Pubblicato il 05/12/2019 16:32:08
CONVERSAZIONI IN GRIGIO PERLA E NERO Marcel Proust / Reynaldo Hahn
Bonsoir monsieur Proust! O forse, vista lora, dovrei darvi il buongiorno! Lo accolse cos Reynaldo Hahn dando maggiore enfasi alle note del piano sul quale andava affinando la partitura di una sua nuova composizione canora: Non! Vous ne maimez pas, No, non mi amate. (1) Avete passato una buona serata in compagnia delle vostre piacevoli amiche, immagino?, chiese Hahn con un pizzico di sarcasmo. Niente di che, le solite quattro chiacchiere mondane sulle ultime stravaganze della moda con la contessa lisabeth de Greiffoule, credo di non aver visto una donna pi bella , rispose Marcel affatto sorpreso che Reynaldo lo stesse aspettando seduto al piano a quellora tarda della notte, che gi incombeva lalba. Cherchez la femme, chi lo crederebbe! Un niente che vi ha tenuto in piedi fino alle quattro del mattino, soggiunse Hahn con una punta di scherno, levandosi in piedi ad accoglierlo. Me non, mon chere ami, perch avete smesso, sapete che apprezzo molto sentirvi suonare? Non giova avervi finalmente qui e pensare ad altro, non ha senso. Avreste dovuto accettare linvito delle nostre amiche, invece di restare chiuso in casa se la cosa pu interessarvi a una certa ora ci ha raggiunto anche Marthe La Bibesco, quella poi Ultimamente ho come la sensazione che Voi non coltiviate pi il vostro amore per la bonne societ il successo che vi preoccupa mon Maitre, o il piacere per la musica che vi trattiene dal farlo, tale da non condivederlo con nessuno? chiese Marcel, abbandonandosi sui cuscini dellampio divano, avvolto nel pesante cappotto nero foderato di pelliccia che tratteneva addosso. Ho sperato che presto avreste provato disgusto per questa vita insipida e alquanto disperata Disperata dite, perch mai?, certamente non pi della vostra Come potete saperlo voi che non avete vissuto che per la vostra musica? State forse insinuando che un sol giorno dedicato alla musica non vale unintera vita spesa a riempire pagine e pagine di o che la felicit della musica non , insinu Hahn interrompendo di tanto in tanto il suo dire per non sembrare offensivo nei riguardi dellamico. Ma la felicit la troviamo soltanto nelle occupazioni che amiamo con le tendenze profonde della nostra anima, non lo credete Hahn?, chiese Marcel lasciandosi travolgere da uno sbadiglio che la diceva lunga sulla stanchezza accumulata. Solo se non ci lasciamo prendere dalla voglia ossessiva di una passione impossibile, replic Hahn, quando Marcel sembrava gi essersi assopito sugli effetti protratti delloppio aspirato. Tuttavia cosciente che limmoralit della buona societ contro la quale lamico si dibatteva ogni istante della sua vita, e che laveva lasciato sempre indifferente, cominciava a far presa su di lui e lo feriva crudelmente, come il rigore delle stagioni abbatteva i corpi che la malattia rendeva incapaci di lottare.
Ovviamente Reynaldo parlava della propria affezione per la musica, cos come della scrittura per Marcel, certamente encomiabile ma, certamente offensiva riguardo alla raggiunta felicit, in quanto relegata entro gli spazi di una solitudine estrema; nelleffimero e vago estraniamento che strappava allesistenza la gioia di un vivre la vie che era ormai nel desiderio dellintera societ, non solo parigina, che si abbandonava volentieri nel vortice mirabolante della Belle Epoque.
Era poi cos immorale lasciarsi vivere una sera dopo laltra come faceva il suo amico Marcel, in cene e festeggiamenti, spettacoli e concerti, fumerie e salotti? Lasciarsi coinvolgere in amicizie quanto mai ambigue, cui non sempre prendeva parte per dedicarsi alla sua amata musica?, si chiese ancora, dissimulando per un momento il risentimento profondo che riversava nei confronti dellamico. Reynaldo ..malgrado le differenze temperamentali, sapeva di avere molte cose in comune con Marcel: come lamico veniva da una buona famiglia di origini ebraiche, coltivava interessi artistici (e un talento musicale precoce), adorava la mondanit e aveva gusti sessuali controversi. Insieme frequentavano in modo complice e licenzioso i salotti colti. (2)
Cos come i bistrot e i salotti della bonne societ, in cui si entrambi si aprivano a una parvenza di sensualit tuttaltro che a buon mercato, per lo pi impreziosita dalleleganza al passo della moda, con le loro abitudini di snob assurde e mortificanti riguardo lincomprensibile mondanit e i suoi protagonisti.
Non era forse quella lair du temps che si respirava a Parigi nellincombente profumo duna preziosit artistica? A cominciare dagli abiti da sera e il cilindro per gli uomini; lorganza, il taffet e lo schiffon per le donne, il cui frusciare era tale da riempire i teatri e le hall degli alberghi pi prestigiosi? Quella Parigi che amava ornarsi delle couture pi sofisticate e dei gioielli, vere e proprie opere darte, da mostrare la sera allOper o al Moulin Rouge, ai tavoli del baccar e della roulette, allo stesso modo che nelle gite in land sul lungo Senna, e nelle passeggiate al Bois du Boulogne? aggiunse Hahn ai suoi pensieri, lasciando riposare Marcel fra le braccia di Morfeo, andando a preparare una tisana per s e per lamico, allorch si fosse svegliato.
