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Musica en la Obra De Cervantes

Argomento: Musica

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 13/10/2021 17:07:08

MUSICA EN LA OBRA DE CERVANTES

(...rileggendo Don Chisciotte de la Mancha nel 404 anniversario della morte Aprile 1616).
Los tiempos mudan las cosas y perficionan las artes

Il Romance Spagnolo tra Letteratura e Musicologia.
Prima di entrare nel vivo dellinvestigazione, necessita qui trattare, seppur brevemente, quello che era il contesto letterario medioevale di rilevanza musicologica, che verso la fine del XIII secolo salut in Spagna il sorgere di forme culturali autonome come la prosa epica e la poesia lirica, corrispettivi di un sostrato etnico preesistente forse retaggio di pi antichi aedi formatosi sulla scia dei cantare de gesta e sfociato poi nel Romance epico-cavalleresco, giunto a noi esclusivamente in forma letteraria, ma che un tempo era fondamento della tradizione orale
Ya represento mil cosas / no en relacin como antes, / sino en hecho, y as es fuerza / que haya de myudar lugares.
Si tratta in breve di una sorta di narrazione che, fluita attraverso i cuentos (racconti, novelle, fiabe), le coplas (canzoni, versi, ballate), sub notevoli mutazioni prima di definirsi nella forma del Romance che noi conosciamo e che, una volta oltrepassati i confini nazionali, arriv nelle Corti dellEuropa medievale, al seguito di venditori ambulanti, viaggiatori e pellegrini, guitti e trovatori, subendo modifiche di aggiustamento secondo la lingua e la cultura ospitante, onde per cui una stessa ballata, magari dorigine inglese o francese, italiana o spagnola, alloccorrenza rimaneggiata, raggiungeva e diventava popolare in altre parti del mondo allora conosciuto, nei territori tedeschi e olandesi, o attraversati i mari, addirittura in quelli scandinavi e oltre.

Caratteristica dellepoca era la riduzione, da parte di narratori e cantori che li avevano appresi dalla tradizione orale, di Romance pi o meno anonimi che venivano rappresentati nei teatri improvvisati allinterno delle corti medievali, alla presenza di nobili e prelati altolocati, nonch di signorotti arricchiti, e da cui, verosimilmente, prese forma quello che sar la grande tradizione del Teatro spagnolo passando per Garcilaso de La Vega, Lope de Vega, fino a Calderon de la Barca. Quello stesso che, ad uso e consumo della catechesi dilagante, trasciner sui sagrati delle chiese, dando sfogo allattivit processionale nella chiusa dei Sacramentales, recitativi di derivazione religiosa, conosciuti anche come Sacre Rappresentazioni.
Allo stesso modo che, seppure in forma assai ridotta, entrava nei Retablo degli spettacoli di piazza, tenuti in occasione di fiere e mercati, o durante le festivit ad uso e consumo del popolino, sempliciotto e credulone, ma non per questo sciocco e sprovveduto, che cercava nel Romance un certo acume vivace e spesso salace, in cui si rispecchiavano le debolezze umane, le passioni e gli intrighi dei nobili o delle Corti. Spettacoli questi molto popolari che, con lavanzare duna maggiore conoscenza della lingua e della scrittura, acquistarono man mano un certo gusto espressivo e se vogliamo finanche pittoresco che ritroveremo pi tardi nella zarzuela, loperetta tipica del teatro spagnolo, che forn ai Romanceros, sorta di divulgatori duna primitiva forma di comunicazione sub-mediale, forme linguistiche e letterarie originali profuse di latino, giudaico-cristiano, moresco, e alcuni dialetti volgari che, in buona misura, ritroviamo nelle cancines liriche e in alcuni Romance famosi, come questo Romance del Quintado (*), nella sua forma pi tradizionale, trascritto da Joaquin Diaz:

Ciento y un quintado llevan, todos van para la guerra. / Unos ren y otros cantan; otros bailan y otros juegan. / Si no es aquel buen soldato, que tan largas son sus penas, / que el da que la casaron, sus bodas fueron sin fiestas. / Ya se acerca el capitn, le dice de esta manera: / Qu tiene mi buen soldado; qu tiene que non se alegra? / Que el da que me cas me llevaron a la guerra / y he dejado a mi mujer, ni casada ni soltera. / Coge mi caballo blanco y vete en busca de ella, que con un soldado menos, tambin se acaba la guerra.

