguardo si perde oltre il limite umano,
custode discreta di un mito infinito,
nel marmo o nel bronzo il canto è sovrano,
resiste al trascorrere eterno del rito.
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