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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Da Le cote de Guermantes II

di Marcel Proust (Biografia)

Proposta di Redazione LaRecherche.it

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Pubblicato il 10/07/2011 12:00:00

Da LE COTE DE GUERMANTES II

 

 

 

[] (Sa tte tait tourne dans lombre, je ne pouvais pas voir si ses yeux laissaient tomber des larmes comme sa voix donnait le croire.) Je vous disais que jai fait cent pas au-devant de vous, cela a eu pour effet de vous en faire faire deux cents en arrire. Maintenant cest moi de mloigner et nous ne nous connatrons plus. Je ne retiendrai pas votre nom, mais votre cas, afin que, les jours o je serais tent de croire que les hommes ont du cur, de la politesse, ou seulement lintelligence de ne pas laisser chapper une chance sans seconde, je me rappelle que cest les situer trop haut. Non, que vous ayez dit que vous me connaissiez quand ctait vrai car maintenant cela va cesser de ltre je ne puis trouver cela que naturel et je le tiens pour un hommage, cest--dire pour agrable. Malheureusement, ailleurs et en dautres circonstances, vous avez tenu des propos fort diffrents.

Monsieur, je vous jure que je nai rien dit qui pt vous offenser.

Et qui vous dit que jen suis offens ? scria-t-il avec fureur en se redressant violemment sur la chaise longue o il tait rest jusque-l immobile, cependant que, tandis que se crispaient les blmes serpents cumeux de sa face, sa voix devenait tour tour aigu et grave comme une tempte assourdissante et dchane. (La force avec laquelle il parlait dhabitude, et qui faisait se retourner les inconnus dehors, tait centuple, comme lest un forte, si, au lieu dtre jou au piano, il lest lorchestre, et de plus se change en un fortissime. M. de Charlus hurlait.) Pensez-vous quil soit votre porte de moffenser ? Vous ne savez donc pas qui vous parlez? Croyez-vous que la salive envenime de cinq cents petits bonshommes de vos amis, juchs les uns sur les autres, arriverait baver seulement jusqu mes augustes orteils ? Depuis un moment, au dsir de persuader M. de Charlus que je navais jamais dit ni entendu dire de mal de lui avait succd une rage folle, cause par les paroles que lui dictait uniquement, selon moi, son immense orgueil. Peut-tre taient-elles du reste leffet, pour une partie du moins, de cet orgueil. Presque tout le reste venait dun sentiment que jignorais encore et auquel je ne fus donc pas coupable de ne pas faire sa part. Jaurais pu au moins, dfaut du sentiment inconnu, mler lorgueil, si je mtais souvenu des paroles de Mme de Guermantes, un peu de folie. Mais ce moment-l lide de folie ne me vint mme pas lesprit. Il ny avait en lui, selon moi, que de lorgueil, en moi il ny avait que de la fureur. Celle-ci (au moment o M. de Charlus cessant de hurler pour parler de ses augustes orteils, avec une majest quaccompagnaient une moue, un vomissement de dgot lgard de ses obscurs blasphmateurs), cette fureur ne se contint plus. Dun mouvement impulsif je voulus frapper quelque chose, et un reste de discernement me faisant respecter un homme tellement plus g que moi, et mme, cause de leur dignit artistique, les porcelaines allemandes places autour de lui, je me prcipitai sur le chapeau haut de forme neuf du baron, je le jetai par terre, je le pitinai, je macharnai le disloquer entirement, jarrachai la coiffe, dchirai en deux la couronne, sans couter les vocifrations de M. de Charlus qui continuaient et, traversant la pice pour men aller, jouvris la porte. Des deux cts delle, ma grande stupfaction, se tenaient deux valets de pied qui sloignrent lentement pour avoir lair de stre trouvs l seulement en passant pour leur service. []

 

 

***

 

 

Da LA PARTE DI GUERMANTES II

Traduzione di Giovanni Raboni, I Meridiani, Arnoldo Mondadori Editore

 

 

[] (La sua testa, voltata, rimaneva in ombra; non potevo vedere se i suoi occhi versassero le lacrime che la sua voce sembrava implicare.) Come vi dicevo, ho fatto cento passi verso di voi, con lunico risultato di farvene fare duecento allindietro. Adesso sta a me allontanarmi, e non ci conosceremo pi. Non ricorder il vostro nome, ma il vostro caso, affinch, quando sar tentato di credere che gli uomini abbiano un po di cuore, di cortesia, o semplicemente lintelligenza di non lasciarsi sfuggire unoccasione senza pari, mi ammonisca che, valutandoli cos, li metto troppo in alto. No, che abbiate detto di conoscermi quando questo era ancora vero perch, adesso, sta per non esserlo pi posso solo trovarlo naturale, lo considero come un omaggio, cio come una cosa gradevole. Disgraziatamente, altrove e in altre circostanze, avete pronunciato parole ben diverse.

Signore, ve lo giuro, non ho detto nulla che potesse offendervi.

E chi vi ha detto chio ne sia offeso? esclam Charlus in un accesso di furore, rialzandosi impetuosamente dalla chaise-longue dove, fino a quel momento, era rimasto immobile, mentre i lividi serpenti schiumosi del suo volto si increspavano e la sua voce si faceva, volta a volta, acuta o grave come una tempesta assordante e scatenata. (La forza con cui parlava abitualmente, e che gi, per strada, faceva voltare gli sconosciuti, era centuplicata, come un forte se, anzich al piano, viene suonato dall'orchestra, trasformandosi per di pi in fortissimo. Il signor di Charlus stava urlando.) Pensate dessere allaltezza di potermi offendere? Non sapete, dunque, a chi vi rivolgete? Credete che la saliva infetta di cinquecento omuncoli vostri pari, appollaiati uno sull'altro, riuscirebbe anche solo a inumidire i miei augusti alluci?

Da qualche istante, al desiderio di persuadere Charlus, che non avevo mai detto, n inteso dire, niente di male sul suo conto, era succeduta una folle rabbia, provocata da quelle parole dettategli unicamente - cos pensavo - dal suo smisurato orgoglio. Di tale orgoglio, del resto, erano forse, almeno in parte, leffetto. Quasi tutto il resto veniva da un sentimento che ancora ignoravo che non fu dunque colpevole, da parte mia, non tenere nel debito conto. In mancanza dellignoto sentimento avrei potuto almeno, se mi fossi ricordato delle parole di Madame de Guermantes, mescolare allorgoglio un pizzico di follia. Ma, in quellattimo, lidea della follia non mi pass nemmeno per la testa. A mio avviso, in lui cera solo orgoglio, e in me solo furore. Il quale (nel momento in cui Charlus smetteva di urlare per parlarmi dei suoi augusti alluci, con una maestosit accompagnata da una smorfia, un vomito di disgusto allindirizzo dei suoi oscuri bestemmiatori), il quale furore non si contenne pi. Un impulso irrefrenabile mi spingeva a spaccare qualcosa, e poich un residuo di discernimento mi induceva a rispettare un uomo tanto pi anziano di me e anche, considerata la loro dignit artistica, le porcellane tedesche posate intorno a lui, mi avventai sul cappello a cilindro nuovo di zecca del barone, lo buttai per terra, lo calpestai, maccanii a sfasciarlo interamente, strappai la fodera, lacerai in due la corona senza dare ascolto alle vociferazioni ininterrotte del signor di Charlus, e, attraversata la stanza, spalancai la porta per andarmene. Su entrambi i lati di essa erano appostati, con mia grande stupefazione, due lacch, che si scostarono lentamente come se si fossero trovati a passare di l per qualche loro incombenza. []



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