Sono normale, o forse no. Ci penso prima di andare al supermercato. Stanotte ho dormito bene, il che è abbastanza strano. Ieri, infatti, mi assaliva una tristezza fonda, come un pozzo senza fine. "Quando finisce la tristezza?", mi sono chiesta. Avrei voluto toccarne il fondo. Sentire che le lacrime lavano i tanti morti della vita, gli album dalle pagine mancanti, le fotografie strappate. Però ho avuto anche paura. Forse è per questo che mio marito ha finito di guardare il film ed è venuto a letto prima.
Ho dormito un pò di più. Fino alle nove, credo. In passato non lo avrei fatto. Ma che senso ha alzarsi col capogiro, il cuore molle e pesante che ti costringe a sederti o a tornare a letto?
Eppure sto realizzando un sogno: vivere in città. La città che è il centro del mondo, la città dei tanti popoli e della storia. La mia casa mi aspetta. Una veranda bianca, un tavolino con le sedie, siepi rampicanti tutto intorno che danno l'idea di vivere in campagna, pur essendo in città. E in ogni momento potrò immergermi nel turbinio dei suoi colori, dei suoi odori violenti e sensuali. Perchè Roma è soprattutto odore. Lì la mia arte troverà un lido, lo sento. E allora cos'è quel magone che mi assale? Cosa ho paura di lasciare? La terra che è stata la mia incubatrice, ma anche il mio esilio?
E' così quando si cambia. La maggior parte degli esseri umani rimane in uno stato di puer aeternus. Il mondo è pieno di bambini che rimangono attaccati a una vita ormai marcita, solo per paura di cambiare. Mi guardo allo specchio dorato, mezzo scrostato perchè antico - me l'ha regalato mia nonna. Eppure non vedo la me stessa triste, ma una guerriera. La guerriera ha una spada: deve uccidere un mondo, per crearne uno nuovo. La creazione esige la sua dose di violenza. Significa recidere quegli ultimi cordoni di sensi di colpa, se gli altri, i tuoi, non hanno vissuto la vita che stai per vivere. Guardo quella donna. Poi scopro che è viva. Con uno sguardo dolce ma determinato, taglia il mio vecchio vestito. Rimango nuda. Perchè così sono i sogni. Così è rinascere.
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