:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

« ultimo pubblicato prec » « suc primo pubblicato »

eBook n. 83 :: Eros corale, di Saverio Bafaro
LaRecherche.it [Poesia]

Data di pubblicazione:
01/09/2011 12:00:00


Formato PDF - 228 KByte
Scarica/apri/leggi [download] »
Aperto/scaricato 1964 volte

Downloads totali: 1964
Ultimo download:
21/03/2026 17:34:00

# 22 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 Antonio Fiori - 30/10/2016 22:57:00 [ leggi altri commenti di Antonio Fiori » ]

Eros come latore di conoscenza inconsapevole, affidata alle spinte corporali. Solo la ’paura dell’estasi’ tenta frenate o dubbie discipline. Ma il destino quello di ’varcare la soglia/conoscendo ogni voglia’

Le prime poesie cercano di restituire l’eros primordiale, a cavallo tra il mito e la preistoria, cercano quell’animalit da cui discendiamo - come in Verbo, e in Eros corale - e che fino ad oggi si protende (per esempio nell’impossibilit di distinguere ’l’urlo dal gemito’).

Uno dei pochi lasciti razionali di queste visitazioni poetiche di Eros la percezione del legame tra Amore e Morte: l’ ’avere in premio e in pasto/ un pezzo anticipato di morte’. L’Amore tutto, come Dio indescrivibile (o quasi: geometria, premio nascosto, motore mobile, fine insegnamento, sono attributi tentati).

Con ’la pienezza delle pratiche il dolore scompare’ e la poesia cerca con pazienza similitudini e metafore, prima religiose (s’indossa la Grazia, si ’procede dal molteplice all’uno’, si riesce nell’estasi a espellere ’il pomo d’Adamo’) poi pagane (Dioniso, il Sultano, i sogni di vergini).

In chiusura la silloge sembra defluire in un tempo vicino, in una quotidianit epigrammatica. Troviamo la forza di Coito, l’intensit delle poesie pi brevi ed esplicite, ma sempre, alla fine, con un residuo di mistero: ’lotte mistiche/invisibili e inspiegate alleanze’ e anche ’Sar dono o sacrificio? Mio amore tentato/ dove mi conduci cieco?’.

Ecco, lo ’svelato mistero’ e limpidezza della primavera che dichiarano le ultime due poesie sono solo sensazione e auspicio perch, quando riprenderanno gli ’irresistibili giochi’ , si ricomincer la danza di Amore e Morte ed il mistero ri-veler Eros.

 Pierino Gallo - 16/05/2012 16:22:00 [ leggi altri commenti di Pierino Gallo » ]

C una sensazione costante a leggere Eros corale di Bafaro. I versi scorrono sul rigo come su un pentagramma e le immagini, scatti incisivi, si impongono agli occhi. Si potrebbe parlare di poetica dei corpi, o di mistica carnale. La terra infatti ha le connotazioni della madre, della femmina, della generatrice. Copiosi sono i simboli fallici, accanto a quelli vaginali. Lafflato lirico di alcuni passi consacrano Bafaro al ruolo di poeta indiscusso del panorama letterario pi attuale: Svelato il mistero / il tuo corpo / trova pace / nel respiro delle bestie. Pierino Gallo

 Leonardo Renzi - 04/05/2012 12:19:00 [ leggi altri commenti di Leonardo Renzi » ]

Una sessualit esplorata con finezza e ironia, rifuggendo al volgare cos come al morboso, alla ricerca di un equilibrio classico fra dolcezza e violenza, vitalismo e desiderio di morte. Sembra di trovarsi di fronte ad un Jacques-Louis David erotizzato: i corpi sono di carne e marmo, sospesi fra il movimento dei muscoli e la posa immortale delle statue.

 Luigi Zacco Giovanelli - 02/02/2012 22:09:00 [ leggi altri commenti di Luigi Zacco Giovanelli » ]

Un neaniskos dei nostri tempi. Giovane, e cos antico. Un’irruzione di luce pagana, rito distante e vicinissimo, piacere della scoperta, curiosit dell’essere. Erastes, ma lui direbbe erasts, sempre eromenos, da sempre. Con assoluta in-coscienza squarcia il velo e mostra la nudit primigenia. E vola in una musica libera da vincoli, tanto ligia al piacere. Benvenuto, giovane satiro, il mondo tuo !!!

