Pubblicato il 04/10/2015 16:56:04
Anche se non serve (per Ali Al Nimr, condannato in Arabia Saudita a decapitazione e crocifissione)
Non scalfiranno la lama del boia le mie poche parole pattuite dalla pioggia n serviranno a vestire di bende le enormi ferite, lattesa morente. Non porgeranno nemmeno una spugna imbevuta daceto, avranno lesile suono dei passerotti in un parco sventrato nel cuore di Aleppo.
Appena ventanni e sei costretto a domandarti a quale punto la carne comincia a putrefarsi, quale volto ti staccher dalla croce con guanti di lattice sterili. Ti guardi le braccia pieni di nei il petto gi scucito a tortura, osservi le tue anche scarnirsi di scuro lamore pigolare sulla nuca ritrosa e non sai da che parte voltarti per non tradire il ricordo pi puro.
Ali, questo un abbraccio di parole di respiro potente e dinchiostro scadente che non riesce nemmeno a macchiare le tuniche bianche dei tuoi carcerieri nostri sodali di guerra e di greggio. Ali, questo un abbraccio di parole un abbraccio che si estende alle donne lapidate dai sassi, ai condannati per apostasia, ai violati nel tessuto interiore, ai violentati nella carne, ai sopraffatti dalloblio, confinati nella memoria sconosciuta, soggiogati dagli apprendisti stregoni del bene assoluto.
La nostra voce tace illesa non riesce pi a disturbare il sonno dei potenti,non riesce pi a tossire lorrore manifesto sulle scarpe seducenti dei sovrani. Restiamo a marcire al sole degli schermi calibrando puntuali petizioni sempre pi lievi, sempre pi tenui sempre pi attenti a non ferire chi potrebbe a sua volta colpirci alla schiena.
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