"Cento ed un reclutato partono, tutti vanno per la guerra. / Alcuni ridono ed altri cantano; altri ballano ed altri giocano. / Se non quel buon soldato che tanto lunghe sono le sue pene, / che il giorno che si sposarono, le sue nozze furono senza feste. / Si avvicina gi il capitano, gli dice di questa maniera: / Che cosa ha il mio buon soldato; che cosa ha che non si rallegra? / Che il giorno che mi sposai mi portarono alla guerra / e ho lasciato mia moglie, n sposata n nubile. / Prendi il mio cavallo bianco e vatti alla ricerca di lei che con un soldato in meno, finisce anche la guerra."
Riguardo alla composizione dei testi, molti erano gli autori che usavano stilare i loro versi sullo stile del virelai (*) provenzale, una delle tre forme impiegate nella poesia e nella musica medioevale, le altre sono la ballata italiana e il rondeau francese che rimandano a quel patrimonio musicale comune di una vasta area che dalla penisola Iberica raggiungeva lOccitana fino alla Lombardia. Non di meno la musica strumentale era altres ricca di straordinari esecutori per vihuela, chitarra saracena, cornamusa, ribeca, che si servivano per laccompagnamento di tintinnambulum, flauti diversi, crotali, tamburi e tamburini, e timpani per segnare il passo nelle processioni.

Nel tempo, vanno citati i francesi Jehannot de l'Escurel, Guillaume de Machaut e Guillaume Dufay che ci hanno lasciato composizioni ballate e mottetti, e alcuni complainte, molto eleganti nella forma; gli italiani Francesco Landini, compositore, organista, poeta, cantore, organaro e inventore di strumenti musicali, uno dei pi famosi compositori della seconda met del XIV secolo; e il pi acclamato del suo tempo non solo in Italia, Jacopo da Bologna, compositore che si inserisce nella corrente musicale dellArs Nova, noto soprattutto per i suoi madrigali, e le sue numerose cacce. In Spagna, Alonso Mudarra, Luis de Miln, Diego Ortiz e altri, i quali composero brani preminentemente strumentali utilizzando generi diversi, come: la gagliarda, fantasia, ballade, pavana e le cos dette recercar e folias.
Vanno ricordati inoltre, quei Troubadour (cos si chiamavano nellEuropa medievale) che, oltre a suonare strumenti di vario tipo, come: lira, arpa, organetto, piffero e Fidel, intonavano la voce su versi di loro stessa composizione, improvvisando nei diversi dialetti regionali, canzoni e musiche a ballo in occasione di feste, matrimoni e banchetti, nelle nascenti Corti e presso i Signori dellepoca. Tra i molti rimasti anonimi spiccano i nomi di Peire Vidal, Bernart de Ventadorn, Rambaut de Vaqueiras, La Comtessa de Dia, Marcabrun, Jaufre Rudel che scrissero madrigales cortesanos, romance e villancicos amorosos, danzas e bailes para cantar y taner (per cantare e suonare). In quel tempo, la maggior parte della poesia lirica e i poemi cavallereschi, le cronache storiche, i Romance e le opere filosofiche, erano per lo pi scritte (o trascritte) in castigliano antico, che accoglieva in s molte espressioni popolari, e che, una volta adeguatamente affinate o del tutto rimosse, diedero forma alla lingua spagnola cos come conosciuta ai giorni nostri.

in questambito cortigiano e popolare che, nel XIII secolo Alfonso X di Castiglia, el Sabio, dispose la raccolta delle Cantigas de Santa Maria (*), quattrocentoventisette composizioni in onore della Vergine Maria e dei suoi miracoli, in cui fatto uso del volgare desunto dal latino, dovuto a copisti non sufficientemente esperti della lingua, che lo intervallarono con espressioni duso quotidiano a loro forse pi naturali. Conservate in parte a Madrid e altre a Firenze, in quattro manoscritti contenenti inoltre raffigurazioni pittoriche di strumenti e suonatori, le Cantigas, ricche come sono di suggestioni musicali improvvise e di apporti letterari diversi, rappresentano una forma commemorativa di notevole pregio, sia nelluso della cantata, sia per la struttura musicale utilizzata, che ben presto confluirono nella cultura delle austere corti dAragona e di Castiglia, dAquitania e di Len, al pari del teatro e della danza annoverate tra gli svaghi preferiti dagli aristocratici del tempo.

Ad Alfonso X el Sabio, si deve inoltre laver incrementato con le sue opere, la letteratura del tempo e le discipline storiografiche e giuridiche, in aggiunta alla sua gi copiosa biblioteca, indubbiamente una delle pi ricche e conosciute dellepoca, costituita da un numero impressionante di manoscritti redatti da intellettuali latini e arabi, ebrei e islamici, iberico cristiani e provenzali che formavano limportante scuola da lui fondata detta dei Traduttori di Toledo, il cui apporto letterario e scientifico and sviluppandosi nei secoli successivi. A lui si devono alcune fra le Cantigas pi belle:
Dalla Cantigas 7: (stralcio senza traduzione)

Esta de como Santa Maria pareceu en Toledo a Sant Alifonsso, et deu-llhuia alua que trouxe de Parayso, con que dissesse missa.