Non vi era dubbio che tutto ci conferiva una certa grandezza a quel sogno di ambizione al quale anchegli aveva sacrificato la propria libert, le ore di piacere o di riflessione, i doveri, le amicizie e perfino lamore si disse. Ma chi era in vero Hahn? Un edonista dellinviolabilit della musica, o semplicemente uno snob epicureo che utilizzava la musica per riempire i vuoti della sua creativit, come di un sogno che riallacciava il presente al passato, costellato dal fremere e quasi cantare di gioia al piacere dei giorni trovati, di cui sentiva il ridestarsi nelle composizioni dei grandi nomi contemporanei della scena musicale parigina.
Non siete andato a letto questa notte e stamattina non vi siete ancora lavato, ingiunse lamico a Marcel quando questi riapr gli occhi. Perch proclamarlo, Hahn? Con tutto il vostro talento pensate di non distinguervi a sufficienza dal resto dellumanit e sentite ancora il bisogno di interpretare un personaggio cos meschino?
Un personaggio voi dite? S, un clochard puzzolente e trasandato, malgrado il vostro atteggiarvi a dandy vestito in grigio perla e nero, presentandovi qui a questora indecente, solo per eludere la vostra reiterata infedelt. davvero ci che pensate di me Hahn, o state soltanto approfittando delloccasione per riversarmi addosso tutto il vostro rancore? Rancore per avervi amato o perch vi amo ancora? Non saprei, amate la vostra musica pi dogni altra cosa, non discernete che un sentimento umano come lamore possa evolversi al di sopra di tutto, superare gli ostacoli posti dalla morale comune, dal comune pensare dellintera societ che ne ha posto i limiti, travalicare le barriere dellindicibile e accedere a quellimpossibile cui, in uno sprazzo di folle lucidit, tutti aneliamo e che ha nome libert.
Che forse non amate la scrittura pi di voi stesso, Marcel (?), la cui natura pu ancora suggerire alle nostre labbra quelle parole che, strappate al silenzio, diventano vere quanto vero lo sgomento dinanzi allinconoscibile. (3) Solo quando la scrittura diventa per noi liniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione diventa salutare. [] Noi non dobbiamo fare altro che attingere e degustare poi passivamente, in un perfetto riposo del corpo e dello spirito. Ma che pu diventare pericolosa quando, invece di risvegliarci alla vita individuale dello spirito, tende a sostituirsi ad essa, cos che la verit non ci appare pi come ideale che possiamo realizzare solo con il progresso interiore del nostro pensiero e con lo sforzo del nostro cuore, ma come qualcosa di materiale replic Reynaldo, tenendogli testa.
Che cosa intendete con ci, siate pi loquace. Lo sar se questo che volete Siete assillato dai creditori eppure siete un uomo dabbene, abbastanza ricco per non fare debiti se non li riteneste necessari al vostro genio, abbastanza sensibile per soffrire di solitudine anche se non sfuggite la compagnia dei vostri simili, la sapete apprezzare, e la vostra intelligenza sarebbe gi sufficiente a farvi notare. Inoltre, apparite in societ indossando un abito da sera non vi togliete i guanti per far vedere che non mangiate, eppure avete un robusto appetito, mangiate a quattro palmenti prima di andare a cena fuori e vindispettite quando poi in pubblico dovete digiunare. Per poi, di notte, se avete la febbre, vi fate preparare la victoria per andare al Bois de Boulogne, una precauzione inutile, non forse cos mon Maitre?
Proseguite, vi prego, soggiunse Marcel chiedendo allamico di essere sincero fino in fondo, pensando (forse) di rinfacciargli poi le sue scappatelle che lo facevano soffrire come un cane. Orbene, le sole malattie delle quali soffriate, ve le prendete di notte, nel corso delle passeggiate a cui vi costringe la vostra originalit Avete abbastanza immaginazione per far nevicare o per bruciare cinnamomo senza laiuto dellinverno o di un bruciaprofumi, siete abbastanza letterato e abbastanza musicista per amare Lamartine e Wagner in spirito e verit Non potete leggere Lamartine se non in una notte di neve, n ascoltate Wagner senza bruciare cinnamomo Ma a unanima dartista, unite i pregiudizi borghesi dei quali, senza riuscire a trarci in inganno, non fate altro che mostrarci il rovescio di voi stesso, aggiunse poi tutto dun fiato.
Nullaltro?, chiese Marcel affatto indispettito perch tutto quanto Reynaldo andava dicendo era come specchiato nellapparente superficialit delluomo; per quanto ci non rispondesse alla profonda sensibilit dello scrittore che effettivamente Marcel era e ancor pi sarebbe diventato con la pubblicazione progressiva della sua voluminosa Recherche, intimistica e franca della sua personalit.
Al dunque Hahn avrebbe attraversato quelle pagine sotto altro nome, come tanti altri del resto, in quanto personaggio di unepoca, la Belle Epoque, che nel momento in cui veniva ascritta ad opera letteraria, segnava gi la sua decadenza e si allontanava dalla realt storica di una societ in declino. Reynaldo rammentava ancora di quella lettera terribile che Marcel gli aveva scritto, (in una scena di gelosia in tipico stile Swann che troviamo nella Recherche), e che si concludeva con unamara constatazione: ...che un giorno, ne certo, tutta questa sofferenza gli servir, per ora non pu fare altro che viverla.
