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Meditazioni di Don Luciano - Tempo di Quaresima

Argomento: Religione

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 06/03/2023 06:37:06



MEDITAZIONI DI DON LUCIANO
DISSETARCI DI GESU III TEMPO DI QUARESIMA ANNO A

Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42):

In quel tempo, Ges giunse a una citt della Samaria chiamata Sicar, vicino al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui cera un pozzo di Giacobbe. Ges dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Ges: Dammi da bere. I suoi discepoli erano andati in citt a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?. I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Ges le risponde: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva. Gli dice la donna: Signore, non hai un secchio e il pozzo profondo; da dove prendi dunque questacqua viva? Sei tu forse pi grande di nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?. Ges le risponde: Chiunque beve di questacqua avr di nuovo sete; ma chi berr dellacqua che io gli dar, non avr pi sete in eterno. Anzi, lacqua che io gli dar diventer in lui una sorgente dacqua che zampilla per la vita eterna. Signore gli dice la donna -, dammi questacqua, perch io non abbia pi sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Le dice: Va a chiamare tuo marito e ritorna qui. Gli risponde la donna: Io non ho marito. Le disse Ges: Hai detto bene: Io non ho marito. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non tuo marito; in questo hai detto il vero. Gli replica la donna: Signore, vedo che tu sei un profeta! So che deve venire il messia, chiamato Cristo: quando egli verr ci annuncer ogni cosa. Le dice Ges: Sono io, che parlo con te La donna intanto lasci la sua anfora, and in citt e disse alla gente: Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?. Uscirono dalla citt e andavano da lui Molti Samaritani di quella citt credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: 2 Mi ha detto tutto quello che ho fatto Molti credettero per la sua parola e alla donna dicevano: Non pi per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perch noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi veramente il salvatore del mondo.

1. In Ges c la sete dellincontro e della relazione. Ges nellincontro con la samaritana uno splendido esempio di pedagogia. Intanto non si lascia condizionare da nessun pregiudizio. Di fronte alla samaritana, alla notizia dei cinque mariti, noi avremmo fatto solo discorsi moralistici. Ges non gli dice: Questacqua non buona!, Gli amori umani sono solo cattivi! Dice: Se bevi questacqua, avrai ancora sete!. La distanza tra la nostra sete profonda e i pozzi umani incolmabile. Ges non disprezza le gioie umane; dice solo che sono insufficienti. Non servono divieti e condanne. Bisogna aiutare le persone a passare da una piccola sete alla grande sete, da una piccola brocca abbandonata alla sorgente stessa. Solo lincontro cambia la vita e non la legge. Ges stabilisce con la samaritana un rapporto personale, attento al suo vissuto, alla sua persona, al suo dramma, legge dentro la sua sete. Stabilisce con lei un rapporto nel modo pi delicato possibile. Si presenta alla samaritana come un mendicante, come uno che ha bisogno. Si fatto assetato per dissetarci. Si fatto povero per arricchirci. Colui che chiedeva da bere aveva sete della fede di quella donna (S. Agostino). Laccoglienza di Ges gi totale in partenza. La simpatia di Ges prima della conversione della donna. Questa simpatia previa dispone la donna allascolto. E pre-evangelizzazione. Ci che colpisce in questo racconto che Ges stesso suscita e guida il cammino della donna, dallinizio alla fine. Ges prende la donna l dove si trova, prigioniera delle proprie attese, per condurla su un altro piano. Non stato un incontro facile, perch la samaritana ha cercato in tutte le maniere di scansare Ges, di svicolare. Intuisce la pericolosit di questo incontro. Poteva mettere in discussione tutta limpostazione della sua vita. Finalmente le parole di Ges sullacqua viva, dopo vari fraintendimenti ed equivoci, suscitano nella donna la ricerca di quellacqua. La tentazione di chi cerca Dio sempre quella di rinchiudere il dono di Dio dentro le proprie attese. Ricerca in genere chiusa nel passato. Ges la costringe invece a guardare al presente che tutto rinnova.

2. Il tema della sete e del desiderio ricorrente in Giovanni: oltre allincontro con la samaritana, ritorna nella festa delle Capanne (cfr. 3 Gv 7, 37-38) e sotto la croce: Ho sete (Gv 19,28). Il Signore ha sete della nostra sete. Ha sete che noi abbiamo sete di lui e desidera che noi abbiamo desiderio di lui (S. Agostino). Ges ebbe una sete cos ardente della sua fede, da accendere in lei la fiamma dellamore (dal prefazio). Stanno di fronte due desideri! In ogni uomo c il desiderio di una vita piena. Ges venuto a ravvivare i desideri pi profondi, spenti dalle delusioni e dalle paure. Spesso oggi abbiamo una sete sedata, anestetizzata. Si afferra il momento, lattimo fuggente, il frammento, spremendo da esso il massimo godimento possibile, convinti che la sete vera tanto rimarr inappagata. Consumismo fine a se stesso. Dobbiamo risvegliare la sete profonda, non anestetizzandola con lillusione di non soffrire o con il pretesto di non far soffrire. Anestetizzando la sete soffriamo e facciamo soffrire molto di pi. Ges con la samaritana non ha fatto cos. Non ha anestetizzato affatto la sua sete, anzi lha fatta venir fuori in tutta la sua drammaticit. Ci che Ges fa suscitare unattesa, perch lui possa colmarla.

