Pubblicato il 14/11/2008 22:24:57
Laria di tutti, non di tutti laria? Cos una piazza, spazio di citt. Pubblico spazio ossia pubblica aria che se di tutti non pu essere occupata perch diventerebbe aria privata. Ma se una piazza insieme alla sua aria in modo irrevocabile ingombrata da stabili e lucrose attivit, questa non pi piazza e la sua aria non che mercantile aria privata.
Cos una piazza, cos quel dolce agio che raccoglieva i sensi di chiunque abiti a Roma o fosse di passaggio? un vuoto costruito a onor del vuoto nellartificio urbano del suo limite. Se si riempie per tornare al vuoto perch a costituirla proprio il vuoto. Non fosse vuota infatti non potrebbe accogliere chi passa e se ne va. Per dragli maggior credito sinnalzano fontane e statue: certo sono belle e grazie al vuoto vantano splendore. Ma c qualcosa che pi della bellezza, il loro appartenere necessario a quel sicuro chiaro spazio vuoto. E questo pi orgoglioso grazie a loro. Un vuoto generoso di potere, una salute certa dello spirito, un bene di citt fatto interiore. Poveri quelli cui mancano le piazze.
naturale che si vada in piazza, ci vanno tutti, e certo non c piazza che si attraversi in fretta: quasi una timidezza rallenta i passi alle fontane, allacqua che fa il suo giro e torna su se stessa. La mente sosta insieme al corpo e guarda lo spazio e laria del riposo, ossia la piazza.
Dunque una piazza va lasciata in pace, non merce da farne propaganda. Ci pensa lei da sola ad animarsi, quello che importa che sia pubblica piazza. Si vuota si riempie e poi si vuota, accoglie chi sta fuori e lo contiene finch sta fuori, che prima o poi dovr tornare dentro. E se non cos non pi piazza, privata terrazza o lugubre infinito lunapark.
La felice bellezza negligente sta ferma intorno a te senza rumore, lhai vista, sai che c, neanche la guardi. Era il lusso di andarsene per Roma.
Ci sono forse altre citt del mondo che hanno piazze pi belle delle nostre, piazze perdute alla vista e al cuore, piazze vendute insieme alla citt?
Tratto da:
Cavalli, Patrizia La Guardiana Nottetempo, 2005
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