Muito dovemos, vares, / loar a Santa Maria, / que sas graas et seus des / d a quen por ela fia. / Sen muita de ba manna / que deu a un seu prelado, / que primado foi de Espaa / et Affons era chamado; / deu-llha tal vestidura / que trouxe de Parayso, / ben feyta a ssa mesura, / porque metera seu siso / en a loar noyfe dia. / Ben enpregou l seus ditos, / comachamos en uerdade, / et os seus bos escritos /que fez da Virigihndade / daquesta Sennor mui santa; / per que sa loor tornada / fai en Espaa de quanta / a endauian deytada / jvdeus et a erega. / Porn deuemos etc....
indubbio che allorigine di tanta ricchezza di brani sia strumentali sia cantati che compongono il Cancionero de Palacio, si noti la molteplice coesistenza di diverse forme musicali, quelle stesse che hanno accompagnato la grande evoluzione culturale che si and conformando nella Spagna dei secoli XIII e XIV, e che videro levolversi, accanto agli inni processionali, ai canti dei pellegrini e le preghiere ispirate, altre forme musicali popolari, accostate a canciones amorose e profane, melodie per vihuela e arie di danza e doccasione, impiegate come brevi intermezzi musicali durante la lettura dei primi Romance viejos dargomento religioso che segnarono unautentica evoluzione del genere.
Uno dei pi noti, senzaltro la Historia de los enamorados Flores y Blancflor di anonimo medievale, il primo esempio di romance esposto in forma letteraria, conosciuto in tutta lEuropa gi nel XIII secolo, in cui si narra di due innamorati, modello di fermezza e di costanza, la cui lealt super ogni pena che la vita inflisse loro per separarli, e di come, infine, riuscirono a coronare il loro sogno damore: essendo Flores dorigine mora e Blancaflor cristiana:

Seora mia: De la pena vuestra duele al nima mia, que, de la vida mia, yo tengo por bien empleada, porque, cuando yo de espana part, fice cuenta de perder la vida por vos. Pues Dios me ha enderezado as, creo que me sacar a m y a vos de todo este peligro. Ms una sola cosa, seora, vos demando merced, si a vos placer: que demos complimiento a nuestros amores.

Signora mia: Della vostra pena duole allanima che, della mia vita io ho ben impiegata, perch, quando io partii di Spagna, feci conto di perdere la vita a causa vostra. Perch Dio mi ha indirizzato cos, credo che tirer fuori voi e me da tutto questo pericolo. Ma una sola cosa, Signora, voglio chiedere grazia, se a voi piacer: che si dia compimento ai nostri amori.

La trasformazione da poema lirico in Romance di carattere popolare e avr un lungo seguito, per cui tutti i poemi pi o meno attendibili, nati come brevi evocazioni di leggende o ascrivibili a cronache realistiche, divennero veri e propri romance lunghi, paragonabili a sequel di pi puntate, tra questi: Romance del Rey Don Rodrigo y la perdida de Espaa, Bernardo del Carpio, Romance de los siete Infantes de Lara, ed altri, di cui rimangono solo alcuni episodi, come nel caso del: Romance de Don Bueso, del Romance de Abenmar y el rey Don Juan, o del Romance del Prisonero .
Tra questi ricordiamo Gil Vicente, drammaturgo e poeta portoghese autore di un Amadis de Gaula tratto dallomonimo romanzo in cui si alternano vicende damore, di gelosia e pentimento, di grande eleganza letteraria. Nonch Bernardo Tasso (italiano) padre di Torquato, il quale, rimasto affascinato dalla trama, rielabor la materia del poema e ne prosegu la historia, in un poema in ottave Amadigi, formato di 100 canti. E laltro, quel Romance del cautiverio de Guarinos di anonimo pubblicato in pliegos sueltos, cio in fascicoli sciolti, allinizio del XIV secolo, in seguito ricordato da Miguel Cervantes nella sua opera pi famosa El ingenioso hidalgo don Quixote de la Mancha(*), nel passo in cui, Don Quijote andando a trovare Dulcinea, lo ascolt cantare da un agricoltore del Toboso, il cui incipit pressoch indimenticabile:

!Mala la hubistes, franceses, / la caza de Roncesvalles ...
! Cattiva la subiste, francesi, / la caccia(ta) da Roncisvalle...

Lopera letteraria pi importante dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes de Saavedra, giustamente ritenuta una delle pi rappresentative della letteratura mondiale, anche un eccellente compendio di musica del suo tempo, infatti fa dire al burlone scudiero Sancio Panza:

Seora, donde hay msica no puede haber cosa mala.
La msica siempre es indicio de regocijo y fiestas.

"Signora, dove c' musica non pu esserci cosa cattiva.
La musica sempre indizio di gioia e festa"

questa la pi alta testimonianza della popolarit del Romance in terra di Spagna, che ci permette di dar credito a quella che una prima informazione musicale (ne troveremo delle altre) che forse stavamo cercando fin dallinizio e che fa da autentica cornice allepica tardo-rinascimentale e quindi barocca, in cui sfocer il Romance successivo. Lattendibilit di questo discorso, ci fornisce la chiave di lettura dellintero romanzo, che racchiusa nella frase che Cervantes fa dire proprio al protagonista indiscusso della sua opera, quel Don Chisciotte della Mancia audace cavaliere errante:

Todos o los mas Caballeros andantes de la edad pasada,
fueron grandes trovadores y grande musicos.