Non siete stato molto benevolo nei miei confronti, ma lo accetto solo da voi, a nessun altro permetterei di ma avete ragione, disse Marcel ricevendo nelle sue mani la tisana fumante che Reynaldo aveva preparato per lui, rinunciando per una volta a una scenata di gelosia che tanto somigliava, per intensit e frustrazione, a quelle del pur amato Swann. Del resto anche in voi si nasconde qualcosa cui io non posso avere accesso mon cher am ma vi prego venite a sedervi qui, per voi ci sar sempre un posto accanto a me, aggiunse volgendogli uno sguardo languido che accusava una certa sfinitezza e un dimesso risentimento che si trasformava quasi in una confessione, (come poi dir in unaltra lettera), ...Voglio che siate presente ovunque (nel mio romanzo), ma come un Dio travestito che nessun mortale possa riconoscere.
Nascondervi qualcosa, io, per qual ragione?, chiese sorpreso Hahn. Non ditemi che laver musicato quelle liriche di Verlaine che avete annotato come Chansons grises labbiate fatto solo per soddisfare il piacere sottile di una masturbazione segreta, lo invogli Marcel a rispondere, ponendogli nel frattempo una mano nella piega dei pantaloni. Se vi riferite a Cest lheure exquise (4) forse, per quellesigenza del libertino che vuole (mantenere) una verginit ma non questo il momento, rispose Hahn, carezzandogli la nuca e ritirando dalle sue mani la tazza di porcellana fine, prima che Marcel la lasciasse cadere.
tuttavia una forma delleterno omaggio che lamore rende allinnocenza, non trovate? Non certo la vostra, Marcel, non credo stamane vi siate specchiato, avete una faccia, non proprio dinnocente. Perch che faccia ho?, chiese Marcel alzandosi dun tratto dal divano, guardandosi nel grande specchio sulla parete del salotto e sistemandosi il nodo semi-disfatto della cravatta.
Emaciata dite? Sono gi parecchie volte che la rendi pi languida e allenti con aria sognante il mio nodo espressivo e un po disfatto Siete dunque innamorato, mio caro amico; ma perch triste?, chiese Marcel. A causa vostra mon ami, a rischio di sciupare con un eccesso di artifici le gioie che speravo da questo amore nascente Non vogliatemene il vostro amore fedele e condiviso pogger per leternit sul basamento inalterabile della vostra pazienza, non una promessa Reynaldo un giuramento.
Sulla vostra infedelt? forse questa la ragione del vostro essere triste (?), non ditemelo Mon chere ami, com che ...non comprendete nemmeno gli inconvenienti di questa (mia) intimit che, seppure portata alleccesso, in breve finisce per facilitare un solo scambio, quello delle affettazioni, soggiunse Marcel. Fare lo snob non mi si addice, lo riprese Hahn. Malgrado lo siate fino al midollo mio caro [] ..riconoscerete e ammetterete limparzialit della vostra simpatia equanime che mette in luce allo stesso modo gli aristocratici, le belle donne e gli uomini di talento.
Conciliazione temeraria la vostra Marcel, esattamente ci che pi vi piace, come trascinare gli altri nelle vostre stesse scelte, e le vostre bassezze, ..e tuttavia ancora insufficiente agli occhi del mondo, per di pi ingiusta nella prospettiva della ragione. La ragione voi dite? S, ...e tuttavia tale da fare della vostra cerchia di amicizie un piccolo universo indifferente. Neppure voi come musicista ne siete estraneo, la bonne societ non ve lo permetterebbe, ...non comprenderebbe forse lo giudicherebbe ispirato a un realismo pessimista, esattamente contrario al saper vivere che meravigliosamente invoca.
Chi come me, ...seppur non frequentando salotti come il vostro, si stupirebbe nel vedere riuniti dal saper vivere duchi senza alterigia e romanzieri senza presunzione, o un grande scrittore che ha tutta laria di essere alquanto snob, non credete mon cher matre? Non avete anche voi qualcuno di questi ritorni?, chiese Marcel assonnato pi che mai.
S fatto tardi Marcel e a quanto sembra voi non siete meno assonnato di me, afferm Hahn assecondando la sua volont di ritirarsi. C posto anche per me nella vostra alcova?, chiese ancora Marcel. Potrei mai dirvi di no?, ma solo se vi toglierete di dosso quel vostro pastrano che mi farebbe sembrare dessere a letto con un gorilla, replic Hahn con ilare bonariet.
. . .
Bonjour monsieur Proust!, annunci Reynaldo rientrando nella stanza da letto con passo felpato, attutito da comode ciabatte da camera e nelle mani la teiera fumante sul vassoio apparecchiato per la colazione. Marcel lo guard da dietro le palpebre socchiuse lasciando che la luce tenue che sintravedeva dietro la tenda chiusa non gli ferisse gli occhi, sicuramente prima di rendersi davvero conto che fosse pieno giorno. Non me ne vogliate monsieur lcrivain ma, data lora, non potevo fare a meno di avvisarvi della mia indispensabile uscita.
