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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Separati in casa

di Lorena Turri
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Pubblicato il 29/09/2010 18:23:00


Destra e sinistra, le due grandi mani della politica, sono riuscite a dividere in due un Paese, un'Italia che è l'unica e vera casa degli italiani.
Complimenti davvero!
Tolte di torno le mezze stagioni, le vie di mezzo, le mediazioni e la virtù che sta sempre nel mezzo, gli italiani si presentano così: da una parte i belli e dall'altra i brutti, i buoni di qui e i cattivi di qua, intanto che Paperino cerca Quo a “Chi l’ha visto”, i ricchi e i poveri, che già c'erano ma cantavano "Che sarà", il giorno e la notte, così senza la sera non ci immalinconiamo più e, dulcis in fundo, la torta con ciliegina: lo schiavo e il padrone!
Fine di una democrazia (?)
E così mi prende una certa nostalgia dei bei tempi andati quando il mondo politico era come un firmamento costellato da tante stelline: la DC, il MSI, il PCI, il PSI, il PDUP, il PSDI, e via dicendo, compreso il PRI.
Il PRI: PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO!
Aveva come simbolo la foglia di edera.
Erano i tempi in cui l'edera andava per la maggiore, anche se non proprio grazie a quel partito.
Comunque il PRI non perdeva occasione di sfruttare i consensi che riceveva quella semplice fogliolina per farsi propaganda.
Il successo di Nilla Pizzi con la canzone che recitava "avvinta come l'edera", scatenò le fantasie degli orafi e nelle vetrine dei gioiellieri luccicavano foglie d'edera di tutte le specie e di tutte le dimensioni.
In quel periodo mariti, amanti e innamorati regalavano, come suggello del loro amore eterno, alle loro donne, la spilla a foglia d'edera.
Signore e signorine sfoggiavano, appuntate sui baveri delle giacche e dei cappotti o sui colletti delle camicette, il romantico simbolo d'amore come un vessillo. Vessillo che poteva essere scambiato per il simbolo del PRI!
Ricordo che fu per questo che mia madre smise di portare l'amata spilla. Un giorno incontrò un tale che si complimentò con lei per il coraggio di esibire l'emblema del suo partito.
Mia madre ci rimase così male, che da quel giorno depose nella sua custodia la foglia d'edera e non volle più saperne. Mio padre comprese questa sua scelta. In fondo l'amore si può anche non sbandierare allorché dia adito a fraintendimenti.
Quelli sì che erano tempi!
C'era posto per tutto e per tutti, anche per l'amore, quello che avvince come l'edera!
Ora invece, siamo divisi a metà, siamo coppie di separati. Separati in casa. Senza più amore.
Siamo due mani di uno stesso corpo che ora possono solo congiungersi per pregare.
Pregare che qualcosa possa davvero cambiare!

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