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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore � soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Commento sul libro

Ci sono romanzi brevi pi densi di emozioni e di vicende di certi romanzoni da ottocento pagine e passa. Ed esattamente il caso di "Il calore del sangue". Questa volta Irne Nmirovsky punta il suo obiettivo non gi sul milieu dell'alta borghesia ebraica in cui cresciuta, n su quello dei ghetti dell'Europa orientale, bens sul piccolo, angusto, gretto mondo della provincia francese. Il quadro , in apparenza, di quieta, finanche un p scialba agiatezza campagnola: la figlia di due ricchi proprietari terrieri sta per sposare l'erede di un'altra famiglia in tutto e per tutto simile, un bravo ragazzo, come si dice, innamorato e devoto. Eppure bastano poche note stridenti (che l'autrice abilissima a insinuare fin dalle prime pagine) per farci intuire che dietro la compatta, liscia superficie di perfetta felicit agreste - in cui sembra che ogni sentimento si sia come pietrificato - si spalancano voragini insospettate: nessuno, insomma, al riparo dalla passione, dalla violenza, persino dal delitto, quando spinto e travolto dal "calore del sangue".

Fonte ibs.it