Pubblicato il 05/04/2014 09:26:28
Amori di giornalista “J’ai deux amours...” cantava una volta il pubblico di un grande teatro, per onorare una grande cantante che aveva scelto di rivestire il bronzo della propria pelle coi colori mutevoli delle stagioni parigine. Due sono anche gli amori, dichiarati o manifesti, di Gaetano Afeltra (almeno per quanto riguarda la sua vita pubblica): il “Corriere della sera” e Amalfi. Ma dire “Corriere della sera” è dire inevitabilmente anche “Milano”, la sua vitalità, il suo dinamismo, il suo cuore più generoso e cosmopolita. E per due sere consecutive, il 28 e il 29 di agosto, queste diverse realtà si sono raccolte intorno a lui nell’austera ma accogliente cornice del Salone Morelli. Nella prima delle due serate, il giornalista-scrittore, nel ruolo di anfitrione, presentava al pubblico amalfitano il libro Pappagalli Verdi di Gino Strada - medico e docente universitario trasformatosi in “chirurgo di guerra” per passione umanitaria - al quale il giorno precedente era stato assegnato il Premio Viareggio per una sezione “internazionale” appositamente istituita, come ha tenuto a sottolineare lo stesso Afeltra. E per l’occasione, a sostegno dell’azione di Emergency e dell’équipe sanitaria di Gino Strada - che fonda, ovunque si dia emergenza, ospedali e centri di riabilitazione per le vittime delle mine antiuomo - il Centro Sportivo Amalfitano ha consegnato ai rappresentanti di quest’associazione la somma di un milione, raccolta fra i propri iscritti. Il secondo dei due incontri è con Ettore Mo, un altro grande del giornalismo italiano, di cui è appena uscito da Rizzoli il volume Sporche guerre, una raccolta dei suoi celebri reportages da fronti di belligeranza diversi - e mai troppo lontani, perché non ci coinvolgano tutti! E’ l’occasione per un affettuoso dialogo fra vecchi amici, sul filo di ricordi comuni che muovono da un unico centro: quel “Corriere”, primo amore dichiarato di Gaetano Afeltra. Apprendiamo così che nel ‘79, per intuito dell’allora direttore Franco Di Bella, Ettore Mo si trovò di punto in bianco trasformato da esperto di arte e spettacoli culturali, a cronista di guerra. Gli aneddoti si susseguono, e sembrano piccoli fatti, detti così, commentati dalla franca risata di Mo e dal sorriso pensoso di Afeltra: quasi note a margine in un diario d’autore. Un amarcord che apre per noi piccoli squarci su un particolare tipo di comunità, che cresce e vive come un organismo plurimo, in cui pulsa un solo cuore: il giornale! Teresa Nastri Napoli, 6/9/99
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