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Ricami dalle frane - silloge poetica di Antonio Spagnuolo

Argomento: Poesia

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 16/11/2021 15:37:06



Ricami dalle frane una silloge poetica di Antonio Spagnuolo
Odipus 2021.

Illusione.

Anche gli umori pi terreni hanno
un primitivo mitigare furie.
Non sapr mai chi sono adesso
lacerando il tessuto che mi imbriglia
tra i consueti angoli di mura.
Preferisco i golfi, le serpentine, il tocco fragili
quando le labbra squarciano le ombre,
nellinfinito adagio delle notti.
Il vello doro offriva le vertigini
accendendo il fantasma dellinconscio
ove lombra tratteggia figure lontane
e svanisce lillusione quotidiana

Accade che la poesia, come del resto in musica, ritrovi nellincarnato delle sue possibilit laspetto del residuale, o come si vuole, della resilienza, cio quelladattamento al cambiamento che, inesorabile, abbatte le mode del linguaggio e le speculazioni filosofiche, spesso ostentate sul nulla. Siamo qui di fronte a una sorta di concretezza affabulatrice ricolma di esperienze culturali e poetiche di indubbio spessore letterario che, nondimeno di un investimento di benevolenza, conduce il poeta allinterno del proprio labirinto personale, per quanto sembri senza soluzione di continuit

Identit.
Ho perso la mia identit nel fremito ininterrotto dei fantasmi per altre dimensioni, le armonie di un solfeggio che incastra le memorie e mi coinvolge nei ritmi indecisi. Ho giocato al travestimento della memoria! Prima che il giorno si chiuda nel buio si miscela il vortice delle emozioni che sospendono incanti. Linganno ancora folgorazione in questo urgente intrigo di contrapposizioni, naufragio che sfuma a fendere il silenzio.

Un po come se nellesprimersi scrive Eugenio Montale manca ancora il silenzio nella mia vita; quel riflesso inorganico e transitorio che restituisce lesatta misura dellincesto mentale, del vuoto edonistico filtrato attraverso il concetto duna assenza iperrealista applicata a una trama che, altres, si evince nel tessuto narrativo dinsieme

Schianto.
Laddove una volta cerano le foglie ancora verdi io poggio il dito / e strappo le spine accompagnato al ritmo del carillon che gira inesorabile. / La vita stessa un rito sempre eguale che insegue petali senza una cadenza, / nellincanto della giovent sfumata in un momento e nellillusione che tutto sia infinito. []

S che gli occhi del poeta stentano nel buio dei giorni a venire, a ritrovarsi nel meditare sulle proprie ceneri, e/o come in questo caso, sulle frane di unesistenza avita, bench intensamente vissuta, per certi versi incredulo e frastornato dagli eventi, nel rimpianto di un paradiso perduto a causa dellintensit del proprio vivere mutato, nellillusione di una promessa di eternit che non gli era data. Cos come delle possibili prospettive e la profondit degli intenti portati a conclusione, le cui vedute hanno certamente aggiunto valore alle personali esperienze dellautore, aprendogli le porte ad una lucida sensibilit emozionale

[] Nullaltro che illusioni aggrappate ad un sogno / rimasto indiscreto. / Lo spazio che le dita riuscivano a comporre / sgualciva lorlo dei quaderni segreti. / [] Ecco i miei sogni radunati alla sera / pronti a sconvolgere il vuoto / [] pronti a rigare i margini del cielo / con le vocali di fuoco che disgregano il senso.

Una prima porta è certamente quella della condivisione tranquilla e silenziosa con gli altri, cui Antonio Spagnuolo rivolge questa sua silloge, fino a questo momento inedita. Unaltra quella che solleva il velo dellintimit, la sola capace di modificare il senso del tempo, cos come lo spazio neutro dellascolto, che sinoltra per le strade inusitate dellinconscio, solitamente non pensate, e che trovano nell amore la sola ragione dessere presente e partecipe del suo essere

[] Torno a correre e ripenso a quella frase che incidesti nel tronco / quale promessa di un luogo solo nostro. / Essa salva e conserva le memorie nella estrema luce di un riflesso / che non sar previsto cambiare tra le ombre della malinconia. / Nascondo allora lessenza di un profumo che tagliava la pelle / e ti rendeva immortale.

Bench qui ci si occupi della sua pi recente pubblicazione, nulla toglie di cogliere certe sfumature di ritorno della sua essenza poetica, cio di quelle cose che non sono mai, ma che pure fanno parte del substrato dognuno; di quel rincorrersi fra le parole, sia dei segni come delle allocuzioni nel linguaggio scrittorio; sia dei gesti come delle espressioni insite nei segreti del suo lessico verbale, qui raccolti nella
chiusa significativa dal titolo Ultimo Registro: quasi una summa per unopera carente di prologo e/o di un plausibile epilogo, sostituiti da partiture che pure rendono possibile la compenetrazione dinsieme

Anche loblio stralcio di memoria / altro versante che cancella colori, / solitudini e canti misteriosi, tra forme vaghe e luminose

Non a caso scrive lamico Flavio Ermini che dallerranza di costrutti intuitivi, che solo il lettore attento in qualche caso pu riuscire a cogliere, non si giunga in poesia a compenetrare lessenza delle cose: errante la parola poetica che si cala nellabisso dei colori, cercando la via pi breve che porta alluno.

Ho lacerato la carne stringendo fra le labbra il non senso della mia illusione. / Quel voler procedere a memoria aspettando i riflessi sanguinanti avvolti nel canto / inesauribile dei colori, del vero vuoto che vuole divenire verso. []

[] Ora un salto mi allontana dallincendio / di speranze disconnesse: / tra le fragili dita disegno forme nuove del dissidio.

[] Gli occhi al cielo distratto, quasi per lontananze / ha il pensiero di ghiacci e nellazzurro / compone il sussurro di abbandoni. / Ora il mio urlo lo raggiunge e inganna / lattesa di un racconto nuovo.

Ci che accade nei ricami poetici di Antonio Spagnuolo, in quanto riflessioni che lo hanno portato dalla rimembranza delle frane alla rinascenza dei suoi ultimi florilegi lirico-poetici, con la creazione di spazi esclusivi riservati alla poesia e alla saggistica di prospettive e rassegne dedicate: sia con la produzione di riviste letterarie ad ampio spettro; sia in campo pittorico con opere destinate alla poesia visiva, delle quali lautore vanta numerosi riconoscimenti e premi.


Note.
Tutti i corsivi sono di Antonio Spagnuolo, tratti dalle poesie edite nel volume Ricami dalle frane Odipus 2021.
La citazione afferente ad Eugenio Montale tratta da Prose e racconti Mondadori 1984.
La citazione afferente a Flavio Ermini tratta da Margherita Orsino La traversata infinita Anterem Edizioni 2019.

LAutore.
Antonio Spagnuolo (Napoli, 1931), poeta e saggista, redattore di periodici e riviste letterarie, fondatore e direttore del mensile Prospettive culturali. Presente in mostre di poesia e poesia visiva attualmente inserito in antologie nazionali e internazionali. Alcune delle sue opere sono state tradotte in diverse lingue: francese, inglese, greco, spagnolo, arabo e turco, inoltre ad aver ricevuti numerosi riconoscimenti. Tra le recenti pubblicazioni: Non ritorni (Robin 2016); Sospensioni (Eureka 2016); Svestire le memorie (Fondi 2018), Polveri nellombra (Odipus 2019).

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