Pubblicato il 04/01/2018 21:33:33
Il Risveglio
4 Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; 5 gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa la prima risurrezione. 6 Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. 12 Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri e fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ci che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere.
Cap. 20 Apocalisse
05 febbraio 2008
Era rimasta per tutto quel tempo al capezzale del letto. Ai piedi di quel giaciglio di sofferenza che ospitava Lukas, suo marito. Luomo combatteva tra la vita e la morte in uno stato di coma profondo. Ormai da mesi la situazione rimaneva stabile, non migliorava n peggiorava. Nessun cenno, nessun nuovo referto che potesse far trapelare uno spiraglio di speranza. Agata era una donna distrutta. Quella situazione laveva debilitata, non portava pi i suoi abiti preferiti, neanche il suo viso aveva pi i colori del trucco. Ora tutto era insensato, andare avanti giorno dopo giorno era come navigare in balia del vento. Lo sguardo felice di moglie innamorata che mostrava prima, ora rimaneva solo un ricordo sbiadito, confuso. In quella stanza silenziosa i suoi pensieri prendevano forma. Con la mano nella mano di lui, ricordava. Si lasciava trasportare da quelle immagini passate e le commentava insieme al marito, ma senza avere risposta. Tra il cumulo di ricordi che le tornavano alla mente, si faceva strada inesorabile la figura indelebile di quel giorno maledetto. Il giorno in cui, rientrata dal lavoro, trov la porta di casa semiaperta. Entrando nel salone, non vide il suo diletto che lattendeva come sempre e lo chiam a gran voce, ma non vi fu risposta. La situazione le risult subito sinistra, si port avanti a passi guardinghi ed entr nello studio. La sagoma del marito era sulla poltrona, di spalle. Come se stesse gustando il fuoco del camino che ardeva ancora. Lo chiam di uovo, ma quello non ribatt. Si avvicin velocemente, afferr lo schienale della poltrona girevole, la volt e..
Davanti ai suoi occhi, uno spettacolo raccapricciante. Gli occhi di Agata videro quellimmagine che le rimase stampata per sempre nella mente. Suo marito era privo di sensi, con il volto spento, gli occhi aperti e le pupille dilatate. La bocca dischiusa dalla quale fuoriusciva del sangue .
Url come una forsennata, tremolante e spaesata. Cerc di smuovere il corpo di Lukas, ma dietro il suo cranio trov una chiazza di sangue raffermo e, chinata la testa, vi trov un buco che lasciava intravedere linterno della scatola cranica. Da quel giorno, il suo calvario ebbe inizio. Dovette lasciare la scuola dove insegnava, per seguire a tempo pieno le sofferenze del suo consorte. Da circa sei mesi, non aveva quasi pi contatti col mondo esterno, anche lei come Lukas viveva isolatamente in un mondo parallelo alla realt. Si limitava ad uscire di casa per raggiungere lospedale dove rimaneva tutto il giorno per poi a sera rientrare.