Bonjour mon chri am uscire dite, per qual ragione?, chiese Marcel. Semplicemente perch sono le due del pomeriggio e devo consegnare alla stamperia il mio articolo per ledizione serale di Le Figaro, in tempo per il concerto di questa sera che mi vede interprete musicale di mie composizioni sui versi di Verlaine, Daudet e Stephane Mallarm; al quale, spero, non mancherete di accordare la vostra presenza. Stasera che intendete per stasera, a che ora? Semplicemente allora in cui si terr il concerto, attorno alle nove, ora in cui spero di potermi onorare della vostra presenza? Penso di s, credo non saprei, ripet Marcel disorientato, sorseggiando il t. Potete restare a letto, se volete, consumare qualcosa per il pranzo, lavarvi e vestirvi qui, Alfonse trover senzaltro qualcosa di fresco per voi da indossare, come dire, che vi vada a pennello. Io sar di ritorno non prima delle sette, in orario per raggiungere il Conservatorio in vostra compagnia.
Avrei voluto, se questi impegni non fossero troppo arditi perch siano percepiti cos distintamente da me, prima di incominciare la giornata, ma non saprei davvero cosa fare aspettando il vostro ritorno Reynaldo, se non di lasciarmi andare sulle note ...delle opere di Wagner o le sinfonie di Franck e dIndy poggiati sul vostro pianoforte aperto . Ho compreso, il vostro sorriso sdegnoso che ostentate in mia presenza mostra chiaramente che non vi accontentate di una camera spoglia dalle vostre immaginazioni, per farvi scorrere tutte le visioni del vostro universo scrittorio, larte e la bellezza del bel mondo cos meschinamente materiale, replic Hahn con fare leggermente contrariato.
Non ve la prendete cos a cuore mon cher, ben conoscete il mio modo di calcolare il tempo Verrete al concerto? Ci sar in qualche modo. Lavevate promesso! S? Ci saranno le vostre amiche pi incantevoli. Beh, se cos, torno a promettervi che verr anche se (devo ammettere), le donne pi incantevoli realizzano la bellezza senza comprenderla del resto amiamo semplicemente una bellezza che non la stessa che amate voi, mio caro.
Perch (poi) la vera bellezza dovrebbe essere la vostra e non la nostra?, replic Hahn. Mi si lasci dire almeno una cosa: sono poche le donne che comprendono lestetica alla quale appartengono! Una certa vergine di Botticelli, non fosse che questo pittore di moda, lo troverebbe rozzo e maldestro, non cos! Lart pour lart certo, ma la musica unaltra cosa, naturalmente una mia opinione, nientaffatto uno snobismo dautore. S, certo, adesso per fatemi il favore di chiedere ad Alfonse di chiamare una carrozza. E dove andrete? A casa mia, dovaltro a questora? Quand cos, poich sto uscendo, vi dar un passaggio sul mio land. Mais ou, merci. ma lasciatemi utilizzare per un momento la vostra stanza da bagno. S, ma fate in fretta!, lo lasci Hahn canticchiando: Si mes vers avaient des ailes il motivo che lo aveva reso famoso in tutta Parigi e, di conseguenza, in tutta la Francia, una canzone scritta a 14 anni, nel 1888, su un testo di Victor Hugo.
Duante il tragitto in carrozza Marcel lo interrog Hahn sul suo impegno quotidiano al Conservatorio, ...insopportabilmente contaminato dagli snob, immagino? Discorso che Reynaldo prefer deviare sulle invettive musicali che Gustave Flaubert imbeccava nei due personaggi di sua creazione Bouvard e Pcuchet, tuttavia non nascondendo una certa ilarit aperta al disincanto quella btise infinitamente pi diffusa, ma anche pi feconda, rivelatrice, e in un certo senso pi opportuna che, a suo dire, rasentava la stupidit umana.
Ancorch Bouvard e Pcuchet si dedichino seriamente alla musica, non risparmiano nessuno, profer Marcel sottolineando di fatto una certa invettiva che i due riservavano proprio ad Hahn. (5) Tuttavia, mentre Pcuchet, eterno amico della tradizione e dellordine, lasciava che si salutassero in lui lultimo appassionato delle canzoni licenziose e del Domino noir, tanto per rispecchiare la mentalit tradizionale e la pruderie di moda; Bouvard, rivoluzionario se mai ce ne fossero, si mostr risolutamente wagneriano; sebbene a dire il vero, non conosceva nemmeno una partitura del fracassone di Berlino, lo assecond Hahn.
Trovo insensato provare a suonare (le sue opere) al pianoforte: necessaria lillusione della scena, come linvisibilit dellorchestra e loscurit in sala non siete daccordo?, lo interrog Marcel. Flaubert dice che ...il preludio del Parsifal era costantemente aperto sul leggio del pianoforte di Buvard, tra le fotografie del portapenne raffiguranti Csar Franck e la Primavera del Botticelli, replic Reynaldo prestando attenzione allora sullorologio da taschino che quasi fuoriusciva dal paciotto di seta blu. Un controsenso non vi pare? S, forse, visto che dalla partitura della Walkiria era stato strappato accuratamente il Canto della Primavera, e dallindice delle opere dello stesso Wagner, nella prima pagina, Loengrin e Tannhauser erano state cancellate, con un fregaccio indignato di matita rossa.
