Pubblicato il 15/03/2010 14:17:55
Sul linguaggio (ovvero il trionfo della realt) (Boscotrecase 8/08/1970)
Eccomi in piedi stamani con lintento di scrivere. Di scrivere grandi cose. So gi che saranno sciocchezze. Ho un dolore alla nuca. Ieri ho bevuto parecchio. Cos ho deciso di scrivere. Avrei voluto studiare. Sar per domani.Si scrive meglio con la mano che col cervello. La mano scorre e si diverte a rincorrere le curve e gli angoli, sicura, il cervello trova sempre dei divieti daccesso. Io ho il dolore alla nuca. Hai mai provato a ridere pensando? Il pensiero una cosa seria, una maschera da teatro tragico. Il riso solo delle labbra. E il loro slancio che travolge il pensiero. La felicit tutta nel riposo della mente. Da vecchi, a volte, si potrebbe essere felici, quando il cervello se ne va in pensione; ma si tratta di una felicit monca. Essa priva del valore attuale. Bisognerebbe invecchiare da giovani. Sono tutte sciocchezze che parole in successione hanno la potenza di creare. LA PAROLA E UN FALSO. E il desiderio di potere delluomo. E lunica illusione che la bestia umana pu alimentare. Luomo parla, parla e crede di ingabbiare la realt. Pensa di muoverla come un burattinaio coi fili dei suoi segni o disegni. Crea il suo mondo su di un foglio di carta come il momento gli detta per il suo egoismo. Ma dietro al foglio c quella vera che ride, sorride in trionfo.
IL TRIONFO DELLA REALTA
-Nellultimo giorno, il pi solenne della festa, Ges si alz e disse ad alta voce: Chi ha sete, venga da me e beva. Come dice la Scrittura, fiumi dacqua viva scorreranno dalle viscere di chi crede in me- Parole.. Il tempo scandisce paziente le ore. Lorologio della chiesa ancora pi paziente: ripropone nuove dimensioni ogni quarto dora. Ci si fa una cultura per sopravvivere. Ci si fa religiosi per sopravvivere. Si ricorre sempre alle parole. E lunico strumento di dominio delluomo. I Romani non sapevano che farsene della cultura quando conquistarono il mondo. Poi non contenti, vollero anche la cultura, e, questa, rovin le loro anime; pose avanti mille costruzioni, derivazioni, sfumature, ed essi, si persero dietro di esse. Volevano eternare limpero e limpero per. La realt sorride di queste ragnatele. Vede luomo arrampicarsi sugli specchi delle sue parole e sghignazza. Ad ogni curva ella si presenta: lorologio riprende a battere il suo tempo. Luomo avrebbe voluto imprigionarlo il tempo; lo ha diviso allinfinito. Cos fanno gli studenti con le sigarette: ne fanno due rompendole a met; finiscono per buttar via due cicche, e, si rendono conto due volte di avere una sola sigaretta. E proprio stupido luomo, una stupida bestia. Credi tu che il mio cane pensi a morire? Egli non parla. Vive secondo natura, meno stupido delluomo. Altre parole.. La verit che noi dobbiamo creare, creare sciocchezze ma creare. Ognuno di noi deve farsi capitalista di un mondo effimero. Lo allarghiamo continuamente. Incassiamo e poniamo in banca. La cassaforte di ognuno piena di parole. Di tanto in tanto si rimette in circolazione questo capitale col desiderio (illusione) di rimuovere il presente che viscido, sfugge come una biscia dalle nostre mani. Fugge indietro e le mani, restano per acchiappare una nuova biscia destinata a sfuggire: ogni quarto dora suona lorologio. E lo specchio della coscienza. Quante bisce sono sfuggite? Si va in chiesa: -Introibo ad altare dei,ad deum qui laetificat iuventutem meam-. Parole.E il plagio degli umani. E unautoipnotizzazione. E un modo di convincersi a parole. -Beati pauperes spiritu, quoniam ipsorum est regnum coelorum- E si eternizza la vita. Si riesce persino a sorridere, se non si pensa, o, non accade che davanti alla chiesa si fermi un carro splendido di nero, otto bestie dinchiostro ed una croce. Salvatore Violante (inedito)
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