I medici e gli infermieri la conoscevano tutti, a volte la lasciavano indisturbata anche nelle ore di divieto delle visite. Quella donna non aveva pi ragione di vivere, lunico pensiero che le rimaneva era la speranza. In lei vigeva il passato compiuto da reminiscenze ed il futuro creato dalla fiduciosa attesa. Era tutto serbato nella sua mente, la realt intorno a lei taceva. Persa in un silenzio sepolcrale, spezzato soltanto dal rumore delle macchine dalle quali Lukas attingeva ancora gli ultimi rimasugli di vita. Dietro consiglio di un giovane infermiere, che lavorava presso il reparto di malati terminali, aveva cominciato a parlare con Lukas come se questultimo fosse vivo e vegeto. Il ragazzo le aveva consigliato di farlo sovente, gli si era avvicinato mentre prendeva un caff al distributore automatico. Laveva gi notata altre volte aggirarsi per quei corridoi pregni di sofferenza, cos lavvicin con una scusa e le elarg i suoi metodi. Il ragazzo prestava le cure a una giovane che era in coma ormai da due anni, ma lui ogni mattina le dava il buongiorno, spalancava le finestre e la preparava per uscire. La metteva sulla sedia a rotelle e le faceva fare delle lunghe passeggiate nel parco antistante, parlandole della natura, leggendole dei libri, facendole dei regali. Agata in un primo momento rimase sconcertata dalle dichiarazioni di qullinfermiere un po bizzarro, ma poi una mattina prov anche lei. Arriv in stanza alla buon ora quella mattina e spalanc le ante, fece entrare un po daria fresca e rivolse a suo marito un buongiorno allegro e pieno di fiducia. Non fu facile rivolgergli la prima parola, per niente semplice; ma da allora cominci a farlo giorno dopo giorno, sempre con pi naturalezza come se Lukas percepisse le sue parole. Ricorda con gioia quel giorno, lunico che quel matto infermiere irruppe nella stanza di Lukas con una sedia a rotelle. Mimando il rombo del motore disse:Andiamo a fare un giro Luke? Quello fu un episodio che fece schiudere le labbra di Agata in un fievole sorriso. Uscirono sul vialetto tutti e tre, era una giornata bellissima, il cinguettio tra gli alberi era come un gran concerto di piume. Nonostante linverno perdurasse ancora i raggi solari si facevano sentire sul viso, chiss se anche Lukas poteva sentirli.
La vitalit di quel giovane, lamore che aveva nei confronti delle persone malate, riemp il cuore di Agata, fornendogli uno spiraglio di luce. Continuare a vivere come se Lukas fosse l ad ascoltarla. Lillusione di ci le fece passare altri giorni, la port avanti ancora un po fino a che non ricadde di nuovo nella disperazione pi totale. Il giovane infermiere era stato trasferito, non passava pi a tirare su il morale della stanza. Agata era nuovamente sola, di fronte a lei un essere in stato vegetativo. Altri sentimenti aggredivano la sua anima ora. Era stanca, voleva farla finita. La sua mente faceva pensieri orrendi, indicibili.
Tornando a casa si imbottiva di calmanti prima del sonno, perch da qualche giorno non riusciva neanche pi a riposare. La notte strani sogni le facevano visita. Vedeva Lukas in piedi che la chiamava. Aveva uno sguardo diverso il suo amato, cattivo. La chiamava a se, ma lei non riusciva mai a raggiungerlo nelle sue folli corse notturne, si risvegliava di soprassalto tutta sudata e calava in uno stato di depressione nel quale permaneva tuttora. I sogni si facevano sempre pi frequenti, mai ne aveva fatti prima dora. Eppure ogni notte Lukas turbava la sua quiete. La chiamava, le mostrava un luogo con un cenno della mano. E li che devi andare le diceva. Focalizzando la mano delluomo aveva scorto un marchio, posto al centro del palmo. Le risult singolare quella scena, suo marito non aveva mai portato tatuaggi. Lui era un uomo daffari, in vista nella societ. Sempre elegante, vestiva abiti eleganti e frequentava ambienti di un certo livello. Negli ultimi anni la fortuna della loro famiglia stava per andando a rotoli. A causa di alcuni problemi finanzieri si erano trovati costretti a vendere alcune propriet. La villa nella quale vivevano era rimasta indenne dal disastro monetario, almeno fino a quel momento. Il lavoro di Lukas si era ridotto nel passare ore sui libri del suo studio. Mentre la maestria era a scuola ad insegnare, il marito rimaneva a casa e a dir suo cercava di risanare il debito familiare scavando su dei testi e delineando un piano per risanare linfelice situazione.
Ci nonostante, la cara mogliettina aveva sempre il sorriso stampato sulle labbra per quelluomo che tanto amava. Colui che le aveva donato il benessere e che ora stava soltanto passando un brutto momento. Passer vedrai, torner alla ribalta ben presto! Le diceva, mentre continuava a sfogliare i suoi libri nello studio. La donna non aveva mai interferito nei suoi problemi, era fiduciosa nei confronti del suo uomo e lo lasciava fare. Si limitava a portargli una buona tazza di t per una pausa tra un libro e laltro. Poi arriv il giorno della disfatta. Oltre al danno la beffa. Il destino le aveva riservato la brutta sorpresa. Lunico bene immobile rimastole era la villa in cui viveva, ma non come proprietaria. Poteva usufruirne fino a che rimaneva in vita, dopodich sarebbe passata, come tutti gli altri beni materiali della famiglia, ad una societ per azioni con la quale Lukas era in affari. Agata non era mai andata a fondo su quella storia, sul perch di tutti quei debiti improvvisi e su come Lukas si era procurato quella ferita dietro il cranio. La polizia aveva ormai allentato la presa. Le indagini serrate delle prime settimane lasciarono lo spazio ad una sorta di indifferenza generale. D'altronde, il diretto interessato non poteva reagire e la povera moglie non aveva soldi per pagare un buon avvocato.