3. Sete di vita. Chi berr dellacqua che io gli dar, non avr pi sete in eterno. Anzi, lacqua che io gli dar diventer in lui una sorgente dacqua che zampilla per la vita eterna. Come la samaritana, anche noi spesso viviamo una vita disordinata, confusa; portiamo nel cuore un grande vuoto che le tante esperienze della vita non hanno saputo colmare. Quanta insoddisfazione esistenziale, perch non troviamo ci che cerchiamo e cos veniamo puntualmente delusi! Spesso il nostro un vivere ripetitivo e rassegnato. Ci accontentiamo della solita bevanda! Ci dissetiamo a cisterne screpolate (cfr. Ger 2,13), che contengono solo acqua stagnante. Ma Cristo ci dona lacqua viva, zampillante. Questacqua non solo disseta, ma purifica, libera dalla sporcizia e fa gioire. Solo Ges spegne la nostra sete di vita pi profonda. La sua unacqua di vita, fonte delleterna giovinezza. Se accogliamo Ges e le sue parole, egli diventa per noi lacqua che risana e rinfresca: ci porta a contatto con la vena interiore dellacqua viva che zampilla nella nostra anima, ma da cui spesso siamo tagliati fuori. Luomo intasato, separato dalla sua sorgente, in lui spesso non scorre pi nulla, egli come prosciugato. Se beviamo di questacqua interiore non ci seccheremo mai, non saremo mai vuoti ed esauriti. La sorgente che scorre in noi inesauribile, perch divina. E uninteriorit nuova donata dallo stesso Spirito di Dio. Questa sorgente stata fatta scorrere su di noi dal Battesimo. Il fonte battesimale il pozzo del nostro incontro con Ges e del dono dellacqua viva. La sorgente poi acqua per la sete degli altri (persone-anfore, EG 86). Non possesso, fecondit. Non si placa la sete bevendo a saziet, ma placando la sete degli altri. Questacqua disseta per la vita eterna, a cominciare da questa vita terrena. E unacqua che ha sapore di eternit.

4. Sete damore. Una vita piena una vita nellamore. Nemmeno sei uomini riescono a soddisfare il desiderio damore di quella donna. Una vita irrequieta, una sete implacabile, che per non riesce a trovare la fonte giusta. La donna di Samaria come noi desidera un amore incondizionato. Nessun partner d piena soddisfazione a questo anelito. Ha avuto tanti mariti, ma mai un vero sposo. A quella donna manca uno sposo e una compiuta relazione damore. Spesso sperimentiamo che il nostro amore limitato, mischiato a esigenze di possesso, a gelosia, delusione, amarezza, o avvertiamo la limitatezza del nostro partner, e ne desideriamo uno che soddisfi davvero il nostro desiderio damore. Il nostro anelito infinito non pu essere soddisfatto da uomini finiti. I sei mariti rimandano al settimo sposo, a Ges, che ha un cuore per noi e che per noi sulla croce lascia trafiggere il suo cuore. Da questo cuore trafitto si riversa in noi il suo amore perfetto. Giovanni ci rimanda nel nostro desiderio di amore a quel Ges che muore in croce per noi e che ci dimostra il suo amore fino alla perfezione (consummatum est). Sulla croce si fa visibile il soddisfacimento dellamore che nelle nostre relazioni vicendevoli appare sempre e solo imperfetto. Ges lo sposo che compie in pienezza il nostro desiderio. 5. Lacqua viva lamore del Padre e del Figlio, che Ges desidera donare a ogni uomo. La nostra sete appagata solo se conosciamo lamore del Padre per noi. Lamore di Dio stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci stato dato (Rm 5,5). Lacqua che Ges promette e che dona lo Spirito, sorgente dacqua viva che scaturisce dal cuore di ogni uomo. Se tu conoscessi il dono di Dio!... Se tu facessi esperienza di questo dono di Dio!.

Essere cristiani innanzitutto un dono, che per poi si sviluppa nella dinamica del vivere ed agire insieme con questo dono (Benedetto XVI). Cristo la Roccia da cui scaturisce lacqua viva: Bevevano a una roccia spirituale e quella roccia era Cristo (1Cor 10,4). Lincontro con Ges ha trasformato la samaritana in creatura nuova e lha abilitata a essere testimone ed evangelizzatrice. In Ges ha trovato un di pi, che fa impallidire la sua precedente ricerca. Lincontro con Cristo si fa contagioso, diventa testimonianza. Se il cristianesimo ha perso freschezza solo perch noi siamo diventati dei recipienti vecchi, arrugginiti, incapaci di contenere acqua cristallina. Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza! (Is 12,3).

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