Pubblicato il 12/01/2010 20:20:46
Prologo
1. Il mio nme nn ra sinnimo di infamia, prima che qulla sra l'ignbile ignominia
2. di quel bacio sulla guancia a Ges, mio rabbun io dssi.Fu prprio l, il ricrdo il cor mi trancia,
3. nell'rto dgli ulivi, che consumai il misfatto. Ma chido un nuvo atto che tal nomea mi privi
4. nell'umana mia vicnda. Pr qusto un'orazine, che un po' d'onor mi rnda, vi far di quell'agne.
5. Vi, principi dl fro, sostente la mia vce! Nn lasciate che precce ssa risuni al cro!
6.E vi, gnti dl mndo lasciate il pregiudizio. all'universal giudizio c' gi Dio iracndo!
Epilogo
Quando Ges mi nomin fra i ddici migliri io, Giuda di Kero', il crso dgli onri
avvo gi intraprso dlla teologal carrira giacch il mio cnso ra di quel lignaggio e pso.
Nl tmpio a tu pr tu stavo cn Gamaliele e il fior fire d'Israele ma mollai tutto pr Ges.
Fu subito evidnte che il poter di Ges Cristo superire a gni vivnte mai in trra s'ra visto!
E ci nn dico a caso! l'ho visto ci mii cchi guarire chiunque tocchi, liberare gni pervaso.
E l'ho udito spiegare pi brani dlla scrittura la cui spiegazion dura pr il smmo profetare.
La gnte lo ascoltava dal sud al settentrine e mntre predicava crescva l'impressine!
"Credetemi il Messia " -dicvo a tutti quanti- "se Lui ci sta davanti nn ci sar pi chi dia
molstie al ppolo di dio! Hittiti e Canani, o Romani! Vi dico r io: all'armi fratlli ebri!"
Radunammo a profusine Samaritani e Giudi, crto prnti alla tenzne, cn in tsta i Galili.
Dpo tre lunghi anni passati a radunare flle dai mnti al mare e dpo tanti affanni
io chisi al Nazarno: - "Mastro , nn gi l'ra pr il suol, pr la dimra di levar il mrso e il frno?"
Alle viscere m'affrra la rispsta rassegnata: il Messia nn pr la gurra la missine ha designata!
Il suo vrbo pr la pace la sua ltta pr l'amre affranto sn nl cure ad intndere incapace!
E che cico sno stato dpo n'bbi coscinza d'orgglio e supponnza l'animo fu offuscato!
Ahi Caifa, anima nra che m'hai scavato il cure qual assetata fira hai succhiato il mio livre!
Snto ancor le tue parole: "Dimmi Giuda prediltto di Giuda! Chi, eltto a profta si vule
il suol, la patria, il tmpio lascerbbe ai sui nemici? Ci nemici van gli amici o vanno cntro all'mpio?
Lui, che r ne avrbbe agio cl gran seguito di flle perch nn ha il coraggio e la spada in alto tolle?
Chi re, sul trno side e in armi gli hosti infidi ricaccia ai lro lidi e ai padri l'onor ride!
Chi invce si rifiuta di admpiere la lgge il frnte rmpe in schgge d il nemico aiuta!"
Muta bbi la lingua e msta. conchiuse me infelice: - "E chi inrte se ne rsta dell'mpio bn complce!"
Nn fu pr trnta danari che io dunque lo baciai! Nn pr sldi! quando mai, pr simili salari,
tradito avri il Signre!?! Ma il Grande Sacerdte smmo suon le nte dl canto ingannatre!
Cos, mntre lo baciavo infatuato da quel canto Israele liberavo e di ci menavo vanto!
Ma il tintinnio d'argnto gli cchi sul mio malanno e sul suo vile inganno spalanc! E fu il tormnto
che termin sl quando prda di mii rimrsi all'rto me ne crsi e mi spnsi penzolando.
Ges, Figlio dell'Etrno mio Mastro e Fratllo dal fuco dell'infrno ti giunga quest'appllo!
Perdno, ancor perdno chiederti, Ges, io voglio pr la vilt e l'orgglio cn cui ho acclto il dno
dlla tua missine in trra. E vi che m'ascoltate l, d'gni bn lasciate di cura, affanno e gurra!
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