Era profondamente turbata e incuriosita da quegli strani incubi, tanto che una mattina di pioggia, dove era impensabile spalancare le finestre, diede il suo buongiorno sottovoce a Lukas, come per non svegliarlo. Pian piano gli si accost, questa volta dal lato sinistro del letto, quello che di solito non avvicinava mai perch vicino al muro. Timorosa, col cuore che le pulsava velocemente, prese la mano sinistra delluomo. Chiuse gli occhi per un attimo e rivolt il palmo allins per vedere. Il sogno aveva frammenti di realt. Il tatuaggio corrispondeva. Ora poteva vederlo da vicino, quel marchio che vide sfocato nella notte, era l dinanzi ai suoi occhi. Un simbolo incomprensibile, sconosciuto. Ebbe un mancamento, le forze le vennero meno. Cerc di calmare i suoi spasmi. Cerc di capire cosa volesse significare quel marchio. Ne rimase meravigliata. Come aveva potuto fare un tatuaggio senza che lei se ne accorgesse?
Sicuramente nellultimo periodo di vita , Lukas era sempre rinchiuso nel suo studio, ma lei non aveva mai notato quel disegno inciso sulla pelle. Era la prima volta che lo vedeva, dopo la premonizione avuta in sogno. Sar un semplice simbolo, o cosa? Mille domande cominciarono a tartassarle la mente. Come un tarlo che punzecchiava il cervello, non trovava risposte, non trovava quiete. A sera rientr a casa, pi stanca che mai. Ma questa volta, per la prima volta in tutti quei mesi di degenza, non sal subito al piano di sopra. Si port verso lo studio di Lukas. Quella porta era rimasta chiusa da allora. Portava ancora i sigilli che la polizia aveva affisso come zona invalicabile. Si fece coraggio e lapr. Lenzuola bianche ricoprivano il divano, la scrivania e gli altri mobili. Era un luogo abbandonato, quelle pareti sapevano. Avevano visto tutto ci che era successo, ma avrebbero taciuto per sempre. And verso la scrivania e la scopr, gettano a terra il lenzuolo. Solo qualche foglio con degli appunti. Apr i cassetti e trov articoli di cancelleria, penne forbici, tagliacarte. Sembrava come se il tempo si fosse fermato a quel preciso istante. Un brivido le percorse la schiena, quando con impeto svest la poltrona girevole dal lenzuolo e vide ancora la macchia rinsecchita sulla spalliera. Per un attimo penso di fuggire via, ma seguit a cercare. Cosa volesse scoprire non era chiaro neanche a lei. Rovist tra i libri dello scaffale, in cerca di una traccia un segno che le potesse spiegare. Quando ad un tratto, il suo sguardo fu attratto da dei residui nel camino. Quel camino che Lukas teneva sempre acceso durante linverso, quello stesso focolare che trov ancora ardente quel maledetto giorno. Si chin per guardare meglio. Frammenti tra la cenere. Dettaglio sfuggito ai frettolosi investigatori. Prese tra le dita quella carta, non si riusciva a leggere bene, la maggior parte del foglio era bruciato, divorato dalle fiamme. Solo alcune lettere erano visibili.
Rimase a pensare per un attimo, poi focalizz nuovamente la figura sulla mano di Lukas. Quello che sembrava un segno indecifrabile ora prendeva forma . Le stesse lettere disegnate in modo sfarzoso erano poste sul palmo delluomo.
