Fra le mura dei miei silenzi
sentii sospirare la mia anima e sussurrarmi
di sentirsi soffocare dallo sporco del mondo.
Mi confidò di non voler vedere la speranza morire,
la gente morire, il mondo morire e l'oscurità coprirlo.
Mi disse di voler percorrere i sentieri di questo mondo morente
e guardarlo negli occhi
prima che gli abissi dei cieli
spengano la fievole luce della speranza.
La lasciai andare, ma il suo allontanarsi
mi fece sentire nudo e solo.
Poi un giorno,
non so dire se passarono ore, giorni, mesi o anni,
la risentii dentro me abbracciare la mia nudità
e la mia solitudine e non mi sentii più solo.
Dove sei stata anima mia?
Ho vagato per un tempo indefinito,
divorando spazi immensi
dove l'eco di un beffardo sorriso
aleggiava su un deserto di sofferenze.
Sono arrivata ai confini del mondo,
un mondo che ormai vive solo nei ricordi
di chi ancora lo abita.
Ho navigato in oceani sconfinati senza vita
e camminato nei loro abissi più profondi.
Ho percorso sentieri sconosciuti
cosparsi dalle macerie della vita.
Cosa hai visto mia anima?
Ho viaggiato in lontane terre
dove ho visto bambini imbracciare fucili,
bambini aggrappati ad aquiloni
per bucare il grigio cielo
e vedere il villaggio delle stelle
di cui avevano solo sentito parlare.
Ho visto una donna pregare in ginocchio
ma nessun dio l'ascoltava.
Ho visto anche gente dai volti consumati,
abiti sciupati, occhi frenetici,
disperati e arresi all'inevitabile.
Accovacciati contro un muro, sotto i ponti,
mentre stringevano le mogli, i mariti, i figli,
non solo esausti, ma logori e inespressivi,
a volte si destavano da quel torpore
per elemosinare dai passanti una moneta,
un pezzo di pane, la speranza,
anche se sapevano che non c'era più speranza.
Chi hai incontrato mia cara anima?
Ho visitato città immense
e sparuti villaggi nascosti negli angoli più sperduti
incontrando una moltitudine di gente,
solo il silenzio mi diede il benvenuto,
perché toccando i loro pensieri
e sfiorando le loro anime
una percezione di vuoto mi travolse.
Ho incontrato un cane che ululava alla nascosta luna,
un viandante che aveva smarrito il sentiero
e senza il coraggio di chiedere dove andare.
Cosa hai sentito mia anima nel silenzio del tuo cammino?
Ho sentito un prete che parlava a una moltitudine
ma nessuno l'ascoltava,
ho sentito boati che come onde
infiammavano ogni cosa,
ho sentito chiedere la carità,
ho sentito piangere e ridere di paura,
ho sentito tanta tristezza nella voce del vento,
ho sentito il suono di lontani tamburi
accompagnati da una nenia supplicare il grande spirito.
Ho sentito il silenzio invocare canzoni,
il ringhio del male e dell'oscurità,
il rumore delle lacrime scavare volti.
Come ti sei sentita anima mia?
Ho vissuto giorni di speranza
e giorni di uno scoramento infinito
dove lo smarrimento mio e del mondo
ha toccato l'abisso più profondo
perché ho visto e udito cose
che la tua mano non avrà il coraggio di raccontare.
E cosa farai adesso anima cara?
E quando stavo per arrendermi
la fiamma della speranza mi sussurrò:
"Sarai tu il tedoforo
che porterà la fiamma per il mondo
fin nella culla della vita per riaccenderla
e scacciare il buio."
Questo io farò,
e verserò gocce di luce nelle mani
di chi stringe solo sabbia,
dove la fame è orribile,
dove il niente è l'unico numero,
dove le bombe sono la sola luce
che illumina corpi straziati
e nelle acque che un tempo erano pure.
Accenderò dei falò sulle cime più alte
affinché anche le anime dimenticate possano vederli.
Poi tornerò da te, abbraccerò il tuo sorriso
e attenderemo l'alba di un nuovo mondo.
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