Dopo di che, non restava nientaltro al povero Wagner se non lindignazione, mi pare Delle prime opere resisteva soltanto il Rienzi. Beh s, Bouvard e Pcuchet ne avevano davvero per tutti , sostenne Marcel sollecitando lamico musicista a entrare ancor pi nel dettaglio. Perfino Bouvard poteva, senza umiliarsi, salutare in Bach un precursore, mentre Beethoven, tuttavia, gli pareva una figura importante, come quella di un messia. A pensarci bene Bouvard e Pcuchet hanno in parte distrutti tutti i miei ideali, a cominciare da Saint-Sans, il quale secondo Bouvard manca di sostanza, per poi dire di Massenet che manca di forma. Mentre, invece, agli occhi di Puchet, Saint- Sans ha soltanto la sostanza e Massenet soltanto la forma Anche per questo luno ci istruisce e laltro ci incanta, ma senza elevarci, che ve ne pare?, aggiunse Hahn, mettendoci a bella posta del suo.
Per quel che io ne sappia, per Bouvard (6) erano entrambi egualmente trascurabili. Massenet trovava qualche idea ma volgare; Saint-Sans possedeva una certa tecnica, ma fuori moda, e daltronde anche le idee hanno fatto il loro tempo giacch non c francese che non sia cavalleresco e non faccia passare le donne davanti a tutto, cedendo galantemente a questultime il primo posto tra i compositori del giorno, si spertic a confermare Marcel con quel pince de sarcasme che lo distingueva. Trs bien mon choer, eccoci giunti a destinazione, siamo a casa vostra, gli conferm Hahn guardando lorologio, rendendosi conto dessere ormai in ritardo.
Fu quella una mancanza di tatto che Marcel in seguito annot. Ancor pi risuonarono nella sua mente le parole che il malinconico Hahn aveva pronunciate durante la notte, prima di levarsi dal letto: Il piacere che offre lamore non vale davvero la felicit che distrugge, il cui significato, ineludibile per Marcel, era la conferma che il loro rapporto si avviava verso la conclusione.
Vi rivedr?, chiese Marcel allamico, dimentico di aver preso un appuntamento per quella sera stessa. Comprendo che non verrete al Concerto? Oh s, forse non so, pens Marcel scendendo dalla carrozza. Passer comunque a prendervi e se non sarete disposto, come immagino sar , frase che rimase sospesa quando gi il land savviava verso il Conservatorio. Daltronde, sostenendo la teoria dellarte per larte, dellesecuzione senza sfumature e del canto senza inflessioni, lo stesso Bouvard dichiarava che non sopportava di udirlo cantare, ammise Marcel confermando a se stesso che era anche il suo parere o forse perch, in segreto, ne era geloso.
Del resto Reynaldo Hahn era pur sempre loggetto delle pi vivaci discussioni del duo Bouvard e Pcuchet Se la sua intimit con Massenet, attirava su di lui di continuo i crudeli sarcasmi di Bouvard, che lo designava irrimediabilmente come vittima delle predilezioni appassionate di Pcuchet. Lui aveva per il dono di esasperare questultimo con la sua ammirazione per Verlaine, daltronde non condivisa da Bouvard, (e nemmeno da Proust medesimo) preferendo liquidarlo in odio a Wagner piuttosto che assolverlo per amore di Verdi. Questo pens rincasando Marcel, quando, fermo sulluscio, riflett sulla frase prodiga di Pcuchet: Che la Valchiria possa piacere, persino in Germania, ne dubito , frase che lo fece sorridere non poco. Confessate che vi ho fatto ridere, immagin Marcel che gli dicesse Pcuchet rivolgendogli la parola senza riprovevole fatuit, giacch la coscienza del loro merito era tollerabile (solo) nelle persone dingegno. Qua la mano, siete disarmato!, vagheggi ancora Marcel, prima di infilare la chiave nella porta di casa.
. . .
La mia amabile Cleste, lappell Marcel nellentrare in casa, affaticato pi del solito. Fu proprio la governante ad accoglierlo nel disimpegno e ad accorgersi del suo precario stato di salute, inammissibile nel constatarlo con i suoi occhi. Monsieur Proust, a questora, perch non ha chiamato? Odilon (suo marito) sarebbe venuto a prenderla con lauto, almeno ha mangiato qualcosa? Ho pronto un caff ben caldo , lo ravvis la governante, premurandosi di aprirgli la porta della sua stanza. Il caff, daltronde, era negli ultimi anni il suo unico alimento, dire che non mangiava niente non unesagerazione Non ho mai saputo di nessuno, di nessun altro, voglio dire, che per anni e anni si sia nutrito quotidianamente di due tazze di caffelatte e due croissant, pens Cleste con celata disapprovazione. (7)
Ci nondimeno, vedendolo che si stendeva sul letto ancora vestito, non aggiunse altro, lo aiut a togliersi di dosso il soprabito, le scarpe, gli sciolse il nodo della cravatta e gli sbotton il colletto della camicia, lasciando che sinfilasse nel letto semisvestito per poi rimboccargli le coperte e ascoltare ci chegli andava farfugliando: Celste in serata passer monsieur Hahn, gli dica che non sono in casa. Se mi chieder dov? Risponda che sono via o in qualsiasi altro luogo, precipitato dallalto vorrei morire subito.
