E accadde che quello che l'amore aveva costruito fu distrutto,
il silenzio si stese su di me
e l'indifferenza posò la mano sul mio cuore.
I sogni piansero
e le speranze si dispersero,
mentre l'amore fu ridotto a brandelli
come uno straccio consunto.
Niente rimase di ciò che era,
eppure io nacqui ancora da quei resti.
Ci furono gemiti
e digrignar di denti,
vestii di saio e ceneri
ma spezzai il passato
lacerando tutto ciò che mi legava ad esso.
Marciai per mille leghe
portando lo stendardo del dolore
finché non restò che il nudo bastone
e quando giunsi in cima alla collina
di un'alba liberata dalle catene,
vi piantai il vessillo della serenità.
Chiusi gli occhi, dispiegai le ali
e volai nei cieli dell'anima.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Vincenzo Corsaro, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.