Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - V edizione (2019) | PARTECIPA
 

Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

« ultimo pubblicato prec » « suc primo pubblicato »

eBook n. 60 :: La scuola dell’obbligo, di Giorgio Mattei
LaRecherche.it [Poesia]

Invia questo eBook al tuo Kindle o a quello di un amico »

Proponi questo libro ad uno o più lettori: invia il collegamento all'eBook
http://www.larecherche.it/librolibero_ebook.asp?Id=63
Di Giorgio Mattei
puoi anche leggere:

Formato PDF - 1 MByte
Scarica/apri/leggi [download] »
Aperto/scaricato 622 volte



Downloads totali: 1,#QNAN
Ultimo download:
14/10/2018 10:38:00
Data di pubblicazione:
07/12/2010
 
 

# 28 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 Giorgio Mattei - 24/04/2011 11:13:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Michela Montagano] Carissima Michela, grazie di cuore per la tua attenta lettura e il tuo commento! Penso che oggi ci sia davvero bisogno di tornare a parlare di "utopia del possibile", cioè di promuovere quei cambiamenti sociali, economici e politici (se non ORA, QUANDO?!?) che ci aiutino a diventare uomini e donne (migliori), e non automi decerebrati, come questo sistema in cui viviamo ci porta ad essere. Penso che la poesia, su questo versante, possa molto, e che possa condurre ad un primo passo, improntato nel segno della speranza e del futuro. Certo oggi viviamo una svolta epocale (pensa alle enormi trasformazioni geopolitiche ed economiche cui stiamo assistendo) e ripiegarsi in se stessi, disinvestendo sul mondo e sugli altri è fin troppo facile. Non abbiamo bisogno di Cassandre (sono troppe: è un mestiere facile ed inflazionato): la speranza ha i suoi tempi e il suo prezzo (anche le sue difficoltà, vorrei dire). Quello che conta è lavorare sul futuro (anche se si tratta di un futuro che probabilmente non vedremo e non vivremo in prima persona) e impegnarsi per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Grazie ancora e buona Pasqua!

 michela montagano - 23/04/2011 17:27:00 [ leggi altri commenti di michela montagano » ]

Mi è piaciuto molto il tuo modo di "scuotere le coscienze" con delle poesie-racconti che rappresentano scorci della vita scolastica e che fanno capire l’omologazione, l’appiattimento di una generazione che si adagia. Appena finito di leggere sono rimasta immobile, perplessa perchè non immaginavo che nella scuola superiore ci fosse questo malessere e che ognuno fosse intento a coltivare il proprio orticello, senza pensare "veramente" agli altri e forse a se stessi. Io pur lavorando nella scuola dell’obbligo vivo una realtà completamente diversa, forse perchè è una scuola primaria? Siamo in una situazione disastrosa a causa della nuova riforma, non abbiamo più il tempo per aiutare nè i bambini dislessici nè quelli con problemi comportamentali e nessun altro, ma cerchiamo ugualmente di arrabattare per fare del nostro meglio perchè crediamo nelle nuove generazioni. Noi maestre, oltre alla didattica, pensiamo ad educare gli alunni che ci sono stati affidati e a creare un’atmosfera serena, perchè sappiamo che il cognitivo è subordinato all’affettivo; cerchiamo di far capire loro che per vivere bene in una comunità sia scolastica che extrascolastica bisogna condividere, rispettare ed adottare valori. E poi crescendo. . . AIUTO! A chi dobbiamo affidarci, quale sarà la classe dirigente, politica ed imprenditoriale del domani? Mi auguro che ci siano tantissimi ragazzi come te che avvertono l’esigenza, in questa società disorientata e bombardata da "falsi valori", di un rinnovamento, di un pensiero positivo, etico e laico. Oltre alle poesie-racconti ho apprezzato anche i disegni di tuo padre che nella loro essenzialità fanno percepire la scuola "vecchia e rifatta" e . . .poi Pegaso, bellissimo, che ci proietta verso una scuola utopistica. Io credo in voi giovani e so che se vi unite fate cose migliori di noi adulti e mi auguro che una "nuova scuola etica e laica" non sia un’utopia ma una realtà!
Ciao Michela

