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le mie bestie una volta

di Cristiana Fischer
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Pubblicato il 29/04/2017 16:07:00

Ho avuto molti gatti, gatte perlopiù, e mi ricordo

della loro intelligenza in comunicare gioco serio
e malattia - forasacco nell'occhio da cavare

alla randagia grigia vagabonda
si lasciava lavare in acqua tepida e asciugare
in straccio bianco, e fugge dopo aver mangiato
torna dopo quando, e poi non torna più.
Sua madre saggia salutava
ogni mattina e stanava le vipere
le lasciava morte sulla porta.
L'offesa alla zampina e color di cipria uccisa
dall'attuale padrona del cortile
selvaggia signora della zona
l'ho accolta per guardiana servitora
e non so se è fiera opportunista
o sprezzata e sopportata
per mia stanchezza forestiera.
Le bestie di una volta, la mia bianca cana
chiedeva della morte e di sua breve vita
la mia durata e la sua dipartita.
Più non mi importa e più mi apprendo
a consumare quella interpretata
con voi signoria.

 


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