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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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I dialoghi di Platone

di Angelo Ricotta
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Pubblicato il 09/12/2017 20:23:46

Credo fosse il 1963. Mio padre aveva una cartoleria con vendita al minuto e all'ingrosso. Trattava, oltre agli articoli scolastici, molti tipi di carta. Ricordo in particolare cataste di balle di carta pane, carta paglia e  grandi pacchi (75x100 cm) di fogli di pelleaglio e di cellophane scrocchianti e dall'intenso odore di acetato. Le balle di carta paglia pesavano 42 kg cadauna: lo ricordo bene perché occasionalmente, dopo la scuola, davo una mano, caricandomele sulle spalle, a scaricarle dal camion della ditta che ce le portava per depositarle in magazzino. All'epoca mi divertivo molto in questa attività (devo pur riconoscere che allora avevo la forza di farlo). Insomma mio padre riforniva molti negozi della zona. Uno di questi era una libreria. Il libraio aveva accumulato un discreto debito nei nostri confronti e non si decideva a saldarlo nonostante le sollecitazioni di mio padre. Ad un certo punto, spazientito, mi diede l'ordine di andare a riscuotere il credito! Rimasi molto sorpreso per questo compito. Ero un ragazzo, anche timiduccio. Non avevo proprio idea di come riscuotere un credito. Comunque ubbidii e mi presentai dal libraio. Prima di confessargli quel che ero andato a fare mi misi a girare per la libreria sfogliando avidamente una gran quantità di libri. Il libraio mi guardò incuriosito attraverso le sue spesse lenti "Vedo che ti interessano molto i libri". Risposi timidamente "Si tanto, soprattutto quelli di filosofia". Mi indicò il ripiano più alto di uno scaffale "Sono stato professore di filosofia. Lassù ci sono delle collane di Filosofia e Pedagogia della Paravia e della Sansoni e anche letteratura della BUR. Vedi ciò che ti interessa". Salii sull'alta scala e cominciai a leggere di traverso i titoli dei volumetti: Aristotele-Logica, Isaac Newton-Antologia, Anselmo (Sant') D'Aosta-Proslogion e poi parecchi di Platone: Fedone, Fedro, Filebo, Gorgia, Teeteto, Repubblica...e quindi Bergson-Introduzione alla metafisica...Antòn Cechov-Il monaco nero, André Gide-La porta stretta...e tanti altri. Stavo lassù da un bel po' quando il libraio mi sollecita "E allora?". Non so come trovai il coraggio di pronunciare con flebile voce "Non so decidere...mi interessano tutti!". Il libraio mi osservò intensamente per qualche tempo e poi disse "Prendi tutti quelli che vuoi". Non me lo feci ripetere. Andando perigliosamente su e giù dalla scala scaricai per terra ben 76 volumetti polverosi dal prezzo che andava da 200 a 700 lire cadauno. Mi dovetti far dare uno scatolone. Mentre me lo portavo via a fatica gli dissi "Poi ci pensa mio padre a pagare". Il libraio mi guardò con un lieve sorriso benevolo e rispose "Va bene ragazzo, e auguri".   


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