 Giorgio Mancinelli - 22/12/2011 09:48:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mancinelli » ]

Una poesia scultorea che rende la superficie dura del marmo unepidermide esultante di sensazioni, quasi che ogni congiunzione, ogni sottile anfratto interstiziale, sia attraversato da una linfa daudacia e dardore epico, talvolta tendente a un fine autoreferenziale non specificamente lirico-poetico. La forza interiore che spesso da essa si sprigiona pur da luogo a una sorta di sospensione del verso creativo, che acquista cos forte carica emotiva sebbene psicologicamente artata, tendente a nascondere un dualismo piuttosto che a liberarlo. Donde lapollineo e il dionisiaco (il mascolino e il femminino)sincontrano, si fondono, si alternano, come in un gioco di specchi in cui sinfrange una luce opaca di peltro. Ci nonostante la simbologia scaltra, il verso rapido, tale da far pensare a un classicismo rivisitato e reso attuale, nella cui lettura pressoch possibile perdersi o, viceversa, ritrovarsi intimamente.
Bene a fatto la Recherche ad accogliere in un singolo e-book lopera di questo giovane autore che si affaccia dirompente sulla scena della poesia con la sua coraggiosa irruenza. Auguri.

 Salvatore Duro - 30/09/2011 19:04:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Duro » ]

"Ma il corpo che si dimena
nellodore e nellattrito
il valore dellora che rimane"...
... lapidario...
"Questo abbraccio mortale
cos odoroso di carni
che fra il declino e lascesa
sospeso
atroce attesa
umano fuoco di pira"...
... energia...
"Nel suo odore
gli allegri segreti della carne
i tormenti estremi
i sacrifici di luce
latroce e insvelata morale
delle fiabe"...
... carne e sogno insieme.
Che dire? Saverio Bafaro, vera scoperta, non lo conoscevo ma un certo Principe me ne ha parlato. Il mio entusiasmo rispecchia quello che si legge fra le righe bafariane, la sua carica poeticamente energetica. C’ molto di platoniano, un amore fisico ben ribadito (Convito: Chiunque voglia arrivare in fondo alla sua vera strada, cominci da giovane a ricercare i veri corpi...), la realt dell’umana follia espressa in poche parole, fucilate verbali ben centrate su cuore, mente e, permettetemi, genitali.
Bravo

 Giuseppe Grifeo - 20/09/2011 18:47:00 [ leggi altri commenti di Giuseppe Grifeo » ]

Sono rimasto folgorato dal commento di Pasquale Giannino, un "ritratto" arguto, preciso, in cui non possibile non rispecchiarsi parlando di Saverio. Veramente ottimo. Mi sono anche divertito a leggerlo.
Aggiungo infine, basta una volta per tutte con poesia alta, bassa, media, giovani che si devono fare, adulti gi fatti, over 60 gi andati... sempre poeticamente parlando. Non sono questi i crismi giusti per riconoscere la poesia e il poeta.
C’ solo la poesia in tutte le forme, altezze (o bassezze) ed et che una mente pu e potr mai darle, in tutti i linguaggi cerebralmente e spiritualmente utilizzabili.

 Pasquale Giannino - 20/09/2011 12:18:00 [ leggi altri commenti di Pasquale Giannino » ]

Saverio Bafaro non un poeta giovane: Saverio Bafaro un poeta. Il poeta non ha et, il poeta un vecchio col cuore di un bambino, un ragazzo che non invecchia mai... Saverio della terra che fu di Alvaro, Lorenzo Calogero e Leonida Rpaci. Una terra martoriata e dimenticata, una terra dai tratti aspri e generosi come il cuore della sua gente. Ho letto questa raccolta in una ventina di minuti. Poi l’ho riletta e l’ho riletta ancora. Alla terza lettura ho capito che Saverio mi voleva prendere per il culo. In questa raccolta Saverio non canta l’eros ma poeta del corpo. L’idea dell’eros che riesce a evocare la sua voce non un concetto astratto ma prende forma e sostanza nella materia del corpo. Oserei dire un Walt Whitman del nostro tempo. E lo fa in maniera scarna ma non banale, con dei versi asciutti e privi di orpelli che arrivano dritto al cuore. Ma questi versi cos essenziali ed evocativi, questi versi cos rapidi e moderni sono ben radicati nella tradizione di cui l’autore mostra di essersi nutrito da quando era in fasce. Ma lo fa con leggerezza, con aria pi sorniona che musona. In questa raccolta ontologica Saverio canta il prepuzio dellEssere / insorto, dilatato nelle pareti, nonch Il tuo cazzetto sbava / mentre lei / lenta / lecca / il tuo scroto acre. Me lo immagino Saverio in questo momento: l che se la ride mentre noi ci affanniamo a dire delle cose intelligenti sulla sua opera. Saverio Bafaro un poeta autentico, un figlio di Calabria degno dei Maestri che lo hanno preceduto. Saverio Bafaro un briccone come pochi.