 Giorgio Mattei - 15/01/2011 17:11:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Maria Rosaria Chirulli] Carissima Maria Rosaria, grazie di cuore per aver apprezzato la "Scuola dell’Obbligo"! Il mio scritto vuole essere fondamentalmente una provocazione, un sasso gettato in uno stagno - quello della coscienza - da troppo tempo addormentato... non credo certo che cambierà il mondo, ma spero possa aiutare ad accendere un confronto che vada oltre la violenza del lancio di oggetti e della guerriglia urbana da un lato, e la denigrazione/miopia generazionale, sull’altro versante. Grazie ancora, cordialmente
Giorgio

 Maria Rosaria Chirulli - 13/01/2011 17:13:00 [ leggi altri commenti di Maria Rosaria Chirulli » ]

La scuola è un sistema rigido. La scuola è la scuola! Ahimè. Lo è sempre stato. La scuola, il "fare scuola" non si tocca! A parole si, ma poi nell’azione quotidiana, concreta....guai a cambiare! Dall’alto soffiano venti che non mi piacciono. Preferisco le brezze dei miei studenti (sono un’insegnante di una scuola superiore), sono quelle brezze bisogna accogliere per orientare le vele al cambiamento. Mi sembra che la sua opera lo faccia. Complimenti!

 Marco Giampieri - 29/12/2010 16:19:00 [ leggi altri commenti di Marco Giampieri » ]

Caro Giorgio, sarebbe una discussione molto interessante ma credo non sia la sede adatta, anche per motivi "fisici". Per la scuola credo che la questione sia storica e politica, ma certamente non nuova. Per quanto riguarda invece la poesia, come il sogno, io la vedo come una "corruzione" della realtà, una distorsione che la lingua cerca di recuperare. Eros, comunque, più che ethos. Perdona appunto e non giudica. Ti auguro buon anno e molte altre poetiche soddisfazioni.

 Giorgio Mattei - 28/12/2010 20:54:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Marco Giampieri] Caro Marco, grazie di cuore per il tuo commento; e per quella frase: "Quello che ci serve è perdonare", che non si può non condividere. In quanto al caro (mai) estinto moralismo, no, non è di questo che si tratta. Non credo che tacciare di neo-moralismo chi pone una questione etica (e di "etica del dissenso" si parla, v. la parte finale della Scuola) sia la strada giusta; è un fatto che oggi una questione morale esiste, nel nostro Paese (vedi le vicende politiche, ahimé...) Al centro della "scuola dell’obbligo" mi sembra evidente come non ci sia un problema didattico o scolastico, ma una questione etica e soprattutto, sociale. Su questo spero di risentirti ancora. Un saluto, Giorgio.

 Marco Giampieri - 28/12/2010 11:09:00 [ leggi altri commenti di Marco Giampieri » ]

Sul mio banco di liceo, nel ’68, avevo fatto una grande M (il mio nome è Marco) ed accanto avevo segnato altri illustri personaggi con la stessa mia iniziale, Marx, Mao (Giorgio direbbe andava di moda)e Marcuse (speravo che qualche mia compagna capisse l’allusione). Non sarà mica che Giorgio, per caso, ha studiato sul mio banco? Tra l’altro c’erano già gli studenti di sinistra e di destra e si riconoscevano così facilmente che ci si poteva ammazzare con scarsi margini di errore. Non mi dirai che ci sono ancora i bidelli che trafficano e l’acne giovanile? (in Lotta Continua in molti avevamo l’acne, perché non volevamo che fosse un privilegio dei secchioni). Quindi la scuola autoritaria che preparava i piccoli borghesi, dopo la rivoluzione e l’introduzione della fantasia rappresentativa, attraverso festosi concorsi sindacalmente uniti, ha cominciato ad immettere nel paese grandi quantità di piccoli clienti. Ecco dunque perché la scuola va a rotoli: dopo la crisi noi occidentali non sappiamo fare niente e non siamo più neanche buoni clienti. Allora? Quello che ci serve è perdonare, ma è una questione di età.
Sembra proprio una Spoon River Anthology della scuola quella di Giorgio, molto più disincanto che ironia, molta più astrazione che sottrazione. Giorgio, non sarà mica neomoralismo, il vecchio caro estinto? Perché una rappresentazione così categoriale, così etica e poco estetica, rischia di apparire essa stessa un format in bianco e nero. Preferisco Gaber a Hortega y Gasset e Catullo a Marcuse. Anche se capisco che alla tua età non si può non puntare il dito.