Ma come era possibile che questo pezzo di carta cos importante fosse sfuggito alle indagini. Forse lo aveva messo qualcuno dopo? Al solo pensiero che uno sconosciuto si fosse introdotto in casa la fece cadere in uno stato di panico. Cominci a tremare e a guardarsi intorno, tutti quei lenzuoli sembravano come dei fantasmi, la leggera brezza che proveniva dalla porta li faceva smuovere leggermente, animandoli. Scapp via al piano di sopra, portando con se la sua nuova scoperta. La poggi sul comodino e cerc di prender sonno, con non poca difficolt. Ripens alle parole di sua sorella:Come fai a vivere in quella casa, vattene via di l,cercati un appartamento in centro. Ricomincia a vivere Era molto premurosa con lei la sua amata sorellina, ma Agata rispondeva sempre con un grazie e poi abbassando lo sguardo proseguiva per la sua strada. Una strada lunga e tortuosa che il destino le aveva drasticamente riservato. Quella notte fu priva di immagini. Cadde in un sonno profondo, non fece alcun sogno, fino a che un rumore non la scosse. Si dest allimprovviso, spaventata si mise seduta sul letto con le spalle poggiate al muro, ricoperta dalle lenzuola come a formare uno scudo per combattere le sue paure. La maniglia della porta si mosse ed il suo cuore le sal fino alla gola. Nel buio della notte, una figura duomo si present dinanzi. Venne verso di lei a passo lento. Lurlo della donna non riusc a varcare la bocca che spalancata non emise alcun suono.
Era lui. Suo marito che stava venendo verso di lei. Sicuro di se, con uno sguardo insolito. Lo stesso che teneva nei sogni. Alz la mano sinistra e le disse:Cercavi questo? Ella non rispose, le parole non riuscivano ad uscire. Con un cenno della testa annu. Vai dalla veggente, lei sapr indicarti la via. Si avvicino ancora e la svest da quel lenzuolo, facendola rimanere coi seni al vento. Si port a ridosso di Agata e cerc di baciarla, ma lei si ritir paurosamente.
Non poteva essere suo marito quelluomo scuro, dallo sguardo cattivo. Cerc di dimenarsi, ma luomo la blocc e le prese i capezzoli. Con la punta delle dita glieli strinse forte fino a farle male, a torturarla. A quel punto Agata riusc ad urlare, url forte a squarciagola. Uno strepito liberatorio per poi portarsi di nuovo sotto le lenzuola, nascondendosi da quel bruto. Piangendo riabbass lentamente il lembo sperando di non trovare nessun ospite nella sua camera. E cos fu, la stanza era vuota e silenziosa, erano rimasti soltanto lei e leco dei suoi respiri. La luce del giorno era ormai alta, si vest velocemente per uscire ed andare allospedale. Animata voleva subito andare a verificare se Lukas fosse ancora l disteso su quel letto. Prese un taxi e ordin al conducente di portarla allospedale, ma infilando le mani in tasca ritrov quel biglietto con il marchio inciso. Lo guard ancora, poi lo capovolse e Sul retro non si era accorta che cera segnato un indirizzo. Non se nera avveduta prima? Oppure il suo visitatore notturno lo aveva scritto? Cambi itinerario, Via della pergola 118, per favore. Lautista svolt secondo le direttive della sua cliente e la port a destinazione. Mi aspetti qui gli disse.
