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Tirrenide - silloge poetica di Maria Grazia Insinga

Argomento: Poesia

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 07/04/2020 06:12:51


"TIRRENIDE" ... nei soliloqui poetici di Maria Grazia Insinga - Anterem Edizioni Cierre Grafica 2020.


Un asterisco (*) a suddividere i passi di soliloqui che avallano il silenzio a forma compiuta e/o incompiuta di un dialogare estremo, definitivo, senza appello. Un passo dietro laltro conforme a un prima e un dopo sospesi nella ricerca di un fil-rouge che investighi sul senso ..era in era e siamo lintero.
Orme di piedi scalzi che sfiorano appena larenile e continuano sullacqua nellattraversamento del mare dellesperienza, da una sponda allaltra incerte, eppur ferme, s da lasciare il segno del proprio passaggio, quasi di involo predestinato, inappellabile

..e del dopo e sul dopo diremo tanto / e tanto diremo tutto dopo / ora e non saremo e mai.

Lo si direbbe un voluto richiamo a note marginali, allomissione di un concetto che sfugge allindagine, o forse di un pensiero immaginale, indicibile, che subentra e invade lo spazio di un gesto incontrollato, un segno grafico in sostituzione duna parola mancante

..la parola qui cosa presenza non quella / giusta n la soluzione n lidea di luce perch qui / tutto nuovo nulla ripete e nulla in vita.

Un verso evocativo di edenica rimembranza, di cui Maria Grazia Insinga si serve nel richiamo alla Tirrenide in illo-tempore scomparsa, e che pur riaffiora in ogni etnia del Mediterraneo Mare, come memoria mitica ancestrale, seppur disgiunta dallodierna realt virtuale

..e dallinfinito areale un corteo di posidonia sbuca / mostruose evoluzioni di unicorni e sirene in miriadi / di ippocampi la cui polvere cura e linea di flusso e luce / tra opera viva e opera morta pinne dorsali disseccate / rapidissime farfalle cavalcatura e guida dei mostri.

Per una realt che sfugge allestensione del tempo e che savvia, per conseguenza, verso la quarta dimensione della conoscenza, o se vogliamo della luce, in cui tutto risplende e sfoca nellimpercettibile, allorch il S viene alla mente estatica per non appartenere pi a s

..su in strada per Tirrenide il viaggio gi / compiuto e alza lo scirocco e / il pianeta perfetto sto per morire. Quale fonema di sicura ampiezza il vento la macchia mediterranea unimperfezione da correggere sulla linea di fuoco onde sadempie il sublime.

Sussiste che il coniato asteriscolum latino non delimiti un luogo, un terreno confinante, uno spazio abitativo, bens un alone luminoso dellanima silente che avalla e/o sconfessa lesperienza oggettiva dellenunciato, ponendo il sigillo idiomatico all indecidibile

ora troppo leggibile / la parola che c / e in quella che manca / il vuoto mille inizi / uguale mille non possibilit / dove sono le cose / quando non ci sono?.


il tempo primo non sufficiente,

e secondo a nessuno e lo spazio

non sufficiente e prima di tutto

il nostro raccolto non sufficiente

non sento da un orecchio quello

musicale vuoto e avverte la fine

dalla fine .


che al nulla porti il nulla gi qualcosa

e la smettano di non dire il non dicibile

anche se lo ammetto gi qualcosa

al diavolo un cenno sar sufficiente

un nonnulla del capo al limite in limine

faremo unaltro cenno del capo.


Entrati nel labirinto ricreato dallautrice ..tutto solo nel possibile niente, nel mitico tutto delle parole ..lestremo esercizio delle rapide contro / dammi il mio arco quotidiano; dove il dardo incendiario penetra nel liquido discorsivo per incendiare il mare, ove Poseidone regna su Tirrenide ..sulla fiumana ingrossata, ..larco contro la piena, contro vuoti e pieni, e la forma sigillo; ..in un cerchio, un ciclo due anzi un triciclo o luroboro, preso a simbolo archetipo della condizione esoterica dei cerchi nellacqua, dellindistinta sovrapposizione dei cerchi di luce che obliterano la vista...


la forma nello spazio pur sempre distanza e pure,

luogo e l si toccano e c nellintero di chi solo

una misura di prosa che qui non c non c racconto

non dirsi ma essere che va verso un altro intero

per contraddirsi dirsi contro e dunque forma dimmi.


Io non scorgo che una successione di splendori crudeli il cui movimento stesso esige che io muoia. scriver Georges Bataille (*) nel definire la morte la consumazione sfavillante di tutto ci che era. qui che Tirrenide riassume in s ci che non pu essere deciso, il numero finito di passi, la parola mancante nel dialogo costante che lautrice propone, insito nella scelta del verso, o se vogliamo, nella forma che l'autrice stessa ha dato al suo componimento poetico


..in cui la fame la resuscita al canto

del gallo in eccesso di corsivi

e a proposito il corsivo suo


sul farsi del nulla sul farsi del verso

incepparsi in questa vita e nelle parallele

e in altri nulla nulla nulla e bastava uno.


Poetica che la vede immersa in quel soliloquio indefinito e pur nobile che le suggerisce lanima, onde per cui alcun algoritmo pu sostituirsi al senso infine trovato, e che Jacques Derrida afferma ..non restare pi in contatto con s, non appartenere pi a s: sta in questo lessenza della cenere, la sua stessa cenere. (*)

Una asterisco dunque che infine brilla come una stella nello spazio bianco della pagina, come di un cielo spolverato di un biancore diffuso, di quella iancura (*) dove, per una ragione insperata, soggiunta imprevista, ..il nulla accadeva in forma di varco di nulla la non perfezione della perfezione.


Lautrice:

Maria Grazia Insinga, siciliana, letterata, musicista professionale, ideatrice di premi di poesia importanti per i giovani La Balena di Ghiaccio, Premio Lighea, inoltre autrice superpremiata di libri di poesia e saggistica letteraria. Nel 2015 vince il concorso 'Opera prima', iniziativa editoriale diretta da Flavio Ermini, con la raccolta 'Persica' (coedita da Anterem e Cierre grafica). Nel 2016 con la raccolta 'Ophrys' finalista alla XXX edizione del Premio Lorenzo Montano, uscito in volume nella collezione 'Limina' di Anterem Edizioni con la postfazione di Giorgio Bonacini. Il presente volume 'Tirrenide' partecipa alla XXXIII edizione del Premio Montano oggi incluso nella Collezione La Ricerca Letteraria (Anterem 2020), a cura di Ranieri Teti.

Note:

(*) Georges Bataille, Il Labirinto SE Editore 1970

(*) Jacques Derrida, Ci che resta del fuoco SE Editore 2000

(*) iancura in Tropismi : iancura, biancore omerico, quiete marina nella intervista a Paolo Casuscelli.

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