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Poesie inedite

di Gelsomina Perilli
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Pubblicato il 15/10/2026 17:55:40

In eterno

 

Quante lancette ho visto girare

il ticchettio colonna sonora

rimbombare o non funzionare

ma il risultato è che ristora

il tempo fuggente e già invecchia

la tua età di vita mia rispecchia.

 

Succede che ora si è capovolto

il conto comincia dall’infinito

tu torni indietro e io il risvolto

di un cammino da Dio punito.

 

Ti prendo la mano a ogni gradino

ti dico aggrappati dove sono le scale

sotterri il seme nel mio giardino

coglierò in eterno dalla mano frale

il giglio profumato della tua essenza

che m’amerà anche di te senza.

 

Striscia di Gaza

 

Sotto un pianto grigio di nubi

sulla Striscia, zolla di grumi

la speranza di vita tu rubi

agl’occhi accesi in frantumi

ai mendicanti d’azzurri cieli

in prima fila nella trincea

con ruvi in faccia di grattacieli

e melma civile, un’odissea.

 

Grappoli di bombe appesi al sole

su bocche gelate dai finti sorrisi

stringono un nodo alle mute gole

i lamenti dell’ora finale dei visi

Mentre un fante di vita fuggiasca

traghetta la sorellina in spalla

coi dardi di sogni in una tasca

rinviene la mamma e una palla.

 

A mia madre

 

 

Il giorno dei morti

 

Suona la campana triste solitaria

Ulula litanie la bocca del vento

Invecchia di uno la meridiana oraria

Segna la strada al dì del lamento.

 

Si cammina tra serpeggianti sentieri

com’un antico labirinto senza uscita

Qui riposano i morti e i pensieri

con passo lento e veruna fatica.

 

Alture dimore di cappelle in marmo

con porte e finestre in lucente bronzo

munizioni di fiori tra dita in disarmo

All’occhio d’un falco girano a zonzo.

 

Piovono al suolo le foglie gialle

Volteggiano falene e labbri al sole

una vedova si copre con lo scialle

fanno il girotondo le infiorate aiuole.

 

Visi di avi morti parlanti

più dei vivi morti passanti

E’ il giorno ferale dei morti

e dei loro giorni oggi risorti.

 

02 novembre 2025

 

 

 


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