Quella era la via di un sobborgo della citt. Tra il numero civico antecedente e quello dopo non vi era alcun 118. Quando, alle spalle, si sent chiamare da una voce roca. Una vecchia mendicante era seduta sul marciapiede, dietro di lei una scalinata che portava ad un sotterraneo. Signora, faccia la carit ad una povera vecchia come me. Le predico il futuro. Lei avr tanta fortuna e una vita serena. Agata si port verso di lei, la super e scese per quella scalinata. La porta in fondo alle scale aveva il numero che stava cercando. Un vecchio scantinato con la porta dingresso di legno consumato. Buss pi volte prima che una zingara dagli abiti lunghi ed il foulard in testa venisse ad aprire. La padrona di casa non rispose al buongiorno di Agata, si volt di spalle e seguit verso il suo tavolo rotondo. Si sedette al suo posto e Agata le si posizion di fronte. Quella casa era un cumulo di cimeli, sembravano provenire da ogni parte del mondo. La pelle di orso faceva bella mostra appesa al muro alle spalle della veggente. Due grossi elefanti di ceramica erano posizionati ai lati del tavolo. Alla luce fioca, i grandi orecchini che quella donna portava spiccavano col riflesso del candelabro. Al centro del tavolo, che aveva una tovaglia rossa tutta ricamata, vi era collocata una sfera di cristallo. La zingara pose le sue mani affusolate su di essa e chiuse gli occhi. Le sue unghia lunghe cominciarono a tremare, cos come tutto il suo corpo. Agata la guardava con timore, un brivido le percorse la schiena, troppe le emozioni avute nelle ultime ore. Io vedo attraverso locchio, ti stavo aspettando Agata! La giovane trasal. La zingara conosceva il suo nome, questo rendeva la situazione ancora pi illogica. Quella apr gli occhi e la fiss intensamente:Locchio di Osiride mi dice che lui vivo e sta vagando nelle tenebre, ha chiesto a te di liberarlo. Agata scoppio a piangere e si port le mani al volto, la sofferenza era troppa non poteva resistere ancora per molto. La zingara continu, questa volta a voce pi alta: La Casa del Perdono e della Rinascita, l che avrai la risposta a tutti quei quesiti che ti tormentano! La giovane rimase disorientata dopo quelle affermazioni, ma sembrava proprio giunto il momento di andare, la zingara era caduta in una specie di sonno e non dava pi alcun cenno. Allorch la giovane si alz per andare, quando allimprovviso con uno scatto fulmineo la veggente le afferr la mano. Le unghia lunghe e smaltate di viola la tennero salda:Lascia pure un omaggio alla mendicante qui fuori, avresti dovuto gi farlo prima mia cara! E la lasci andare. Agata sal subito la scalinata, frug nella borsetta per trovare degli spiccioli, ma la vecchia mendicante non era pi l. Scapp via, spaventata sperando vivamente di trovare almeno il suo taxi. Si era l, tir un sospiro di sollievo, si accomod sui sedili posteriori e ordin al tassista di portarla via. La Casa del Perdono e della Rinascita volle subito prendere un appunto per non dimenticarlo. Tir fuori ancora quel foglietto, lunico che avesse in tasca in quel momento. Chiese allautista una penna in prestito e fece per scrivere quel nome, quando not che le iniziali del tatuaggio erano proprio le stesse.
Sconcertata e dubbiosa sul da farsi, riconsegn la penna al legittimo proprietario e si mise a riflettere silenziosamente guardando dal finestrino scorrere la citt. Quando ad un tratto, un urlo scosse lautista che si volt per chiedere cosa fosse successo. Siiii, ci sono! Esclam eccitata. Mi porti alla - Rebirth S.p.a - presto, disse rivolta alluomo. Il puzzle stava prendendo forma. La Rebirth che tradotto dallinglese vuol dire rinascita, era la societ con la quale Lukas aveva instaurato un rapporto daffari. Ma cosa stava a significare tutta quella storia non le era ancora del tutto chiaro. Lauto arrest la sua corsa davanti lenorme palazzo con la facciata colma di vetrate ed eccolo l, il simbolo che tormentava i suoi pensieri spiccava sulla porta dingresso della societ. Aspetto qui? Chiese lautista sfregandosi le mani, era una giornata al quanto proficua per lui. La donna acconsent, scese dalla macchina e lev lo sguardo ammirando quellinterminabile palazzo che saliva per ventiquattro piani. Sulla porta girevole dingresso era affissa linsegna col simbolo. Entr facendo girare le aperture , un elegante usciere la salut cordialmente. Latrio immenso di granito