Precipitato dallalto?, si chiese la governante. Tutto l dentro era alto scriver in seguito: le finestre, le lunghe tende blu chiuse contro la luce del giorno in pieno pomeriggio, il soffitto che pareva distante metri e metri, e il lampadario spento che pendeva nella nebbia, [] pannelli di sughero fissati torno, torno da listelli inchiodati, in modo da impedire ai rumori di arrivare fin l. [] Continuo a chiedermi dove attingesse la volont di vivere come vive, senza mai concedersi tregua non ho mai saputo quanto dormisse, neppure se dormisse, perch questo si svolgeva tra lui e le quattro mura della sua camera, il luogo privilegiato della sua creazione. [] Proust scriveva a letto, lavorava seduto, neppure per un momento si alzava per prendere appunti. [] Ogni volta che lho trovato intento al lavoro era nella stessa posizione: inconcepibile che abbia potuto alzarsi e scrivere quando non cero io. Rimaneva quasi semisdraiato: non si raddrizzava nemmeno sul guanciale; tuttal pi, era sostenuto dai maglioni accumulatesi sulle spalle che, in qualche modo, gli formavano come una specie di schienale. (8)
Ogni cosa doveva essere a portata di mano, tenuta in ordine dalla governante che laccudiva in tutto: Come scrivania non aveva che le ginocchia. [] Chiunque, al posto suo, dopo ore e ore trascorse a quel modo, sarebbe stato almeno intorpidito, qualunque gesto del polso e della mano, qualunque movimento della testa conservavano leleganza dellelasticit e della vivacit. Era l, nella luce che si spandeva sotto il piccolo abat-jour verde della lampada, sempre sul dorso: non lho mai visto su un fianco. [] Quel che sorprendeva era la velocit con cui poteva scrivere in quella posizione, che era comoda solo per lui. Bisognava veder la penna correre e tracciare quella sua scrittura sottile e legata. Non si serviva che di pennini Sergent Major, che erano lisci e appuntiti, con sopra un piccolo incavo per trattenere una goccia dinchiostro, se ricordo bene.
Non lho mai visto adoperare una stilografica. [] In quanto alle penne, ne aveva sempre una buona quindicina a portata di mano, perch se per caso gli sfuggiva e cadeva a terra quella di cui si serviva non la si doveva assolutamente raccoglierla per paura della polvere, se non in sua assenza. [] Lorganizzazione consisteva essenzialmente nel tenergli sottomano i cinque ordini principali del suo lavoro: i vecchi quaderni che datavano da molto prima; i nuovi quaderni sui quali lavorava; i quaderni di appunti; i taccuini di appunti e ci che hanno chiamato paperolles, [] che erano pezzetti di carta volanti dovuti allispirazione del momento e buttati gi, a volte, sul retro di una busta o anche sulla copertina duna rivista. (9)
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Proemio alla Recherche: infatti ai numerosi taccuini lunghi e neri su cui scriveva i suoi appunti che Proust pone in rilievo la funzione poetica della memoria involontaria, di quelle che definisce le intermittenze del cuore, quei movimenti istintivi, che riportano alla luce, per mezzo di meccanismi casuali, episodi riposti nelle pieghe profonde della memoria.
Se ne ricorder il narratore della Recherche nel celebre episodio della petite madeleine (nel primo libro, Dalla parte di Swann), il dolcetto a forma di conchiglia che, inzuppato nellinfuso di tiglio in una giornata uggiosa, si rivela capace di richiamare, associando meccanicamente il gesto al t dellamata zia Lonie, tutto un mondo dellinfanzia a Combray che pareva sommerso dal passare del tempo. [] In termini di tecniche narrative, decisivo risulta il passaggio dalla narrazione in terza persona di Jean Santeuil alla prima persona utilizzata dal narratore delegato, lungo i sette libri della Recherche, a osservare il mondo intorno a s: un narratore che, se pure presenta diversi caratteri riconducibili alla figura di Proust, va da questi distinto in quanto finzione letteraria, sua proiezione e non semplice oggetto di identificazione: come ha modo di spiegare lautore in unintervista in occasione delluscita del primo volume: voi vedrete il personaggio che racconta, che dice io (e che non me). []
Sospeso tra lincanto del passato e lanalisi della societ presente, il narratore parte dai luoghi dellinfanzia per abbracciare la sua formazione culturale nella vita parigina dei primi decenni del secolo, in cui, come in un grandioso finale di dramma, Proust riannoda le trame di vivi e morti, allinfuriare del conflitto mondiale. Le immagini di una tale bellezza ritrovata nel passato lo rendono di colpo indifferente al pensiero della morte e della finitudine umana, e lo dispongono a riprendere in mano lopera che dovr terminare prima che egli scriva la parola fine. (10) Magari Proust inizi come snob, ma di sicuro fin con lessere il pi penetrante critico dello snobismo che sia mai esistito.
