Pubblicato il 28/09/2009 15:54:32
ORCUS
La pioggia era fitta e fredda la strada deserta attraversata di corsa dalle macchine macchiate di fango e sangue svelte e scattanti dai pistoni di bronzo pompanti e sbuffanti come locomotive infuriate su binari infiniti, rigidi e argenti che corrono paralleli ,immobili fin sulle nuvole oltre le grandi montagne sfidando lo spazio e il tempo. Non ho mai avuto paura di morire , di viaggiare vivere in armonia con ci che ci circonda ,assumere lo stesso aspetto delle cose circostanti . Ritorno dalla guerra mi sento un inutile reduce di mille battaglie . Ho perso il conto di quante volte sono stato ferito . Tante infinite volte, trafitto da lame e proiettili. Ogni mia ferita e una storia un momento cruciale un tragico evento che mi ha preso per i capelli o con il bavero della giacca e mi ha tra trascinato gi all' inferno. Sono venti giorni che cammino con queste scarpe rotte in compagnia d'un mio compagno d'armi morto tre anni fa. Lui non parla, mi guarda e mi segue qualche volta sorride. Abbiamo combattuto insieme contro le armate degli orchi nella rigida steppa in pieno inverno ricoperta di bianca ,soffice neve. Orde di orchi affamati ,pronti a divorare il nemico a distruggere ogni cosa che ostacolasse la loro ascesa verso il potere sulle tenebre. Lo visto cadere un giorno di primavera trafitto dalla lancia di un orco . Non ho potuto far nulla per salvarlo era gi tutto troppo tardi. Il carro della morte trainato dai sauri neri scalpitanti fiamme e scintille guidato da una oscura signora lo caric sul suo carro per poi scomparire nel nulla. Quanti scontri,quanti sacrifici fatti non rammento pi chi sono da dove vengo ? Ho paura di me stesso,di scoprire una oscura esistenza che mi ha partorito che mi ha reso soldato. Non so neppure se ho famiglia e dove si trova casa mia. Continuo a camminare insieme ai miei incubi. Sperando di trovare un varco ,una porta da cui entrare o uscire da questo orrore. Lui a volte mi sorride ,forse attende che io faccia la sua stessa fine , m'aspetta impaziente sull'altra sponda . Poi un mattino di sole un cavallo alato si fermato vicino a me mi ha sollevato con il muso dalla polvere, mi ha scrollato e nitrito in faccia . Non ho pi la forza di reagire ,non ho pi la forza per vivere ancora ,vorrei abbandonarmi al fato che mi spinge verso una profonda fossa. Ma non posso ,sento qualcosa in me che e superiore ad ogni altra cosa, sento un calore rammento dei momenti intimi ,familiari ,vissuti tanti anni fa,forse in unaltra vita. Il cavallo alato mi tira su con i denti mi permette di salire in groppa . Salgo ho sete tanta voglia di farla finita con questa onirica avventura . Forse e giunto il momento ,forse domani sar insieme ai tanti miei compagni d'arme ,forse domani ritorner a sorride a sperare a credere che tutto quello che fino adesso ho vissuto e solo frutto della mia fantasia .
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