 Giorgio Mattei - 11/12/2010 13:40:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Nando] Caro Nando, sono contento che la mia piccola raccolta abbia "suscitato riflessioni e sentimenti contrastanti." Significa che, al di là di come uno la pensi, non lascia indifferente il lettore. Condivido il tuo ottimismo nel futuro, perché penso che gli strumenti mediatici adeguati per diffondere la cultura oggi ci siano, e che il problema sia semplicemente un loro utilizzo rivolto non beceramente al mercato ma "al progresso della società" (cfr. Costituzione Italiana, art.4)

 Giorgio Mattei - 11/12/2010 13:33:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Guglielmo Peralta] Caro Guglielmo, grazie per il tuo contributo, che (mi sembra) sposti la riflessione dal piano poetico a quello politico (non ti nascondo una certa soddisfazione...). "Tutta la società dovrebbe essere una grande scuola!" sono d’accordo, è un atteggiamento un po’ utopistico ma se non mettiamo l’utopia davanti alla nostra azione quotidiana allora è meglio ritirarsi nella propria turris eburnea e tagliare i ponti col mondo esterno (atteggiamento che non condivido).
"Perché obbligare allo studio? La cultura è un dono da mettere a disposizione di tutti" sono d’accordo, inoltre l’obbligatorietà allo studio non produce necessariamente "cultura", ma acculturazione, cioè un livello medio-normale, direi standard, di cultura, che non ha affatto a che fare con la passione per la conoscenza della quale dovrebbe essere tramite chi sceglie l’impegno sociale (prima che lavorativo) di dedicarsi alla didattica. Ripensare la scuola è possibile? Penso di sì, ma solo se avremo il coraggio di dire pane al pane, vino al vino, di chiamare la strumentalizzazione politica della scuola negli ultimi decenni con il nome che merita, di affermare che la scuola non è un supermercato dove ricevi un tanto di "cultura"al kilo... altrimenti diventa tutto il solito rincorrere chimere così caro ai nostri politici, così deleterio per la nostra società.

 Giorgio Mattei - 11/12/2010 13:22:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Roberto Perrino] Caro Roberto, grazie di cuore per i tuoi complimenti e per quell’essere "tagliente con leggiadra misura" che mi colpisce e mi onora. Grazie anche per aver condiviso con i tuoi amici. Come ho già scritto altrove, questo piccolo lavoro non ha la presunzione di dare delle risposte, ma vorrebbe semplicemente suscitare un dubbio, una riflessione, o... perché no?, una risata (amara).

 Giorgio Mattei - 11/12/2010 13:18:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Franco Fabiano]Carissimo Franco, grazie davvero per il tuo contributo. E’ proprio dalla "percezione" critica della realtà che nasce questo lavoro, da una presa di coscienza che vuol essere un impegno e un invito a costruire un futuro migliore - o anche solo a costruire, più semplicemente, un futuro. Grazie per averlo sottolineato!

 Nando - 10/12/2010 16:08:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Chiedo ancora scusa, ma rileggendomi mi sembra di dover chiarire meglio un concetto: quando dico non riesco a leggere i libri, è solo perché più impegnativi dal punto di vista del tempo richiesto e non per alcun giudizio di merito; probabilmente era già chiaro nel commento, ma nel dubbio di ambiguità ho preferito spiegarmi meglio.

