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Riflessioni: Chi Sono?

di Anna Giordano
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Pubblicato il 08/09/2017 11:32:47

Chi Sono?
È una domanda che spesso mi pongo e che volgo anche al plurale, chi siamo?
Siamo quello che ci aspettavamo d'essere secondo le nostre aspettative?
Oppure siamo quello che, malgrado, le nostre aspettative non siamo riusciti ad essere?
Sembra facile dire di sé quel che si è, ma la cosa si complica perché viviamo in uno stato di continua evoluzione che dipende non solo da sé, ma anche dagli altri, visto che la razza umana vive in comunità e dalla quale si attingono riflessi e riflessioni, quando su tutto, gli altri, non hanno una visione giusta della tua persona. Spesso dicono di te quel che tu non sei, ma quello che loro pensano che tu sia, distorcendo la vera immagine di ciò che sei.
Quindi è difficile, se non altro, perché comunque gli altri, influenzano chi li ascolta.
In passato, devo ammettere e dire, che mi hanno condizionata, me malgrado, a pormi delle domande, sovente alle quali non ho trovato risposta.
Oggi per non dire dieci anni fa, anno più anno meno, mi sono dedicata alla scrittura, anche se da sempre nutrivo passione per lo scrivere e avevo in mente di fare questo passo, mi ci è voluta una vita per farlo. Già c'è voluto tanto tempo, prima di ascoltare soltanto me stessa e, per una volta, senza tenere conto degli altri.
Deformazione ricevuta da una educazione rigida? Forse!
Oggi scrivo romanzi, racconti, poesie, pensieri e, fra tante altre cose, è quello che più mi piace fare, ma ciò non vuol dire che debba escludere dalla mia quotidianità il dedicarmi ad altro, no, sono troppo innamorata della vita e non posso non scoprirla nelle sue peculiarità poiché, come lei, sono poliedrica, perché nella diversità nasce e si scopre la vita in tutte le sue sfaccettature.
Vita di un pensiero, di un sogno, di un’azione… ma poi, ad un tratto, di tanto in tanto, ricado nella domanda: Chi sono?
È una domanda che frequente riemerge dal fondo in cui l’ho parcheggiata e nei miei pensieri primeggia una idea, dicendomi che scoprendo me, scoprirò forse gli altri.
Anche questo è un pensiero ricorrente ed è forse la mia ossessione di capire chi sono, da dove sono arrivata, la vita è un caso? Che mi fa persistere in in questa direzione.
La verità? Non lo so!
Dicono che il caso faccia bene le cose, ma la mia nascita è parte del caso? È stata giusta? Cosa sono venuta a fare in questo mondo? Potrei rispondere,ancora una volta: non lo so, ma provo comunque a cercarne il bandolo…
Dunque, se sono oggi qui, deve pur esserci una ragione, poiché credo che la casualità sia relativamente casuale.
Abbiamo tutti un compito ben specifico, anche se passiamo un’esistenza a domandarci quale sia il proprio, a volte penso che la vita possa essere paragonata a un gioco del quale siamo le pedine, mosse da una mano sconosciuta che c’induce a fare passi di cui non ne conosciamo il risultato.
Ma come tutte le cose, se ne analizziamo i loro perché, forse, riusciamo a trovare la spiegazione.
Ad esempio la mosca, a cosa serve una mosca? Quando sappiamo che sono fastidiose, portatrici di germi, insetto che all'uomo non serve a niente poiché dannoso alla natura, quando depone le sue uova nei fiori dei frutti. Inutile tormento in estate, quando il caldo appiccicoso le fa volare e ronzare nelle orecchie durante la siesta pomeridiana, rendendola una vera tortura.
È vero, direi che non servano assolutamente a niente!
All'uomo! Risponderebbero gli uccelli, che si nutrono anche di mosche e non sono i soli.
Sì ma gli uccelli a cosa servono? Anche se devo ammettere che mi danno la gioia quando la mattina apro la finestra e li sento cinguettare, ma ho bisogno di loro veramente? Anche loro non è che mi sembrino utili!
Mangiano l’uva, il grano e tanti altri frutti che l’uomo coltiva. Infatti, bisogna ingegnarsi, mettere lo spaventapasseri perché si tengano lontano dai campi, allora a cosa servono? Pensandoci un po’, devo dire che quei raccolti, di cui l’uomo è tanto geloso, lo debba anche a loro. Gli uccelli si nutrono d’insetti e non solo, alcune razze contribuiscono all'impollinazione e a mantenere pulito il terreno dai topi, mi riferisco agli uccelli rapaci,oppure talpe che devastano gli orti e non sono le sole. Ma le talpe a cosa servono? Sono devastatrici e lasciano gallerie dietro di loro che possono far sprofondare i solchi dell’orto insomma non ne vedo l’utilità! Ma ecco che ripensandoci sento il pensiero di chi può trovare che le talpe siano a loro utili e che dicono:

