Pubblicato il 11/12/2022 05:15:25
CINEUROPA - TORINO 2022
"ORLANDO" UN film di Daniele Vicari di Camillo De Marco
01/12/2022 - Nel film di Daniele Vicari girato a Bruxelles c un affettuoso incontro-scontro tra due generazioni, e forse due cinema C un affettuoso incontro-scontro tra due generazioni, lontanissime geograficamente e culturalmente, nellOrlando [+] di Daniele Vicari, proiettato Fuori Concorso al Torino Film Festival e dal 1 dicembre nelle sale italiane, distribuito da Europictures. Interpretato con naturalezza dal regista-attore settantaseienne Michele Placido, il protagonista che d il titolo al film un arcigno agricoltore di poche parole della Sabina, una regione rurale a nord-est di Roma, che riceve una richiesta di aiuto da parte del figlio che si stabilito ventanni prima a Bruxelles. Orlando non ha mai perdonato al giovane il tradimento dellemigrazione in un altro Paese, ma ora Valerio in ospedale e ha bisogno di lui. Orlando, che a malapena parla litaliano, arriva nella capitale belga e scopre che il figlio morto e gli ha lasciato una vivace e determinata nipotina di 12 anni, Lyse (Angelica Kazankova). Orlando vorrebbe portar via la ragazzina, un po come se fosse un coniglietto recalcitrante da prendere per le orecchie. Ma Lyse, la cui mamma non lha riconosciuta alla nascita, si oppone. Lasciare la sua scuola, lamato pattinaggio, le amiche per andare a vivere in campagna con un vecchio musone? Nel confronto con i servizi sociali che seguono il caso (Fabrizio Rongione e Christelle Cornil), Orlando intravede una soluzione: dare in affidamento la ragazza e ritornare al suo orto e ai suoi animali. Ma nel frattempo nonno e nipote si annusano, si avvicinano, parlano dei sogni non realizzati di Valerio, che voleva aprire un ristorante italiano a Bruxelles. Vicari pedina il suo anziano protagonista con primi piani ravvicinati sul volto di Placido, facendogli attraversare le strade di una citt che lui considera ostile ma di cui non ha paura, fotografato magnificamente da Gherardo Gossi. Il film, scritto dallo stesso Daniele Vicari con Andrea Cedrola, procede in linea retta, senza sobbalzi particolarmente drammatici e senza raggiungere un climax, tutto incentrato sulla relazione familiare che sta nascendo. C un forte elemento autobiografico, sancito dal titolo del film che anche il nome del padre del regista (Vicari proviene proprio dalla zona del protagonista e nelle prime immagini italiane si vede il paese dove nato il regista). C soprattutto quel contraddittorio tra due mondi antitetici, senza apparente contatto, che Vicari aveva messo in scena sin dal suo secondo film, Lorizzonte degli eventi, dove pastori immigrati dallEuropa dellEst pascolano pecore sulle alture del Gran Sasso vivendo unesistenza arcaica mentre sotto di loro, nelle viscere della terra, in uno dei laboratori scientifici pi avanzati dEuropa, team di provenienza internazionale compiono ricerche sulla fisica della materia. Ma in una interpretazione euro-metacinematografica, ci piace pensare che Vicari ci stia parlando della settima arte. Il cinema dei grandi maestri, da una parte. Affidandosi ad un attore, poi diventato anche regista con un primo film sullimmigrazione, che ha recitato con nomi quali Monicelli, Comencini, Bellocchio, Damiani, Rosi, Ferreri, Wertmller. Vicari dedica peraltro il suo film a Ettore Scola, con cui ha condiviso la creazione di una scuola di cinema, negli ultimi anni di vita del maestro. Questo cinema dialoga, si arrende dolcemente al cinema nuovo, che getta un ponte sullEuropa, di cui Bruxelles e la giovane deuteragonista sono simbolo e al quale decisamente appartiene il regista, che viene dal documentario e che spesso ha messo a confronto realt sociali e politiche.
Orlando una co-produzione Italia-Belgio di Rosamont con Rai Cinema e Tarantula Belgique. Le vendite estere sono affidate a Vision Distribution.
Cast: Michele Placido, Angelica Kazankova, Fabrizio Rongione, Federico Pacifici, Denis Mpunga, Christelle Cornil
Sinossi: Orlando vive solo in un paese di montagna del centro Italia e non ha mai voluto emigrare, come invece hanno fatto in tanti, e come suo figlio che se ne andato 20 anni fa a Bruxelles. Una telefonata dal Belgio lo avverte che il figlio ha bisogno daiuto e Orlando costretto per la prima volta nella sua vita a partire. Quando arriva scopre di avere una nipote di 12 anni, Lyse. Orlando e Lyse, come il passato e il futuro, sono quanto di pi lontano si possa immaginare, ma scopriranno inaspettatamente di avere bisogno l'uno dell'altro. Nonostante siano distanti come possono esserlo la vita rurale in un piccolo borgo dellentroterra e quella metropolitana di una grande citt europea, cercano di farcela, di cavarsela. Lui il simbolo di un passato che non passa e lei la generazione Greta Tumberg, una nuova generazione di europei che dovr costruire un mondo nuovo del quale si intravvedono i connotati ma nessuno sa davvero cosa possa essere.
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