Grazie

 Nando - 10/12/2010 16:03:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Di solito, non riesco a leggere i libri proposti; questa volta, invece, la lettura dei commenti mi hanno incuriosito e ho voluto anch’io leggere il volume. Una lettura senz’altro godibile, anche se mi ha suscitato riflessioni e sentimenti contrastanti.
Premesso che sono un ignorante, mi chiedo se sia in crisi la scuola oggi(senz’altro lo è come lo è il tempo attuale) oppure sia la scuola come istituzione in sé. così come l’abbiamo concepita dalla sua fondazione. ad essere portatrice di una crisi originale.
Un altro aspetto che mi fa pensare, è la contrapposizione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, con il primo che prevarica il secondo anche come detentore di un potere condizionante sulla vita collettiva.
Ripeto, le mie sono solo riflessioni accennate, istintive, non potrei argomentarle ulteriormente poiché privo di strumenti intellettuali e di nozioni per formarmi un’opinione fondata.
Sono comunque ottimista, fiducioso che l’avvenire aprirà anche nuovi percorsi alfabetizzanti, e mi auguro che arriveremo ad un sapere patrimonio collettivo e ad una cultura accessibile anche ai meno abbienti; recuperando, inoltre, una trasmissione della conoscenza in una relazione interpersonale vitale.
Vi chiedo scusa, le mie sono solo parole in libertà, probabilmente "fuori luogo"; però ribadisco: il libro è godibile e fa riflettere(quelle scritte sono le prime ma non le uniche).

 Guglielmo Peralta - 10/12/2010 15:57:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

Perché obbligare allo studio? La cultura è un dono da mettere a disposizione di tutti. Ma chi questo dono lo respinge, perché allora deve essere obbligato a riceverlo? La scuola va liberata dalla piaga dell’obbligo. Il problema è rendere la scuola gradevole, il dono accettabile. E tuttavia, non sempre tutto è gradevole a tutti! La verità è che tutta la società dovrebbe essere una grande scuola!

 Roberto Perrino - 10/12/2010 11:38:00 [ leggi altri commenti di Roberto Perrino » ]

Complimenti per un libro scritto bene, ben ispirato, e tagliente con leggiadra misura.
Ho letto "Una professoressa di Lettere" l’altra sera tra amici che hanno condiviso il gusto. Deliziosi i disegni che costellano le pagine.

 Franco Fabiano - 10/12/2010 11:16:00 [ leggi altri commenti di Franco Fabiano » ]

Caro Giorgio, anche da parte mia c’è un piccolo contributo per il tuo lavoro letterario, la raccolta che hai presentato. La visione, sapientemente descritta, della scuola è piuttosto condivisibile, specialmente per l’attuale condizione; non credo che descrivere la realtà oggettiva di un microcosmo sia un atteggiamento cinico, ma soltanto l’espressione di una propria percezione critica (ed è questa presa di coscienza che turba taluni).
Franco Fabiano

 Giorgio Mattei - 10/12/2010 10:11:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Mariella] Grazie Mariella! sinceramente non credo di aver capito proprio tutto della scuola, ma mi fa piacere che questo piccolo lavoro ti sia piaciuto!!

 mariella Vallesi - 10/12/2010 09:51:00 [ leggi altri commenti di mariella Vallesi » ]

molto bravo e preciso. hai capito tutto della scuola. Bella prosa, incisiva e vivace. Congratulazioni

 Giorgio Mattei - 09/12/2010 22:15:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Narda] Cara Narda, grazie per il tuo commento. Credo di essere scettico e non cinico, il cinismo non porta da nessuna parte, anche se apparentemente sembrerebbe il contrario. Come immaginerai, non posso non invidiarti l’incontro con Pasolini...

 Giorgio Mattei - 09/12/2010 22:08:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Nadia] Cara Nadia, a me sembra invece che di cose da dire e da scrivere tu ne abbia davvero tante, e tanto belle. Fregatene delle sillabe, è ora di prendere la penna in mano! Grazie a te per tutto quello che hai scritto!

 Nadia - 09/12/2010 18:38:00 [ leggi altri commenti di Nadia » ]