Tutti o forse i pi dei Cavalieri erranti dell'et passata,
furono grandi trovatori e grandi musicisti.
Con ci, sintroduce qui la figura del Romamceros, ovvero dello scrittore di romance, da non confondere con la raccolta di Romance cosiddetta cancioneros, quei narratori medievali, trovatori e menestrelli (vecchi e nuovi) che ancora allinizio del XIV secolo, giravano per i borghi e nei contadi portando oltre alle cantate popolari e le canciones, quei componimenti poetici di carattere epico-lirico espressi in doppi ottonari assonanti con o senza estribillo (ritornello) fra luna e laltra strofa, simile alla ballata trovadorica e, come questa, lineare e monotona, gravata da una pena inarrivabile e dolente, tipica delle lamentaciones religiose. Dire che i Romanceros, narratori di storie leggendarie e avvenimenti di cronaca spesso rimaneggiati, obbedivano in certo qual modo, a quel codice dellamor cortese, modello di virt e moralit, nel quale la societ cortigiana del tempo piaceva rispecchiarsi, pi che superfluo, nessuno di loro sfugge a quelle che sono le linee (o le mode) letterarie dellepoca in cui si trovavano ad esercitare uno dei mestieri pi antichi del mondo: laffabulazione.

per nella forma del Romance nuevo che i Romanceros mettevano insieme sentimenti diversi anche contrastanti quali: amore e odio, vendetta, magia, esotismo, fantasia (che pi tardi saranno detti romantici), e che oggi ancora abbagliano limprovvisato ascoltatore e lacculturato lettore per le tematiche riferite a eroi lontani e vicini (nel tempo o nella realt), e che piuttosto desidera burlarsi di loro, piuttosto che ammirarli per quelli che sono o che rappresentano. Non si sa bene se fin dallinizio, ma comunque e sempre pi spesso, i Romanceros rendevano una trasposizione fortemente emotiva, inframmezzata di pause e silenzi pi o meno prolungati che accrescevano nellascoltatore una certa suspense nella narrazione. Cos come, sul tipo della canciones epica, usavano accompagnarsi al suono di una chitarra, o una viella, alternando la narrazione con brevi parti cantate, o villancicos che, oltre ad alleggerire il racconto, permettevano, in ragione dellorecchiabilit della musica, una maggiore memorizzazione del fatto narrato, per cui non sorprenda che il risultato artistico possa vantare una storia fra le pi lunghe e continue, dal medioevo a oggi.

Obras cantadas:
Al villano se la dan
la ventura con el pan.
Ano bueno, Rey, tuvimos
porque sembrando en el suelo
y ayudndonos el cielo,
mucho pan al fin cogimos;
mas, si Dios quiere y vivimos,
si despus nos lo comemos,
ms contentos quedaremos
que comiendo de un faysn.
Al villano se la dan
la ventura con el pan.

Donde ests, senora mia,
que no te duele mi mal?
O no lo sabes, senora,
O eres falsa y desleal.
...
Mi dolor, que es muy sobrado
me hace desatinar.
T no sabes de mi mal
Ni de mi angustia mortal;
...
Esposa mia y senora!
no cures de me esperar;
hasta el dia de juicio
no nos podemos juntar.

Molti sono gli autori spagnoli di Romances vecchi e nuovi, che solo un elenco sarebbe qui impossibile quanto inutile azzardare, pertanto mi limito a citarne uno, il primo e senza dubbio il pi grande, colui che, in qualche modo, ha contrassegnato la sua epoca, il XIV secolo: Juan Ruiz, pi noto come Arcipreste de Hita, nato presumibilmente ad Alcal de Henares (la stessa patria di Cervantes) nel c.1280, anche famoso per essere lautore del Libro de buen amor considerato uno dei capolavori della poesia medievale spagnola. Un poema di 7 mila versi assortiti divisi in 1728 strofe, con forme che rimandano alla poesia devota, alla lirica, all'allegoria, alla satira, e personaggi molto realistici (come la mezzana Trotaconventos, e doa Endrina). Nel prologo si allude a una prigionia che una didascalia di un amanuense dice ordinata dal cardinale Gil Albornoz, dove il "buen amor" del titolo, cio l'amore divino, si contrappone al "loco amor", l'amore folle e terreno.
Senzaltro uno dei libri pi singolari e significativi delle origini della produzione in castigliano, scritto in "cuadernava", un verso in sedici sillabe, usato soprattutto nella parte narrativa, ma sono presenti anche altri tipi di versi. Con la pretesa/pretesto di svelare i sottili inganni dell'amore mondano, attraverso una concreta variet di exempla, Libro de buen amor si muove tra digressioni e divagazioni di ogni genere, presentando una serie di esperienze galanti e sensuali in cui la seduzione si conclude sempre con uno scacco, tranne in una sola eccezione. Alla costruzione del poema pseudo autobiografico confluiscono dati e toni disparati: avventure immaginarie e esperienze reali, schemi dottrinali e atteggiamenti goliardici e giullareschi, l'invettiva e il tradizionalismo, fonti classico-latine e cristiane, mentre influenze francesi e orientali sono inserite nel flusso della vita quotidiana. Quest'ultima deformata in modo caricaturale da un irrefrenabile umorismo fantastico e un vitalismo che si mescola con pressanti preoccupazioni didascaliche, e tuttavia di edificazione etico- religiosa.