 Daniela - 19/09/2011 16:32:00 [ leggi altri commenti di Daniela » ]

Saverio sei tu quell’uomo d’ebano, ti vedo nella tua poesia, sono versi veri, metafore e immagini vivide e penetranti. Ho apprezzato la durezza di alcune parole come quello "spulciami" accostato alla dolcezza dell’"ora infinita" in Verbo, mentre riconosco che in altre liriche il sapore acre di alcuni termini non trova un contraltare perdendo forse d’equilibrio. Ma non forse l’eros anche questa perdita d’equilibrio che ci lascia a volte sgomenti?

Tutto il mio apprezzamento.




 Antonio Spagnuolo - 13/09/2011 19:30:00 [ leggi altri commenti di Antonio Spagnuolo » ]

Per il caro Maggiani - Ben conosci la stima che rivolgo al tuo lavoro e alle tue composizioni , et scelte editoriali. E’ chiaro che la mia riservatezza ed il mio diniego ad alcuni Blog (eccessivamente fuori dalla severit critica e pieni di "elogi" et "sviolinature" che nulla aggiungono al bagaglio culturale dei poeti presentati) non ha nulla a che fare con il tuo Blog ,che reputo serio e ben equilibrato (!) e che seguo con piacere. Circa poi ad alcune poesie del giovane Saverio ti prego di rileggere diversi passaggi e condividere che diventano troppo acri e poco corretti per un palato avvezzo alla poesia "alta". Perdonami ! Perdonami ! Perdonami ! Antonio Spagnuolo

 Roberto Perrino - 12/09/2011 20:29:00 [ leggi altri commenti di Roberto Perrino » ]

Ho letto con entusiasmo questo libro! Mi sembrato di leggere un poeta greco o latino, un ironico Catullo ragazzaccio e poeta novus, o di ammirare la spensierata pornografia pompeiana. E poi la forma, sintetica, diretta, fotografica, e allo stesso tempo poeticamente innocente. Il ragazzo si far?

 Roberto Maggiani - 12/09/2011 19:51:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

@ Spagnuolo. Grazie per il suo intervento tanto appropriato per quanto riguarda la necessit, anche nei blog, di una pi attenta critica ai testi poetici pubblicati, senza sbandierare benevolenze e illudere i poeti. Bene dunque allo stimolo di un dibattito intorno ai testi. Tuttavia non sono d’accordo con la critica mossa all’opera in questione di Saverio Bafaro; ovviamente, avendolo proposto, crediamo che sia una poesia valida e autentica e che, soprattutto, rispecchia il giovane popolo a cui l’et di Bafaro lo fa appartenere, con la sua immediatezza, a mio avviso mai scadente, semmai onesta, senza falsi moralismi. Scritta con perfetta cromaticit lirica. Ma questo il mio parere. Inoltre spero che la sua accusa iniziale ai blog non si riferisca a larecherche.it dove invece pensiamo di accompagnare gli autori, novelli o gi in percorso, mettendone in luce i pregi prima di tutto, ma anche indicando le linee possibili di lavoro per rendere pi incisiva la loro scrittura (veda ad esempio la mia ultima recensione alla raccolta poetica "I giorni del vino e delle rose", del giovane Luca Buonaguidi). Dunque felice di questo suo intervento, ce ne fossero di pi.