Mostr quanto fossero vuote le sue vittorie, e quanto evanescenti le sue conquiste. In particolare, dimostr la vanit, la crudelt, linsicurezza e laffettazione oltre che lo snobismo! anche dei pi ricercati appartenenti allalta societ. Molti degli originali dietro ai suoi personaggi riconobbero nei suoi ritratti una condanna schiacciante bench nel profondo del suo cuore giudicasse le persone per il loro vero valore. [] Curiosamente, questa capacit letale di giudicare le persone era nascosta dalla sua elaborata cortesia che egli rivolgeva anche ai servitori (il che era insolito per unepoca in cui la gran parte delle persone mostrava disprezzo per le classi sociali inferiori alla propria). Il modo di parlare complicato di Proust era indicato dagli amici con un verbo francese inventato proustifier, vale a dire proustificare per quanto letichetta e le questioni pi profonde, di vera gentilezza e rispetto lossessionarono per tutta la vita. []
Ci nonostante, non poteva tollerare i clich della cortesia, che lui e lamico Lucien Daudet chiamavano louchonneries, termine con il quale intendevano espressioni che fanno sbarrare gli occhi vale a dire, variazioni falsamente eleganti oppure espressioni chiaramente ipocrite, il modo con il quale gli aristocratici definivano i contadini. [] Come lui stesso ebbe a dire in pi di unoccasione, le persone dazione (la gente mondana nel suo piccolo gente dazione), sono sempre troppo impegnate a prepararsi per lavvenimento successivo per ricordare il passato. []
Il rapporto di Proust con lalta societ era tutto racchiuso nella ricerca dinformazioni, talvolta indirette, perch raccolte da un maggiordomo bene informato e buon osservatore, nellinteresse di aneddoti che gli ospiti stessi dimenticavano velocemente. La cui preservazione del ricordo, in Alla ricerca del tempo perduto diede inizio a una delle maggiori tendenze del secolo il confondere autobiografia e invenzione. Ci bench loriginalit delle sue innovazioni formali non sia stato subito evidente ai suoi contemporanei, poich la sua opera era radicata nel passato aristocratico e il suo stile non era asciutto, indiretto, pregno di omissioni e silenzi, ma piuttosto uno stile pieno, saturo, che non si rifaceva a nessun altro scrittore del passato francese. []
Se il mondo dei salotti aristocratici forn a Proust il suo tema pi avvincente, lo stesso tema gli alien molti dei suoi potenziali lettori. Tuttavia, dopo essere diventato famoso e soprattutto dopo la sua morte molti degli intellettuali e artisti seri che in precedenza lavevano respinto ritenendolo un leccapiedi, un parassita dellalta societ e un cronista pettegolo (e di fatto Proust scriveva i suoi resoconti dei salotti mondani per la rivista Le Figaro), improvvisamente dovettero dubitare delle proprie convinzioni e rivalutarlo. (11)
Come scrive Maurizio Ferraris: Nel progetto narrativo della Recherche le alterazioni dei personaggi assolvono [] molteplici funzioni: manifestare in forma emblematica e sensibile lazione del tempo; rendere evidente la natura imprevedibile e quasi insensata dellesperienza; sottolineare gli effetti patetici della memoria, che ci ricorda individualit ed eventi del tutto diversi da quanto registriamo nel presente. (12) Ci, per quanto gli andasse riconosciuta una certa maestria nello stile e lironico scintillio di una cultura rara ma, forse, proprio perch si sapeva che era omosessuale (per lo meno allinterno della sua cerchia pi ristretta), nessuno fra i suoi contemporanei poteva immaginare che un simile damerino, uno snob in grigio perla e nero, sarebbe poi diventato il pi grande romanziere del secolo.
Epilogo:
La costruzione del dialogo fra Proust e Hahn sopra riportato di esplicita ideazione dellautore di questo articolo e in alcun modo riporta qualcosa di verosimilmente avvenuto, n ripreso da alcuna corrispondenza riservata fra i due. Ci, allo scopo di evidenziare lo spirito letterario e musicale della Belle Epoque, nel modo in cui questo era fatto oggetto di dileggio nellalta societ colta e raffinata di quegli anni, la cui eco, con esiti in parte eleganti e certamente non cos ben educati, era recepita dal resto dEuropa. Lo direi piuttosto un divertissement alla maniera che Erik Satie andava realizzando in musica, per dire giocherellando sulla tastiera come egli stesso diceva con ogni aspetto della realt/irrealt sociale dellepoca, afferente alla politica, allo spettacolo, allo sport e al susseguirsi delle mode, fossanche con un occhio rivolto al futurismo delle idee chi oserebbe dubitarne?.
Ricordo la massima di Baudelaire, altro noto dandy, che recita: Il bello sempre ci che bizzarro. Allo stesso modo, la poesiola di Proust fa parte di quella voglia, che propria dogni uomo catturato dalla Bellezza e dallArte, di far coincidere, e confondere, Arte e Vita, fino al punto, se possibile, deliminare totalmente la seconda.
Note dautore: (*) Tutti i corsivi riferiti a Marcel Proust, sono tratti da Marcel Proust: Snob Nuova Editrice Berti 2013. 1) Non! Vous ne maimez pas, canzone di Reynaldo Hahn, su testo di Agnes Mary Robinson, pubblicata nel 1899. 2) Alessandro Piperno, in un articolo apparso in La Lettura / Corriere della Sera, del 4 Ottobre 2015, in Atti della Conferenza di Alberto Beretta Anguissola La corrispondenza proustiana, 17 Ottobre 2015, tenutasi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. 3) Flavio Ermini, in Laltrove poetico Editoriale n. 95 - ANTEREM Rivista di Ricerca Letteraria 2017. 4) Cest lheure exquise, musica di Reynaldo Hahn, su testi di Paul Verlaine, pubblicata nel 1887. 5) Essai da Melomania tratto da Marcel Proust: Snob, op.cit. 6) Essai da Ritratto di Marcel Proust Edmund White - Lindau 2010. 7) 8) 9) Cleste Albaret, Monsieur Proust Rizzoli 1974 10) Essai da Melomania tratto da Marcel Proust: Snob, op.cit. 11) Essai da Ritratto di Marcel Proust Edmund White, op.cit. 12) Maurizio Ferraris, Marcel Proust e la memoria del tempo - Video completo disponibile su https://www.eduflix.it Valentin Louis Georges Eugne Marcel Proust.