Dal Libro del buen amor leggiamo:

El hombre debe alegrar su corazn, pues las muchas tristezas pueden nublar su entendimiento. Son palabras de Catn el sabio, que yo hago mas ahora. Mas nadie puede rerse de cosas serias, por eso yo pienso introducir en este libro algunos chistes con objeto de que aqullos que los lean puedan divertirse y alegrar su nimo. Pero te ruego, lector, que entiendas bien lo que digo y no tomes el rbano por las hojas. Medita bien la esencia de mis palabras. No me pase contigo lo que sucedi al doctor de Grecia con su rival romano, un hombre ognorante y de pocas luces. He acqu el cuento: ....

"L'uomo deve rallegrare il suo cuore, perch le molte tristezze possono offuscare il suo intendimento. Sono parole di Catone il saggio che io faccio ora mie. Ma nessuno pu ridere di cose serie, per qual motivo io penso di introdurre in questo libro alcune storielle che quelli che li leggono possano divertirsi e rallegrare il proprio animo. Ma ti prego, lettore, capisci bene quello che dico e non prendere il ravanello per le foglie. Medita bene l'essenza delle mie parole. Non mi passi con te quello che succedette al dottore della Grecia col suo rivale romano, un uomo ignorante e di poche luci. C' qui il racconto: ... ".
Pervenuti per lo pi in manoscritti tardivi, in rielaborazioni di seconda e terza mano, talvolta decurtati di alcune parti, quando non ridotti a poco pi di semplici testi sovrapposti uno sullaltro, i romance costituiscono il retaggio di un fare teatro che li riscatta dalletichetta narrativa nel loro insieme, per restituirli integri nella loro originalit, al teatro drammatico vero e proprio, tipico della finzione scenica che trascende la contingenza di luogo e di tempo, per acquisire significato universale, un artifizio questo di molto teatro popolare. Il genere si commenta da solo, a poco come si visto servito in questa sede, unanalisi sistematica dei testi, coniugare il soggetto coi personaggi o con la metrica del verso.

Le forme musicali pi frequenti sono, come si detto, il villancico somigliante alla frottola italiana, e lo zejel arabo. Il fraseggio compositivo delle canzoni non unificato e varia dalla semplice monodia: dallespressione vocale formata da tre-voci nel discanto, lasciato al tenore e al controtenore, alla forma polifonica vera e propria a sei-voci del XVI secolo. Altra forma presente, sebbene in numero minore, ancora il romance, letteralmente "portato nelle corti e foderato con perfezioni e squisitezze colte, diverso nella metrica che risulta irregolare, fiorita per bocca di buffoni e narratori che ladattarono ai canoni dellepoca. Trascritto pi tardi in versi di otto sillabe (ottonari) in forma strofica che, vale qui la pena ricordarlo, il romance sempre inizia con un verso introduttivo (estribillo), continua con una strofa originale (copla), e termina con la (vuelta), cio il ritorno allinizio.
Forme queste, che ritroviamo anche nella musica popolare, basata su una struttura armonica molto semplice, che man mano si and arricchendo di nuove espressioni strumentali con inserimenti corali, e una pi sensibile espressione del testo, al pari di quella spiritualit cortese di stampo religioso conosciuta come musica sacra. In ognuna delle molte canciones o villancicos il canto popolare sempre si mostra come il fiore della vita culturale spagnola, destinato, per il tramite duna risorta autocoscienza, fortificata dal fatto dellavvento di un nuovo spirito nazionale che attraverso il contatto con le altri nazioni europee, che caratterizz in profondit lo stile musicale del romance accompagnato da brevi e monotone note , come ha commentato l'eminente Menndez Pidal, che lo ha ben esposto nel suo "Romancero Ispanico" (*):

..quello que sin ningun orden, regla ni cuento, facen estos romances e cantares de que las gentes de baxa e servil condicion se allegra, forman un solo cuerpo tradicional.

"quello che senza nessun ordine, riga n conto, fa di questi romanzi cavallereschi e dei canti che le genti di bassa e servile condizione rallegra, forma un solo corpo tradizionale".

