(Trilogia)
Sono figlia di una verde valle
dove-
se chiami- l'Appennino risponde.
I
La roccia
Pietra tra le pietre, immota nel tempo,
ho visto intere ere scorrere lente,
parole- di donne e di uomini- stanche e
il silenzio di Dio dentro gli alberi.
Dentro i miei occhi, tutto scorre e scompare
tranne il fiume che sui miei piedi dorme.
Sul versante di fronte che mi guarda,
neppure le betulle e le alte querce
sanno dare risposte all'uomo nudo
che sempre passa e va facendo domande.
Un'unica cosa però imparai:
che il vento soffia uguale per ogni uomo,
tanto che egli diventi nebbia o sole alto.
II
Il fiume
Roccia che immota dall'alto mi vegli,
udii il tuo altero dire tra gli argini.
Vero: alle volte tutto sembra notte,
eppure io ti dico: non scordarti
del mio andare eterno e senza sosta.
Ti sembro-forse- lo stesso a ogni svolta?
III
La luna e la neve
In questo gran dire di voci afone,
poi più su su, alta se ne accese un'altra.
Era la oscura voce della luna.
Tra gli ontani- intanto- un gatto miagolò
e in quel miagolio lontano pure
la neve si ricordò di esistere.
E- silente- cominciò a scendere.
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