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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Un abbraccio infinito

di Antonio Aiello
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Pubblicato il 12/05/2015 15:56:18

Talora fino a te mi spingo

fino al tuo convento

ma allora trovo un campo da tennis

ed un mattino che splende sul gesso tracciato di fresco.

Dei frati stanno lì col sudore di chi ha trovato

e strizza l’occhio a chi s’affanna a cercare.

I ragazzi della domenica fanno ressa ad un bordo del campo,

qualcuno è rimasto a letto e grida agli uccelli...

Nulla di te!

Neppure nella smarrita meraviglia del vegliardo

o nella polvere che il cercatore agita assieme alla sua rabbia.

 

Venni con la rugiada del mio desiderio,

Venni in sogno,

Ottavio,  il caro Ottavio, era un’eco della penombra,

uno sprazzo di granelli dorati

in un’enorme risposta di silenzio.

 

Quante volte mi sono incamminato per una foresta

che non è tra quelle che si vedono con gli occhi.

Quante scalate, quanto sgomento d’abissi

con l’azzurro che invitava ad un abbraccio infinito!

Ebbro di speranze, lucente di fatica proseguivo…

Vedendomi, amiche nuove hanno sorriso,

amiche vestite d’ombra profumata.

Sarei giunto.

Con gli occhi aperti ove ogni spiraglio tace.

 

Antonio Aiello

 

Salerno, 1974


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