Non in ultimo, va riscontrata un'indubbia tendenza del romance verso il verismo, che per non deve confondersi con un realismo troppo dettagliato, il che lo porterebbe a eliminare la sua potenza archetipica e i suoi misteriosi suggerimenti. La realt che i romance cavallereschi ci mostrano di per s una realt in certa misura trasfigurata nellaspetto, pi o meno veridico della cosa ideale o idealizzata, connessa con chiavi ed echi di magica trascendenza; le cui caratteristiche possono apprezzarsi, in certo qual modo, pi per la stringente spontaneit, che per rilevanza storica o realistica. Come si pu riscontrare in L'apparizione (*), di anonimo, che qui leggiamo un breve stralcio nella versione di Campaspero di Valladolid:

"Se ha asustado mi caballo / yo tambien me sorprend. / No te asustes, caballero / no te asustes t de m, / que yo soy la tu querida / la que llaman Beatriz. / Cmo siendo mi querida / no me hablas t a mi?/ Boca con que yo te amaba / ya no la traigo yo aqu, / que me la pidi la tierra / y a la tierra se la d. / Ojos con que te miraba / tampoco les traigo acqu, / que me les pidi la tierra / y a la tierra se les d. / Brazos con que te abrazava, / tampoco les traigo aqu, / que me les pidi la tierra / y a la tierra se les d. / Yo vender mi caballo / para misas para t, / y me vender a m mismo / porque no pases all. / No vendas a tu caballo / ni te pongas a servir; / cuantas ms misas me digas / ms tormentos para m".

Si spaventato il mio cavallo / che anchio mi sorpresi. / Non ti spaventare, cavaliere / non ti spaventare di me, / che io sono la tua amante / quella che chiamano Beatrice. / Come mai, pur essendo la mia amante / non parli tu a me? / Bocca con che io ti amavo / non la porto oramai io qui, / che io la chiesi alla terra / ed alla terra io la diedi. / E gli occhi con cui io ti guardavo / neanche quelli porto io qui, / che io li chiesi alla terra / ed alla terra essi li ho dati. / E queste braccia con che tu abbracciavi, / neanche loro porto qui, / che io essi chiesi alla terra / ed alla terra essi ho dato. / Io vender il mio cavallo / per dire messe per te, / e vender me stesso / perch non passi l. / No, non vendere il tuo cavallo / n mettiti a servire; / quante pi messe tu mi dica / pi aumentano i tormenti per me".

Come possibile comprendere dal testo che abbiamo appena letto, latmosfera dellamor cortese, fa ancora da sfondo a quella culturale del periodo entro il quale il Romance fior e si svilupp, e che, ritessuta nelle forma pi erudita del genere novelesco, trov una sua evoluzione pi tardi, in epoca Barocca e per certi versi nel corso dei secoli XVI e XVII in cui assistiamo a una ripresa assai suggestiva, da parte di musicisti e letterati illustri che ne fecero un genere raffinato, utilizzato poi nella successiva forma polifonica. Ne sono esempi illustri: Luis de Gngora, teso al recupero dellaspetto primario ricco dimmaginazione e fantasia; Francisco de Quevedo, che nel Romance evidenzi laspetto satirico e menzognero; Lope de Vega il cui ideale cortese consisteva in un colto casticismo che sovrapponeva la tradizione del Romancero, alleleganza e alla dolcezza della metrica italiana. Per arrivare alla nostra epoca con Blas de Otero, che trasform la figura del poeta in un profeta che segnala gli errori del presente per riuscire a superarli ed accedere a un futuro migliore. In entrambi i casi, questi autori, con fare di moderni musicologi, si adoperarono nel recupero delle antiche melodie tradizionali e poemi anonimi e popolari di molti autori del passato, e altri ne composero, interpretando con notevole compiacenza, i sogni e gli ideali della Spagna feudale.

Facciamo anche noi un passo indietro nellaffrontare un aspetto finora trascurato in questa ricerca che a fatica sinoltra nel mare magnum della letteratura spagnola riferita al Romance, e recuperare, l dove ci siano state carenze, alcuni testi di rilevante importanza. Ovviamente il semplice elencare testi non comporter una loro assunzione nella ricerca qui avviata che certo non valica il muro della conoscenza archeologica, ma si vuole essere di stimolo per riscoprire quanto di essi ha contribuito alla nostra formazione letteraria e non solo. Soprattutto di quanto oggigiorno viene utilizzato da molti autori che crediamo originali, creatori di fumetti e romanzi, giochi elettronici e cinema fantasy, e che invece, sicuramente, dobbiamo a quanti: filologi e ricercatori, etnomusicologi e musicisti, letterati e semplici ricercatori appassionati, che si sono prodigati nel recupero di tanta letteratura e che ci permettono di rivisitare quellepopea portentosa del passato, non senza scaturire in noi, attuali fruitori senzanima, una pur vaga emozione che testimonia una creativit esemplare, mai venuta meno.