Ciao Giorgio, grazie molte per avermi inclusa nella lista dei destinatari. Ho letto la raccolta di poesie e ho pensato che sono contenta che ci siano persone come te.
Trovo l’ironia tutt’altro che fuori luogo...
Per quanto riguarda la metrica, le undici sillabe...beh, un giorno mi spiegherai, non sono una grande lettrice di poesie per il momento, una volta ho letto in un libro che c’è un tempo per ogni cosa...
In attesa che arrivi il tempo delle poesie per me, e tu certo con le tue ne sei il tramite, ringrazio te e tutti quelli che come te hanno delle idee, dei pensieri, dei valori, ma soprattutto sono giovani, aggettivo che purtroppo non può essere usato quando si parla dei nostri governanti, di destra o sinistra che siano.
Devo dire che le etichette mi sono sempre andate strette, mi sono sempre sentita molto Nadia, poco di destra, un pò più di sinistra, ho sempre preso un pò qua e un pò là, qualcosa da tanti e quasi mai tutto da un’unica persona...con l’unica eccezione di Lou Reed, il mio eroe, i cui testi sono il vero Verbo per me...
Dai che scherzo!
Da mamma sento molto l’argomento scuola, ma sento molto anche la mia impotenza davanti a questi cambiamenti repentini.
Quello che riesco lo faccio a casa con i miei figli e condivido appieno la tua idea di "linguaggio del comportamento", quello che chiamiamo "esempio", e quello che diamo ai nostri figli quando agiamo e che vale più di mille parole. Vale più di mille parole quando si tratta di trasmettere valori o concetti o non so come chiamarli dato che il termine "valori" mi sembra troppo "di chiesa". Senza nulla togliere alle parole, che integrano le azioni, le valorizzano e ci parlano di persone che non conosciamo e che quindi non sappiamo come agiscono.
Pensavo di non aver niente da dire e invece ho scritto un fiume di parole. Mi sembrano sensate, ma ho dormito poco e male stanotte (2 su 3 con febbre, vomito, mal di gola, mal di orecchie...)quindi ti prego di essere clemente con la mamma (sempre un pò in ansia) che c’è in me...
Ciao!

 narda - 08/12/2010 18:41:00 [ leggi altri commenti di narda » ]

Caro Giorgio, sei brava e cinico o perlomeno scettico quel tanto che i tempi chiedono.
Da vecchia sessantottina non pentita e neppure traditrice so che abbiamo fallito la politica e modificato il costume. La scuola che descrivi la conosco, ne condivido lo sguardo del giovane un po’ saccente. Per quanto riguarda Pasolini, oltre che leggerlo , ho avuto la fortuna di conoscerlo, a Bologna, quando ostinatamente si tratteneva a ricevere la gragnola degli insulti dopo la sua lettera sulla rivoluzione dei borghesi. Si sbagliava e non si sbagliava. Non si era tutti borghesi, ma gattopardescamente la borghesia si è ripresa più forte di prima. Che dirti? Musica e poesia vanno a braccetto. Amale, cercale in te: è facile travisare quello che si vede negli occhi degli altri.

 Giorgio Mattei - 07/12/2010 20:47:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Maria Musik] Carissima, Maria, grazie per il tuo commento e per aver gradito l’e-book. Come hai notato tu stessa, ho lasciato alla postfazione la chiave di lettura di queste poesie. Sull’impressione che "nessuno si salvi" a prima vista sembrerebbe davvero così anche a me (considera l’attualità...); in realtà un certo tono drastico, direi quasi iperbolico, serve solo a favorire una presa di coscienza da cui muovere. Come avrai capito dalla lettura finale, nonostante tutto... io sono ottimista.

 Giorgio Mattei - 07/12/2010 20:41:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per franca Alaimo] Carissima Franca, grazie a te per aver letto e commentato queste poche poesie. Sarei onorato se tu proponessi la lettura della post-fazione ai tuoi alunni, e curioso di ricevere un riscontro. Sulla situazione attuale ha già detto tutto il tuo commento; io aggiungo solo che l’idea della "scuola dell’obbligo" è nata dalla lettura delle Lettere Luterane di P.P.P., e che credo che non spetti alla poesia dare risposte alla società, dare certezze, ma suscitare dubbi, scuotere le coscienze, porre interrogativi: questo sì credo sia compito almeno di una "certa" poesia, che abbia una qualche velleità civile. Lungi dalla presunzione di fornire una qualche verità con quanto ho scritto, se almeno riuscissi a scuotere un poco gli animi di quei giovani (che, concordo con te, penso non sappiano esattamente come e perché si stanno muovendo; ma come colpevolizzarli? E come NON colpevolizzare la generazione dei loro padri?)forse sarei già soddisfatto...