Le talpe forse a te non servono, ma per noi faine sì, siamo animali carnivori ed abbiamo bisogno di carne, i topi ad esempio, oppure le galline, insomma dobbiamo vivere!

Già, devono vivere… tutto si fa per la vita, si ammazza anche pur di salvare la vita.
Che strano, uccidere per sopravvivere, anche l’uomo lo fa, ammazza le bestie e ne mangia la carne, come pure i vegetariani o vegani che non mangiano carne, pensando così di non uccidere, ma non si rendono conto che comunque ammazzano una pianta, un piede di lattuga, una pesca, dei fagiolini e tantissime altre forme di vita, che servono per tenerci in vita. Se si pensa che la vita è solo quella animale ci sbagliamo e di grosso! L’errore si fa soltanto perché pensiamo che solo ammazzare un animale sia un atto atroce perché gli togliamo la vita, solo per vivere e versiamo il loro sangue, un liquido che permette di vivere, anche noi umani, ma è così anche per le piante, un frutto, quando lo strappiamo dall'albero gli diamo la morte. Le piante sono dotate anch'esse d’intelligenza, di vita che scorre nelle loro foglie o fusto che sia.
Anche se la linfa non è di colore rosso, scorre comunque dalle radici al fusto e dal fusto alle foglie, proprio come il sangue nelle nostre vene. In fondo, la vita esiste dappertutto, anche là dove non pensiamo che ce ne sia, è vero, ma la vita esiste solo perché c’è la morte. per quanto paradossale possa sembrare è così perché la mia vita e quella degli altri, ha motivo d’essere, solo perché togliendo la vita le permettiamo di vivere?
Anche perché nutrendosi possiamo vivere per dare la vita a nostro turno e permettere così che tutti gli esseri viventi, piante comprese, possano assicurare la continuità della propria razza.
L’uomo è un essere dotato di ragione, quante volte sentiamo questa frase? Mi direte tantissime volte. Sì tante, anche adesso sto ragionando, ma dove porta il mio ragionamento? Penso che la risposta l’abbia trovata qualche rigo più sopra: Morire per Vivere, la vita e la morte, due sorelle siamesi per le quali l’essere vivente si adopera per realizzarle,quando si nasce, e anche prima, siamo legati alla fatalità, alla morte, ecco! Questa è una ragione di vita, procreare per dare un senso alla nostra vita ed assicurare, dando la vita, anche la morte.L’una senza l’altra non hanno ragione d’essere. La morte esiste grazie alla vita e la vita grazie alla morte, sono due realtà inscindibili che si rinnovano costantemente e puntualmente con la nascita e con la morte, un inizio e una fine due momenti della vita su cui si basa il tutto. Una, implica la sicurezza dell’altra, anche se i percorsi possono sembrare diversi hanno una identica fine e un identico inizio.
L’inizio genera la fine e la fine genera l’inizio, un interminabile ciclo che col ripetersi dà risposta alla domanda:Chi sono? Sono l’inizio e la fine, sono la continuità della vita, sono la goccia che viaggia da millenni nelle vene di tante altre vite e che spera continuare questo viaggio per nascere e morire per poi, ancora, rifiorire.

21/09/2013 Anna Giordano

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