 Antonio Spagnuolo - 12/09/2011 18:04:00 [ leggi altri commenti di Antonio Spagnuolo » ]

Non amo ed ormai non seguo pi i Blog che presentano "commenti" tutti entusiasmanti e tutti elogianti , in una fiera della vanit, la quale nulla aggiunge alla vera cultura ed alla vera poesia.Nelle poesie del giovane Saverio possiamo distinguere con attenzione "stile/forma" e "contenuti" , sorprendendoci per la validit della scrittura, ben equilibrata e ben sorretta, pagina dopo pagina, ma titubanti per la acre rappresentazione dei contenuti, troppo crudi e troppo agghiaccianti per la semplicit (oserei dire ingenuit, se il vocabolo potesse reggere al pornografico)! Alcuni passaggi , mi si perdoni la severit , dovuta alla lunga militanza della mia poesia, alcuni passaggi rischiano di lasciarci a bocca acida, immaginando le varie fasi di un coito, o le umide linguate di una femmina. La poesia si ispira all’empireo e non sempre corretto precipitare nell’animalesco, anche se ben descritto e ricco di metafore incompiute. Nel grande serbatoio del rimosso si scoprono tutte le implicazioni dellesperienza dellio, sociale e storica, tanto che il raccordo tra privato e pubblico si mantiene praticabile ed efficace ai livelli pi profondi e forse decisivi per una comprensione e distinzione da altro orizzonte, ove limmaginazione si isola e si contestualizza in alchimie deformanti.La poesia espressione dell’io , ove e quando il subconscio riesce a realizzare le misure del dicibile. Mille auguri allora e buon lavoro per un futuro sempre pi brillante.Antonio Spagnuolo -- http://poetrydream.splinder.com -

 gabriella - 09/09/2011 08:20:00 [ leggi altri commenti di gabriella » ]

E’ molto raro trovare versi cos impetuosi, veri, sensuali, carnali.
Finalmente versi asciutti, senza rindondanze, comprensibili e profondi. Un linguaggio sul corpo che spesso manca, difficile ricerca che il giovane Saverio affronta benissimo, con disinvoltura.
Belle veramente, saluti
Gabriella

 piero crida - 06/09/2011 15:28:00 [ leggi altri commenti di piero crida » ]

Fu la Baronessa Karen Blixen, in un suo acuto saggio (Daguerrotyper - 1951) ad esaminare con attento occhio quattro possibili frammenti, quattro incarnazioni dellimmagine femminile: langelo custode, la donna di casa, la baiadera e la strega. Per il poeta, langelo custode altro non che la propria ispirazione, la propria Musa, figura introiettata, parte integrante di se stesso. Non cos per la donna di casa, la madre. La prima raccolta di Saverio Bafaro era composizione di inni alla madre. Con egoismo e amore che sono definizioni stesse del figlio, indagando la madre, la spogliava e separava da ci che la definiva tale: il padre. Un padre assente, relegato a ruolo dimmagine del Male (Salvami madre dai baffi del padre).
Una madre assoluta, in se stessa conclusa, un eco inevitabile, quanto involontario, diconografia assimilata per osmosi: la vergine-madre da adorare.
In Eros corale giunto, ora, il tempo, per Saverio Bafaro, dincontrare e cantare lamante carnale, la baiadera.
Con la carne e i suoi umori, nuove voci s impongono al vocabolario della scrittura. Paura, estasi, urlo, gemito, fiato, lingua, saliva, volutt, morte.
E storia antica e presente quella di cantare lEros. Dal Cantico a Kavafis, dallAretino alle Limericks, da Hafez ad Apollinaire, a Piumini, allArsan, in sordide sale di cinema pornografici o in chiacchiere da desolati bar di periferia, ovunque e in ogni tempo si ripercorrono eterni riti, si assolvono sacrifici , ripetono formule, cos che lEros sia celebrato, la sua cangiante gloria assaporata.
Saverio Bafaro in questa nuova, impeccabile raccolta, mostra in sviluppo ci che gi germogliava evidente nella raccolta delle poesie alla madre. La capacit di espandersi in linguaggi disparati e di accostarli in sorprendente convivenza, per qui accerchiare, e meglio affrontare, forte di questi molteplici sensi, linviolabile segreto.
In Eros corale le molte voci s intrecciano, ora la carne stillante, ora le spacconate, ora la furia , la terra, lolimpo, i miti , la trascendenza.
LEros poesia di se stesso, e la scrittura, come tutte le Arti, di questa poesia non pu che esserne ombra.
Saverio Bafaro ha conosciuto la Poesia nellatto dellEros, e sulla carta ne ricostruisce, sapientemente, magistralmente, la traccia, distillandone, con frammentarie quanto sicure voci, il Mistero.