Note biografiche: Reynaldo Hahn (Caracas 1874, Parigi 1947) stato un compositore, pianista e direttore dorchestra venezuelano naturalizzato francese. La fama che acquis gli permise di venire a contatto con i pi grandi artisti della sua epoca, fra i quali Paul Verlaine, del quale musicher molte poesie, Alphonse Daudet e Stephane Mallarm, oltre ai suoi colleghi al Conservatorio Maurice Ravel e Alfred Cortot. Nel 1894 conobbe lo scrittore Marcel Proust con il quale ebbe una breve relazione sentimentale che per si trasform in una lunghissima amicizia, durata fino alla morte dello scrittore (1922). I due si incontrano nel maggio del 1894 ad uno dei martedi di M.me Lemarie, dove Hahn canta le sue composizioni su Les Chansons grises di Verlaine.
La sua canzone pi famosa e attualmente pi eseguita A Chloris, che risente molto dello stile musicale impressionista e dello stile tardo-romantico dei suoi insegnanti. Sebbene sia molto famoso per la sua dedizione alle composizioni vocali, Hahn scrisse anche diverse opere per orchestra (fra cui un concerto per pianoforte e un poema sinfonico), diversi balletti (il suo Le Dieu bleu fu eseguito per la prima volta dai Balletti russi di Sergej Diaghilev nel 1912), due colonne sonore, musica per il teatro e ben dieci fra opere liriche e operette, oltre che diverse composizioni di musica da camera.
Si rivedono nel mese dagosto dello stesso anno al castello di Rveillon en Seine-et-Marne sempre da M.me Lemaire, e vi trascorrono insieme quattro settimane. Quellestate, Reynaldo scrive a un amico di aver conosciuto: un giovane affascinante, un letterato che, stupefatto di vedere un musicista che sa parlare di letteratura (...) mi ha preso in grande considerazione. con Reynaldo Hahn che Proust visita la Bretagna, ed ancora con lui e la cugina Marie Nordlinger che nella primavera del 1900 visita Venezia. a lui e a Georges de Lauris che Proust legge per la prima volta Du cot de chez Swann.
Reynaldo Hahn fu lunica persona che fino allultimo Proust ricevette sempre, a qualunque ora. Dopo la morte di Proust, Hahn divenne dal 1935, critico musicale de Le Figaro e nel 1945 direttore dellOpra de Paris. Mor nel 1947. sepolto a Parigi, nel cimitero del Pre Lachaise e la sua tomba accanto a quella dellamico di una vita, Marcel. Bouvard e Pcuchet sono entrambi personaggi del romanzo incompiuto di Gustave Flaubert pubblicato postumo nel 1881. Il libro fu scritto da Flaubert negli ultimi cinque anni di vita, durante i quali assorb sentimenti e idee contrastanti nei confronti degli accadimenti della sua epoca, dal progresso agli ideali democratici, dallaffermazione della borghesia al momentaneo successo del movimento che lo insospett maggiormente, ossia la marea che rischiava di trascinare tutto davanti a s, come Flaubert defin la Comune di Parigi.
Cleste Albaret, (Auxillac, 17 maggio 1891 Montfort-lAmaury, 25 aprile 1984) stata una governante e lunica confidente di Marcel Proust durante gli ultimi otto anni della sua vita in cui egli scriveva la Recherche. autrice di proprie memorie sullo scrittore, dettate negli anni 70 a Georges Belmont, uscite con il titolo Monsieur Proust nel 1973, tradotto in molte lingue e viatico per lonorificenza di commendatore dellOrdre des arts et des lettres. La governante di Proust appare anche altrove, come nel libro di Christian Pechenard, Proust et Cleste (Table ronde, Paris, 1996) o nel romanzo di Lina Lachgar, Vous, Marcel Proust (Diffrence, Paris, 2007), sorta di diario personale immaginario. Un libro omaggio Mademoiselle de la Canourgue: hommage Cleste Albaret di Jacques Blanc stato stampato nel 1994 a La Canourgue, a cura del comune. Anche lautore olandese Ben van der Velden (Cleste, het meisje van Proust, De Arbeiderspers, Amsterdam, 1971) e, in precedenza, Marie Scheikvitch (Marcel Proust et Cleste, Fayard, Paris 1960) hanno scritto un libro su di lei.
Curiosit: Il film Cleste (1980), di Percy Adlon racconta la storia del rapporto tra lo scrittore e la sua governante. Adlon cerca di restituire gli ultimi anni di vita di Proust e del suo rapporto con la donna a cui si ispir per costruire il personaggio di Franoise della Recherche. (da Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cleste_Albaret)
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