Sono nato da un flusso involontario;
parcellizzato, vago.
Mia madre era un ammasso polveroso:
ha creato una stella.
Quando è esplosa io sono stato vento
nel vuoto fino a quando si condensa.
Le parti che mi fanno diseguale
affondano radici senza terra.
Sono acqua, sono gocce e i miei frammenti
spesso sembrano come desideri.
Col tempo sono storia.
Tu sei un incontro ed io un isolamento.
“La tua pelle è bruciata” – mi dicevi –
“e la temperatura della notte rende bianca la luna”
“Quando cado – ti rispondevo – sudo”.
Domani sarò senza carnagione
e quando è pioggia sarò discioglimento.
Vento che non si ferma spanderà
un profilo che ignoro verso altrove.
Sarò di nuovo polvere di stelle.
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