Pubblicato il 30/07/2015 18:29:33
Lultima sentinella
Un bel po dopo mezzanotte sono ancora in strada e cammino nellacquario dellinfanzia. Dopo le campane, tutto tace, solo il lontano riverbero dei bar e lindubbia sensazione che la vigilia di Natale mantenga una personale consistenza, una magia che si stende sulla carnagione della notte e avvolge i malati e i sani i bambini addormentati nellattesa i quarantenni accasciati sul divano che non sanno pi riempire una qualche mangiatoia.
Giungo a sfiorare le vecchie caserme abbandonate quei corpi debordanti che indossano sottovesti di calcinacci con lossequioso contegno delle tarde attrici in sfacelo. Come i vecchi hanno finestre spezzate e cancelli di ringhiere socchiuse. Sono invase dalla vegetazione spontanea e una peluria dacacia devasta il timpano delle torrette.
Mi fermo davanti a un cancello, sulla ruggine scorre ancora il disappunto della Perestrojka. Guardo dentro la visuale della luna e avverto il passo felpato della storia rianimare il tempo, le voci dei soldati sbiascicare il proprio passo di marcia, perdersi in un indistinto notturno. Poi fisso meglio le ombre allinterno e la vedo, a una decina di metri una volpe mi fissa. Non sembra spaventata tantomeno aggressiva, come camminasse su unacropoli sospesa. Restiamo cos, attenti alle mosse dellaltro, fino a mischiare la diversa condensa dei nostri respiri. Poi la notte, lentamente, ricopre entrambi con impronte pi lievi.
Meravigliose le reclute che la vita arruola.
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