(Dedicata a chi non ha voce e a chi oggi ha scelto di usarla)
Un nome, una terra un respiro di vento
nessun confine a fermare un lamento.
Nasciamo uguali nel nero e nel bianco,
col solo diritto di piangere a fianco.
Nessuna prigione, nessuna paura,
la voce stamane si sveglia sicura.
Il pane, la scuola, la casa, la pace
sono albe sacre che il muto non tace.
Dare un nome agli ultimi, aprire la porta,
fare del giorno e del sogno una svolta
perché ogni vita ha il suo campo e il suo fiore
e non c'è lemma più vitale di "amore".
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