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Ad un passo dall’oceano.

di Antonio Aiello
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Pubblicato il 24/02/2016 18:39:25

     Ad un passo dall'oceano,  presso una duna torreggiante, si tenne  uno spettacolo senza copione, attori o spettatori.

 

     Le acque vicine avevano incanti di spume scintillanti o tenui e intense meraviglie cangianti.

     Qualcuno attendeva gli eventi con la curiosità più spontanea e la trepidazione più viva.

     Eravamo in tre e senza chiederci dove e perché evitammo anche di fare conoscenza.

 

     Sotto i nostri occhi,  in una gola sperduta, un assassino cercava vittime ma prima che ci scorgesse lo assassinammo.

     Una ninfa e tre santi si bagnavano nelle acque poco profonde dell'oceano. Ad un tratto la ninfa avvinghiò un grosso pesce guizzante che brillava di verde e d'azzurro. E mentre i tre santi innalzavano i loro sorrisi a Dio e le loro carezze sfioravano le acque, il grosso pesce sgusciò via dileguandosi. Un attimo dopo passò scivolando, in frettolosa indifferenza, un immane serpente corallo. La ninfa trasalì ma il serpente fu  presto lontano. Indi, tornò il grosso pesce ma come per giocare a non farsi catturare.

 

     Sulla duna, un pagliaccio vestito d'erbe e di rose danzò e rise e tanto buonumore arrise,  ma presto sparì e al suo posto giunse una regina con un cortigiano. Erano del Giappone e volevano regnare.  Li scacciammo.

     E non facemmo in tempo a rifiatare che una fiera bianca sbucò sotto di noi: aveva membra e movenze di iena e testa enorme di lupo. Ma noi provocammo subito una valanga di sabbia e fermammo per sempre la belva.

 

     All’improvviso mi trovai  tra due donne avvenenti e audaci. La prima si allontanò guardandomi senza interesse. L'altra mi offrì delizia ardente in un abbraccio.

     E mentre ero con lei vidi il Bologna perdere due a uno.

La gente commentava: -Il Bologna è una vergogna. Io, comprensivo, rispondevo:  - E' solo un manipolo di campioni  in un periodo di scalogna.

Dopo qualche tempo accesi la tivù: riprendeva il Bologna in una partita complicata. Il tempo passava, l'attacco non segnava, la difesa nervosa pasticciava e quando l'arbitro fece per portarsi il fischietto alle labbra per l'ultima volta, Savoldi, il centravanti bolognese che non segnava da almeno un mese, scavalcati due avversari, il portiere rivale sorprese.

Il Bologna vinse,  la scalogna perse. Il pubblico amico si esaltò e rise: -Viva il Bologna che, finalmente, ha sconfitto la scalogna!...

 

 

     Una radio trasmette la cronaca di Inter-Fiorentina, le squadre si danno una lenta e prevedibile battaglia e al trentesimo del secondo tempo, sono ancora,  tediosamente, sullo zero a zero, ma, ecco, all’improvviso, la radio tace e… un silenzio bianco, come di marmo, si propaga fulmineo inghiottendo plaghe e pensieri.

 


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