 Maria Musik - 07/12/2010 20:38:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Se devo dire la verità, benchè mi piacesse il racconto poetico (abbiamo in comune l’amore per Pavese poeta), leggendo mi dicevo: "Possibile che nessuno, tranne il bidello, si salvi?". Poi, la post-fazione, ha chiarito il tutto.
Riservandomi il dovere/diritto di rileggere ed approfondire, pur esprimendo un immediato gradimento dell’e-book, devo dire che proprio la post-fazione mi è parsa essere il pezzo "più forte".

 Franca Alaimo - 07/12/2010 19:17:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Carissimo Giorgio, sono una poeta, ma anche una prof. ormai alle soglie del pensionamento, e, dunque, puoi immaginare quanto queste poesie dedicate sulla scuola dell’obbligo mi abbiano coinvolta. I miei studenti, in questo periodo, sono in autogestione e guardo con dolore cosa stanno facendo di se stessi. Non hanno affatto capito per cosa stanno lottando, e forse stanno solo astenedosi dalle lezioni per il gusto di sottrarsi ad un minimo di dovere. Il loro futuro ( terribile la provincia del sud ancora di più della città , perchè la modernizzazione dei costumi è solo un’imitazione insulsa, senza vera libertà, senza consapevolezza etica, e per di più in un ambiente privo di qualsiasi stimolo culturale ) è, purtroppo, l’assenso incondizionato, la cosità. E così consumano la loro giovinezza consumati da un sistema che non contestano affatto pur facendo finta di contestare, collaborando con il loro comportamento al nulla che vogliono che essi siano. La scuola privata viene finanziata abbondantemente, vi si preparano le nuove leve del potere; le scuole pubbliche affondano nella miseria e nel degrado e loro non capiscono di quanto e cosa siano impoveriti; anzi amano che sia così in modo da non faticare, tanto ci sono mamma e papà a finanziarli.
Io dico loro che innazitutto devono fare crescere l’anima, che per non farsi schiacciare devono conoscere il potere della parola, che, se vogliono migliorare il mondo, devono sapersi difendere e che, se vogliono difendersi, devono diventare veri uomini, uomini e donne interi. Io ho vissuto un’infanzia molto povera e sono andata avanti con le borse di studio e però non ero una secchiona,; mi divertivo con i miei amici, mi innamoravo, andavo nei pub a ballare, leggevo gli autori contempornei che la scuola non proponeva, maturavo le mie convinzioni ideologiche, tollerando giosamente insulti ebastonate durante il ’68, ma soprattutto ho capito subito che, se non volevo essere povera nè dentro nè fuori, dovevo superare in bravura i figli di papà che poi avrebbero trovato subito il lavoro pronto; che per non farmi schiacciare, dovevo conoscere e usare la lingua per controbbattere, esprimermi, manifestare la mia identità.
Io questi miei figli li vorrei abbracciare ad uno ad uno e destarli alla vita e raccomandare di guardare diritto negli occhi il male di questa società, ma sono una canna nel deserto e la mia voce giunge a pochi, ed è indigesta perfino a molti miei colleghi perfettamente allineati econtenti di non fare nulla in questi giorni di autogestione:anzi giocano pure a ping-pong con gli allievi, intercalano volgarità nei loro dialoghi con gli alunni, per apparire loro giovani amici. Io sono vecchia e so di dovere essere per loro una "maestra".
Ecco, allora, grazie per queste poesie. Penso che leggerò ai miei alunni la tua post-fazione, appena la manifestazione sarà finita. Per ora fanno finta di conoscermi, proclamano con i loro sguardi la mia non utilità.

 Giorgio Mattei - 07/12/2010 17:50:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mattei » ]

[Per Loredana Savelli] Carissima Loredana, mi fa molto piacere che i testi ti siano piaciuti e che tu li condivida, grazie mille! un caro saluto - Giorgio

 Loredana Savelli - 07/12/2010 06:41:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Molto divertenti i ritratti, molto interessante la postfazione.
Sono immersa nei tuoi stessi dilemmi (sono forse la professoressa di musica che hai descritto...) e penso di condividere anche la tua passione civile. Complimenti Giorgio, non tutto è perduto se a 25 anni ragioni così.