 Maurizio Mantione - 03/09/2011 17:27:00 [ leggi altri commenti di Maurizio Mantione » ]

una scrittura feroce e delicata, quella di Saverio Bafaro; la scelta di alcune parole che feroce, insolita, meno comune forse a quanto si muove nel mio incontrare la poesia, eppure alla ferocia fa eco un parlare di passione e amore con delicatezza, del piacere dell’incontro; mi sembra di trovarvi una religiosa visione dei riti delleros, unappartenenza di specie alla cultura classica ed ai suoi miti:
senti la sirena
e non distingui
lurlo dal gemito
(da La Sirena, p. 9 del suo e-book)

 Giuseppe Grifeo - 03/09/2011 13:05:00 [ leggi altri commenti di Giuseppe Grifeo » ]

E’ sempre con stupore che assaporo i versi di Saverio, poche parole racchiudono un mondo di concetti, sensazioni, in questo caso il nostro carico di passato, presente e futuro nell’Eros.
Sensazioni a volte devastanti, altre volte inebrianti ma con la stessa violenza. Sentirsi parte di quelle "intere moltitudini" ma anche unici nelle nostre personali esperienze. Cos Saverio si racconta e ci racconta, esseri di carne, sangue, sudore, terrestri ma anche tanto figli dei cieli, tesi fra il peso della gravit e l’aspirazione al volo.
Il ritratto totale, completo...

 Concetta Di Lunardo - 02/09/2011 15:20:00 [ leggi altri commenti di Concetta Di Lunardo » ]

Ciao Saverio belle le tue poesie, una sintesi di quellarmonia che univa lapollineo ed il dionisiaco nellantica grecia presocratica.Mi piace immaginare la tua ispirazione tra l’ebbrezza dionisioaca ignara della crisi della metafisica, anche perch tutto il resto sar mortificante per quell’l’umanit che fuori dagli schemi oltre che per il libero pensiero. La mortificazione della tragedia greca, della poesia e della filosofia.Della vita!
Nelle tue poesie toccante leros e la bellezza che ispirano i corpi. Amo Foucault e mi sembrato di leggere nelle tue opere ci che il filosofo francese scrive nella forma del saggio. Hai letto Utopie ed eterotopie? Dimmi di s ti prego e non smettere mai di sentire l’ispirazione e la bellezza che nella tua individuali unica.

 Chiara - 02/09/2011 14:28:00 [ leggi altri commenti di Chiara » ]

scopro con emozione il tuo lato poeta!

 Adriana - 02/09/2011 12:25:00 [ leggi altri commenti di Adriana » ]

Leggerle tutte dun fiato..e poi rileggerle ancora e ancora soffermandosi sulla potenza di versi sintetici, completi che spezzano il respiro e scuotono lanima con sensualit.

Meravigliose.

Complimenti e in bocca al lupo Sav!
Adri

 Irma Capece Minutolo - 01/09/2011 18:21:00 [ leggi altri commenti di Irma Capece Minutolo » ]

"Per caso ci radunammo e per caso scoprimmo che nel nome della Festa il dolore scompare!"
Ho avuto il piacere di conoscere il poeta Saverio Bafaro: questo lavoro riflette al meglio la profondità e la delicatezza del suo essere nonchè il suo grande lavoro di ricerca e studio dell’animo umano.

 Loredana Savelli - 01/09/2011 09:35:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Impressionante la potenza di questi versi soprattutto pensando alla giovane et di Saverio Bafaro, padrone di uno stile gi maturo, nonch dotato di una meravigliosa capacit sintetica, a mio avviso, e particolamente ricco nell’esprimere la sensualit, assolutamente non pornografica, estetica invece, stupefatta, anelante a disvelare misteri di vita e non di morte.
Riporto solo una poesia tra tutte:
"Svelato il mistero
il tuo corpo
trova pace
nel respiro delle bestie".
"Eros corale", poi, che d il titolo alla raccolta, particolarmente esemplificativa della ricerca dell’autore.

Complimenti vivi, auguri.