La tradizione del Romance dunque, si presenta a noi di una tale ricchezza che definirei quasi miracolosa, e che invito qui a riscoprire, per lessere sorprendentemente ricca di spunti poetici e non solo. A partire da un autore che in assoluto si leva su tutti (almeno per noi ricercatori), testimone della popolarit che ebbero il Romance e i Romanceros nella tradizione spagnola: Miguel de Cervantes de Saavedra. Il quale, nel suo Don Quijcote de la Mancia (*), che di fatto possiamo definire quasi un lungo romance nel romance, elenca circa quaranta strumenti musicali in accordo con la loro funzione e colore timbrico perfettamente allogati e aggettivati secondo la lingua popolare. Nonch venti danze e balli tra quelli menzionati; altrettanto dicasi delle canzoni che corrono di bocca in bocca e che lautore fa cantare ai suoi personaggi; mentre sono almeno una dozzina i romance citati. Un esempio di quella che la sua sterminata conoscenza enciclopedica, lo troviamo in apertura del capitolo XXXXIII, in cui il Romance annunciato dal canto in sulla prima ora dellalba, lora propizia per il canto amoroso in letteratura:

Marinero soy de amor / y en su pilago profundo / navego sin esperanza / de llegar a puerto alguno .
Marinaio son damore / e nel suo pelago profondo / navigo senza speranza / di arrivare in porto alcuno .

Il romance popolare spagnolo si rivela comunque in tutta la sua ricchezza di contenuto, quale mezzo espressivo di sentimenti che vorremmo fossero nostri, nel ritrovare quella compostezza, quella integrit nazionalistica di un popolo che gi allora si distingueva per il temperamento virile dei suoi personaggi, per lardire di un torneo o di una corrida, per i ritmi sfrenati dei suoi bailes, landamento malinconico del cante, la nostalgica cadenza della vihuela, linsolenza della chitarra flamenca o morisca, la voce alta dei suoi poeti. Una voce altamente sonora, con la quale ogni poeta doggi che si misura nel romance, diventa subito autentica e popolare, nellaccezione della parola stessa di narrazione, che prende forma dal popolo e nel suo essere popolare trova la sua continuit e la sua massima affermazione creativa, secondo il metodo che restituisce al popolo la sua storia, e di cui diviene in senso assoluto protagonista:

..col tagliare e aggiungere versi, col sopprimere o variare le parole, col modificare lo svolgimento o alterare capricciosamente gli avvenimenti e le azioni dei personaggi, o meglio, col riscrivere la storia secondo un singolare punto di vista, secondo una propria logica dei fatti .

Non poca importanza va quindi attribuita al Cervantes musicologo, conoscitore ed estimatore della musica del suo tempo, tanto pi va sottolineata la sua funzione di ricercatore e trasmettitore dellantica tradizione, sebbene, egli ne abbia fatto, per cos dire, un uso speculativo allinterno del suo romanzo (e che romanzo), col voler dare ai suoi personaggi una parvenza di realt e di lucida follia. E che bene interpret il noto compositore contemporaneo Manuel de Falla, il quale, nella messa in musica di El retablo de Maese Pedro (*), improntato sulla storia di Gaiferos e Melisenda (*), dappartenenza al Romance epico, in cui il retablo, cio il teatrino dei burattini, fa da sfondo alla rappresentazione che si svolge davanti a Don Quijote, lultimo e certamente il pi nobile dei cavalieri erranti che siano mai esistiti.
Nel suo romanzo Miguel de Cervantes, lantico romance vijeos assume una posizione di grande rilievo, rendendogli quellattualit che in parte esso aveva perduta nel tempo, ottenendo cos un duplice effetto: integrativo della rappresentazione che si svolge sulla scena, alla vita dello spettatore e viceversa e, al tempo stesso, permette a Don Quijote di entrare nel vivo della rappresentazione. Una scena che ritroviamo nella finzione del teatro nel teatro e ancor pi nel cinema: da Hellzapopping di Henry C. Potter, a La Rosa purpurea del Cairo di Woody Hallen , dove la finzione sostituisce la realt che sostituisce la finzione, in quanto elemento caratterizzante di un accadimento, attraverso il quale lautore colto, il musicista galante, il narratore forbito, con lassegnare ai personaggi certe emozioni, li consegna alla vita reale o inventata che sia, restituendo al lettore prima, allascoltatore poi, cos come al cineamatore meravigliato, una diversa condizione esistenziale, attraverso la quale sollecitato il sogno, la fantasia, listinto, la follia, lignoto:

Giace qui lhidalgo forte
Il cui valore arriv
A tal punto che ebbe in sorte
Che la morte non trionf
Della vita con la morte.
Poco il mondo calcol.
Se ebbe dorco la figura,
uninsolita mistura
la ventura in lui prov:
visse pazzo e mor savio.

ancora Cervantes che ci fa dono di questo sonetto, se pure va ricordato che sono passati secoli da che Miguel de Cervantes scrisse il suo famoso romanzo e altrettanti da che leco di quella che fu la poesia epica spagnola fosse ripresa dai suoi poeti pi insigni: che poi il segreto spirito del romance che torna a forgiare noi moderni, come affermato da Lon Felipe, uno dei grandi poeti spagnoli del novecento che ha dato nuova voce al romance epico e cavalleresco, quello stesso spirito che releghiamo allantica voce della terra e che trascende la contingenza di luogo e tempo, per acquisire quei significati universali che sono propri della grande poesia. Quandecco:

Per la pianura della Mancha / torna a vedersi la figura /
di Don Chisciotte passar.