portava anchesso, esattamente al centro, il disegno della P e della R sovrapposte alla stella a tre punte e a quella specie di pergamena dispiegata. Il cuore le batteva allimpazzata, era persa in quello spazio immenso, quando dalla balconata del piano superiore a vista, si sent chiamare. Un giovane in giacca e cravatta le fece cenno di salire. Non riusc a vederlo bene in volto, non lo riconobbe. Fece le scale e seguit verso il luogo dal quale luomo laveva invitata. La porta in fondo al corridoio era semiaperta, la varc e si ritrov allinterno di un lussuoso ufficio, ma non vi era nessuno allinterno. Dietro la scrivania era collocata una grande scansia pieni di libri, testi antichi e moderni. Il suo sguardo fu rapito da uno di quei libri dal titolo importante: Il Libro della Vita
Il libro somigliava a quello che stava consultando Lukas nellultimo periodo. Fu proprio mentre studiava quel libro che quel giorno le promise: Torner alla ribalta amore.fidati! Si avvicin a quel testo antico e fece per prenderlo, era messo un po in alto e la sua statura non le permise di arrivarci con disinvoltura. Cos, in modo impacciato, cerc di tirarlo verso il basso ma, un rumore meccanico si mise in moto azionato dal movimento del libro. Un passaggio segreto dietro la libreria. Agata era sfinita, voleva che quella storia finisse al pi presto. In un primo momento rimase perplessa, poi sincune in quel passaggio angusto e buio. Una scala a chiocciola scendeva ai piani inferiori. Dopo i primi scalini, cominci a sentire delle voci in lontananza. Un vociare di cori, una nenia cantata. Indugi per un istante , poi prosegu. La melodia sinistra si faceva sempre pi alta. Giunse al piano interrato e uno spettacolo inquietante le si present. Una messa di incappucciati che ripetevano senza sosta la stessa frase allunisono. In fondo al salone, dietro una sorta di bancone da giudice era seduto un anziano con la barba bianca che poneva, ai due collaboratori di fronte, delle domande inspiegabilmente in lingua francese. I due sorreggevano un ragazzo e lo portavano dinanzi al banco di quello che doveva essere il Gran Maestro. Ai due lati della stanza vi erano due spalti, zeppi di persone con indosso cappucci neri a coprire il volto, che continuavano a cantare nei momenti di silenzio del Maestro. Quando lanziano parlava, il coro taceva. Agata non capiva il francese, ma da ci che si poteva dedurre, il ragazzo si stava prestando per uniniziazione.
I due uomini che lo sorreggevano lo facevano camminare bendato, su un percorso preparato lungo il corridoio tra le due tribune. Gli ostacoli da superare erano simbolici, dei piccoli scivoli e delle risalite, costruite con delle travi. Stavano a simboleggiare le difficolt della vita. Con le parole del Gran Maestro egli si doveva abbandonare ad occhi chiusi e superarle, giurando fedelt alla confraternita. Se avesse rivelato a qualcuno la sua nuova dimora, la sua nuova appartenenza, le cento spade degli uomini sugli spalti lo avrebbero trafitto. Agata voleva scappare via da quella bolgia, ma quando il ragazzo si volt verso di lei, lo riconobbe. Era linfermiere che aveva portato Luke a fare un giro in carrozzella quel giorno di sole. Lasci quel suo stato di leggero torpore e si stropicci gli occhi, non si era mai mossa dal capezzale di quel letto pieno di sofferenza. La giovane Agata era rimasta l tutto il giorno, come faceva ormai da mesi. Il silenzio della stanza rompeva i timpani. La situazione di suo marito Lukas era stabile. Lo guard negli occhi e gli diede il buongiorno, stringendogli la mano come faceva sempre, quando quel silenzio fu improvvisamente rotto da un beep. Alz gli occhi verso lelettroencefalogramma che da mesi risultava inerte e con sua grande sorpresa vide una linea che si protraeva verso lalto per poi riscendere vertiginosamente. E suggestione pens. Ma poi il disegno si ripropose ancora una volta. Strinse pi forte la mano del suo uomo e questi come a risponderle, fece nuovamente sobbalzare la linea della macchina per un altro soffio di vita. Col cuore pieno di gioia Agata pianse, le lacrime le bagnarono il volto, caddero gi stille liberatorie fino a bagnare le mani dei due che rimanevano salde. Fino a che la donna lasci per un attimo la mano sinistra di Lukas che miracolosamente lapr mostrandole il palmo candido.
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