El Romance de Calaynos.
Ya cavalga Calaynos
a la sombra de una verde oliva,
sin poner pie en el estribo
cavalga de gallarda.
...
Mirando estaba a Sanduena
al arrabal con la villa
por ver si vera algn moro
a quien preguntar podra.
...
Por Al te ruego moro
as te alargue la vida
que me muestres los palacios
donde mi vida viva.




NOTE:
Bibliografia di consultazione:
Miguel Cervantes de Saavedra Don Chisciotte della Mancia Einaudi 1972.

Dionisio Preciado - Folklore Espanol: musica, danza y ballet - Studium Ed. Madrid 1969.
G. Di Stefano - El Romancero: estudio, notas y comentarios de texto - Narcea de Ed. - Madrid 1985.
Javier Villalibre - Selection de Romances - Editorial Everest - Len 1983.
Cesare Acutis, a cura di, "Romancero: Canti Epici del Medioevo Spagnolo" Einaudi 1983
C. Samon A. Varvaro La Letteratura Spagnola: dal Cid ai Re Cattolici Sansoni Milano 1972.
Ramon Menndez Pidal - in Flor nueva de romances viejos - Espasa-Calpe - Madrid 1985.
Lapparizione di anonimo del XIV secolo - in Wikipedia Libera Enc.
Manuel de Falla - El retablo de Maese Pedro - (vedi discografia)
Gaiferos e Melisenda, ballata judeo-espaolas in Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes op. cit.

CINEMA:
Esistono diversi adattamenti cinematografici dellopera, alcuni dei quali molto celebri come:
Don Quixote 1933 diretto da Georg Wilhelm Pabst.
Monsignor Quixote 1991 con Alec Guinness nel ruolo di Don Chisciotte.
Don Chisciotte di Orson Welles - ovvero il capolavoro perduto. Film del 1955 presentato Fuori Concorso alla Mostra Internazionale dArte Cinematografica del 1992.
Don Chisciotte e Sancho Panza, film commedia del 1968 diretto dal regista Giovanni Grimaldi. Franco Franchi interpreta Sancio Panza mentre Ciccio Ingrassia don Chisciotte. In origine il film doveva intitolarsi Don Cicciotto e Franco Panza. Franchi e Ingrassia non sono stati lunico duo comico a vestire i panni dei due celebri personaggi; infatti i protagonisti del film muto Don Quixote (1927, regia di Lau Lauritzen Sr.) sono i due comici Pat e Patachon (Carl Schenstrm e Harald Madsen).

Man of La Mancha di Arthur Hiller film musicale del 1972 a sua volta tratto dal musical di grande successo. La trama del film la messa in scena di Don Chisciotte della Mancia a opera del suo stesso autore. Cervantes interpretato da Peter OToole (che veste anche i panni di Don Chisciotte); Sophia Loren interpreta Duclinea/Aldonza e James Coco Sancho Panza/servo di Cervantes.

Lost in La Mancha di Keith Fulton e Louis Pepe - overo la mancata realizzazione di Don Qixote 2001.

Donkey Xote di Jos Pozo, commedia danimazione del 2007 di produzione Lumiq Studios Filmax International, scritta da Angel Pariente e diretta da José Pozo in cui la storia raccontata dal punto di vista dellasino Rucio, che interrompe la narrazione di Cervantes per esporre il suo punto di vista sulle avventure di Don Chisciotte.

Quijote di Mimmo Paladino 2006, film surreale, dal taglio teatrale a opera dellartista Mimmo Paladino. La maggioranza delle scene è girata nellatelier di Paladino e la scenografia si avvale di alcune delle sue opere. Nel cast del film compaiono Peppe Servillo nel ruolo di Don Chisciotte e Lucio Dalla in quello di Sancho Panza.

The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam che dopo anni di controversie esce nel 2018.

MUSICA:
(*) Canciones y Danzas de Espana: en el tiempo de Cervantes Hesprion XX EMI 1989.
(*) Musica en la Obra de Cervantes Pro Muica AntiquA Monumentos Historicos de la Musica Espanola 1982.
(*) El Cancionero de Palacio 1474.1516, Hesprion XX, Jordi Savall Astre 1991
(*) Cantigas de Santa Maria Alfonso el Sabio 1223 -1284 - Monumentos Historicos de la Musica Espanola 1990.
(*) Cantigas de Santa Maria Alfonso el Sabio 1223 -1284 Clemencic Consort Ren Clemencic Harmonia Mundi 1995.

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